Parco “Norma Cossetto”,
uno striscione a ricordare
“il primo anniversario dell’abbandono”
CIVITANOVA - Il cantiere si è aperto lo scorso giugno e in 80 giorni doveva essere realizzato il "parco delle altalene", ma la ditta ha recintato tutto

Lo striscione appeso
di Laura Boccanera
Il parco Norma Cossetto di Civitanova festeggia un anno…”di abbandono”. Più eloquente di così non poteva essere lo striscione che qualcuno ha appeso alla rete che ormai da un anno priva i bambini e le bambine del parco pubblico di via Cavour.
I lavori per la riqualificazione infatti sono iniziati esattamente un anno fa e sarebbero dovuti terminare, secondo i termini del contratto di appalto, in 80 giorni. Termine che è trascorso abbondantemente e che non solo ha lasciato tutta l’area nell’immobilismo, ma che ha privato i più piccoli di poter godere dello storico parco giochi civitanovese per ben due anni ormai. Anche questa estate infatti passerà senza che si riuscirà a vedere la fine dei lavori dal momento che ormai a metà giugno ancora le ruspe non hanno ripreso a lavorare.
Gli unici interventi fatti sono stati il taglio dei pioppi che facevano ombra ai più piccoli durante i giochi e la rimozione dei giochi e la movimentazione del terreno con la distruzione della vecchia pavimentazione. Poi per mesi più nulla. E il degrado di quella zona comincia anche a procurare qualche problema dal momento che in un paio di occasioni si sono verificati cedimenti delle strutture poste a protezione e chiusura del cantiere. E così “il parco delle altalene”, per il quale il Comune di Civitanova aveva stanziato 350mila euro, rimane sulla carta.




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Ci si potrebbe costruire una bella piscina…
Non hanno nemmeno rispetto per uno dei simboli, Norma Cossetto, studentessa universitaria istriana, torturata, violentata e gettata in una foiba uccisa dai partigiani slavi con cui si riempiono la bocca nel Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe. D’altra parte anche con Anna Frank non sono andati per il sottile viste le segnalazioni pervenute sullo stato di degrado in cui versavano i “nuovi” giardini Anna Frank, di via Goito che dopo dieci giorni aveva ancora la targa di cartone inaugurativa. In linea con l’arredo raffinato dai cassonetti che hanno fatto da cornice già stracolmi da giorni. Ma che gente è questa qui, senza alcun rispetto per persone e cose .E poi questo stanziamento di così tanti soldi per cui avrebbero potuto costruirci pure il secondo piano.Parliamo di ben 350.000 euro. Una cifra del genere avrebbe dovuto finire per un’analisi approfondita pure sul tavolo del guardiacaccia oltre che su quelli di tutte le forze dell’ordine e le scrivanie del Palazzo di Via Pesaro a Macerata.
La domanda è come mai i lavori si sono fermati. Magari il sindaco potrebbe dare la risposta. Forse la ditta non viene pagata?