Nuova caserma dei carabinieri,
inaugurato il cantiere:
«Lo Stato c’è e continuerà ad esserci»

PIEVE TORINA - Taglio del nastro stamattina per la struttura che ospiterà anche i forestali. Un intervento da 4,3 milioni che dovrebbe vedere la luce nel corso del 2024. Il commissario Guido Castelli: «Importante per l'alto valore simbolico». Il governatore Francesco Acquaroli: «Una presenza che ridà forza alle istituzioni»

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Il taglio del nastro del cantiere di stamattina

È partito ufficialmente stamattina, con il taglio del nastro di rito, il cantiere per la ricostruzione della nuova caserma dei carabinieri e dei forestali di Pieve Torina. L’intervento, del valore complessivo di 4,3 milioni di euro, è stato finanziato interamente dal commissario straordinario ricostruzione, che con un’ordinanza speciale, nel corso del 2021, ha assegnato all’Agenzia del demanio il ruolo di soggetto attuatore.

«L’inaugurazione del cantiere odierno è un segnale che va nella duplice direzione di assicurare la presenza dello Stato, con i suoi presidi strategici, nelle zone colpite dal sisma e ricostruire secondo criteri innovativi, in linea con gli standard della sostenibilità ambientaleha sottolineato Lucia Albano, sottosegretario al Ministero dell’economia – è l’esito del lavoro di una filiera istituzionale che collabora fattivamente ad ogni livello per riparare il tessuto socioeconomico dei territori colpiti dal sisma e garantire un futuro alle giovani generazioni».

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Un momento della cerimonia

I lavori di riqualificazione della struttura prevedono la demolizione dei locali esistenti e la ricostruzione di un unico fabbricato che si svilupperà su due piani, da destinare a spazi operativi e alloggi di servizio, e un ulteriore piano seminterrato da adibire ad autorimessa. Attraverso l’accorpamento logistico del comando stazione dei carabinieri e della forestale, la nuova caserma offrirà ai cittadini un servizio pubblico più accessibile e integrato. L’immobile è stato progettato secondo il modello innovativo promosso dall’Agenzia del demanio, fondato su tre pilastri: la centralità dell’utenza, l’innovazione e digitalizzazione, la sostenibilità. Sarà infatti dotato dei più alti requisiti di autonomia e autoproduzione energetica, attraverso la realizzazione di un edificio a consumo energetico quasi zero e un elevato livello di sostenibilità ambientale in linea con i criteri ambientali minimi. Inoltre, l’impegno del sistema costruttivo Xlam garantirà i livelli massimi di resistenza ai terremoti. Tutta l’attività di progettazione e di gestione del cantiere sarà supportata dalla tecnologia innovativa Bim (Building information modeling) per un più efficace controllo dello stato di avanzamento del cantiere e dei successivi interventi di manutenzione. Il collaudo della struttura è previsto entro il 2024.

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il comandante legione Marche dei carabinieri Salvatore Cagnazzo

«L’avvio del cantiere dimostra come, attraverso una forte collaborazione tra istituzioni, si può rispondere concretamente all’esigenze di un territorio duramente colpito dal sisma nel 2016 – ha dichiarato Alessandra Dal Verme, direttore dell’Agenzia del demanio – per questo l’Agenzia del demanio ha firmato con il commissario per la ricostruzione diversi accordi e avviato 39 interventi per riqualificare e mettere in sicurezza edifici di proprietà dello Stato in tutte le regioni dell’area colpita. Stiamo lavorando a un modello avanzato di ricostruzione, ispirato ai principi di sostenibilità, di resilienza al cambiamento climatico, all’accessibilità e alla connettività, che utilizzi sistemi innovativi di prevenzione del rischio sismico. L’obiettivo è di tornare a far rivivere i borghi duramente colpiti, rigenerare e favorire lo sviluppo economico e sociale. Dimostriamo che lo Stato è presente e che, attraverso il proprio patrimonio, si prende cura dei cittadini e dei territori».

Un intervento di alto valore pratico, ma anche simbolico. «La giornata di oggi dimostra che lo Stato c’è e che qui, nel cratere, vuole continuare ad esserci – ha continuato il commissario per la ricostruzione Guido Castelli – oltre all’erogazione di servizi fondamentali come sanità, trasporti e scuole, non si può trascurare la sicurezza dei cittadini. La posa della prima pietra per la nuova sede dell’Arma va proprio in questa direzione e potrà garantire a questa comunità un presidio fondamentale. Il valore di questo intervento, concepito secondo criteri di razionalizzazione degli spazi e capace di assicurare la massima performance energetica, è al contempo concreto e simbolico, dal momento che riguarda la sede di istituzioni espressamente dedicate al servizio e alla tutela dei cittadini. Attraverso un articolato programma di ricostruzione dei presidi pubblici di legalità, testimoniamo che lo Stato non arretra».

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Il presidente della Regione Francesco Acquaroli

Non è voluto mancare neanche il presidente della Regione Francesco Acquaroli. «Oggi è una giornata importante per la ricostruzione – ha evidenziato Acquaroli – altre celebrazioni e inaugurazioni si sono succedute recentemente a significare che gli sforzi fatti per far ripartire questi territori iniziano a materializzarsi e a produrre segni tangibili. La pietra che poniamo questa mattina acquista un valore particolare. La presenza della caserma, in cui operano i carabinieri e la forestale, ridà forza alle istituzioni e consolida la presenza dello Stato, garantendo la vicinanza ai cittadini e la sicurezza in questi territori. Restituiamo in questo modo gratitudine a chi non ha mai abbandonato questi territori, perché anche nei momenti più difficili la presenza delle forze dell’ordine sul territorio non è mancata, sia nell’immediatezza dei primi soccorsi ma anche nell’attività di sorveglianza contro atti di sciacallaggio, fino al sostegno di fronte a tutte le difficoltà che hanno attraversato questi cittadini. È stato uno sforzo enorme ma un segnale di grande tenacia perché la devastazione che si è prodotta sette anni fa poteva essere mortale per questi territori. Se oggi noi ricostruiamo il ringraziamento va alle istituzioni che hanno creduto e hanno lavorato. Ringrazio a questo proposito il senatore Castelli, il sottosegretario Albano per l’impegno che stanno profondendo, l’Ufficio speciale per la ricostruzione e tutti coloro che li hanno preceduti. Un ringraziamento particolare lo devo però rivolgere a chi ha vissuto qui in presenza durante questi anni: cittadini e imprenditori, che non hanno voluto abbandonare le proprie attività e con esse l’economia di questo territorio. Se oggi siamo in questa fase lo dobbiamo a coloro che resistendo hanno lasciato un segno tangibile della speranza. Ora sta a noi accelerare il più possibile con i nostri sforzi e con il nostro lavoro questa fase. La fase della ricostruzione dei centri storici era stata tanto attesa, preludio alla rinascita di un nuovo entroterra e dei suoi borghi, veri segni identitari di un territorio; ricostruirli significa ricostruire il cuore pulsante degli Appennini, dando speranza e certezze. Un auspicio questo anche per i tanti cittadini che ancora non hanno avviato le pratiche per la ricostruzione privata. Un ringraziamento particolare va al sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci, che sulla ricostruzione si è speso tantissimo, impegnandosi con tutta la sua comunità, con l’Unione montana, in maniera tangibile. Il confronto con lui ha permesso di comprendere meglio e aspetti e problematiche di questi territori».

Presenti all’inaugurazione anche il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, il prefetto Flavio Ferdani e il comandante della Legione Marche dei carabinieri Salvatore Cagnazzo e il colonnello Nicola Candido, comandante provinciale dei carabinieri di Macerata.

 

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