Riaprire il vicolo scomparso in centro:
progetto ok, costerà 800mila euro
MACERATA - Si tratta dell'ex vicolo Pietrarelli, tra via Gramsci e corso della Repubblica. L'assessore Silvano Iommi: «L'intervento permetterà di arricchire l’immagine e la funzione del centro storico aggiungendo, oltre che la dotazione di ulteriori spazi, elementi di ulteriore narrazione storico-urbanistica sulla formazione della città murata»

Uno scorcio del vicolo
di Luca Patrassi
Approvato ieri dalla giunta comunale il progetto esecutivo dell’intervento di rigenerazione urbana – finanziato per circa 800mila euro con i fondi del Pnrr come sostiene il Comune nonostante i taglia annunciati dal Ministero – relativo al recupero e alla valorizzazione di vicolo dell’Oratorio (ex vicolo Pietrarelli), che ne permetterà una parziale riapertura. Intervento che si deve all’azione dell’assessore all’Urbanistica Silvano Iommi che osserva: «Si tratta di un intervento che permetterà di arricchire l’immagine e la funzione del centro storico aggiungendo, oltre che la dotazione di ulteriori spazi, elementi di ulteriore narrazione storico-urbanistica sulla formazione della città murata».
«“Scendendo dalla collina per i vicoli della storia” – continua Iommi – titolava un breve ma delizioso saggio del compianto Libero Paci sulla storia del “vicolo scomparso” tra l’odierna via Gramsci – già via Santa Caterina – e l’attuale Corso della Repubblica (già “via Nova” aperta nel 1606). La chiusura del vicolo si dovette al completamento della facciata (1875), il cui disegno è attribuito al Valadier, che fuse insieme il Palazzo “Bourbon del Monte”, oggi della Società Filarmonico Drammatica, e l’ex “Palazzo Pellicani” ora di proprietà della Cassa Edile. Il terminale a ponte del vicolo, aperto sulla “Via Nova” (1606), odierno Corso della Repubblica, fu adattato nel 1889 come “sartoria Pietrarelli” (chiusa ormai da circa un quarto di secolo), ma sin dai primi anni del XVIII secolo veniva usato come via breve per raggiungere il rinomato Oratorio Filippino per assistere alle “laudi” dove si esibivano i più bravi musicisti locali».
Il progetto, redatto dall’architetto Giuseppe Rinaldesi, prevede di bonificare una zona divenuta insalubre per l’igiene urbana proprio in un sito centrale e delicato della città antica, rifacendo la rete sub-orizzontale per lo smaltimento delle acque reflue, installando, in quota, una rete anti piccioni protettiva, ripristinando l’illuminazione e un sistema di video-sorveglianza, rifacendo gli allacci verticali degli scarichi e le pavimentazioni. La riqualificazione permetterà di implementare la valorizzazione storica, urbanistica e architettonica del centro storico attraverso la riapertura degli accessi a nuovi pezzi della vasta città ipogea esistente. Il progetto prevede anche l’acquisizione e il restauro di intere porzioni di spazi abbandonati da destinare alla socializzazione inclusiva, creando al contempo le condizioni di incentivazione privata finalizzata ad aumentare il recupero di vaste e importanti superfici di grande valore potenziale. La riqualificazione prevede, infine, la creazione di un secondo centro dalle caratteristiche tipo “Antichi forni” per una superficie complessiva stimabile intorno ai mille metri quadri. La Giunta comunale, lo scorso ottobre, aveva approvato lo schema di convenzione con la società Filarmonica e Cassa Edile ai fini dell’acquisizione gratuita delle aree e volumi necessari per iniziare i lavori di prima fase. Al momento, le superfici acquisite su cui intervenire nell’immediato, sono quelle concesse dalla Cassa Edile poste sul lato ovest del vicolo. Il contratto di appalto è previsto per la fine di ottobre prossimo.

Immagine recente del vicolo dall’interno

Il posizionamento del vicolo all’interno di un’antica mappa della città





Planimetria del complesso ipogeo con accessi dal vicolo ponte dell’oratorio
(Clicca per ascoltare la notizia in podcast)








































Con la scusa del PNRR un incentivo a spendere male ben 800.000 euro che non avranno alcuna utilità a rivitalizzare il centro storico di Macerata.
Non capisco come si continui a parlare di lavori bloccati per la ” sospensione ” dei fondi del Pnrr e continuare tutti i progetti e i lavori a suon di chiacchere. Bah, forse ho capito male io. Va bene che distogliere l’attenzione è sempre un buon metodo finche la barca non affonda. Poi quel vicolo non mi sembra scomparso e dalle foto sembra parzialmente visitabile e perché lo volete snaturare come Li Madou?
Chi abita in centro sa quanto quel vicolo sarebbe utile per evitare ogni volta di fare il giro dai Carabinieri o da Via De’ Vico. Certo, uno che abita in periferia e che sale in centro soltanto per l’aperitivo se ne frega totalmente di sapere che lì c’era un vicolo; poco gliene cale di proiettarsi nell’eventuale utilità della sua riapertura. Invece l’idea è strepitosa oltre che – come già scritto – utilissima.
Se poi, come annunciato in questo articolo, c’è anche la possibilità di rendere fruibili nuovi spazi aggregativi mediante la valorizzazione delle grotte (una delle nostre maggiori tipicità), direi che il progetto è davvero notevole.