«Alloggi in sostituzione delle Sae,
una quota anche per i carabinieri»
TOLENTINO - L'ex assessora alla ricostruzione interviene dopo la nota del Sim Marche sulle abitazioni Erp riservate alle forze dell'ordine: «Non si tratta di togliere a qualcuno per darli ad altri, ma di programmare con intelligenza il futuro delle strutture realizzate in sostituzione alle Sae».

L’ex assessore Flavia Giombetti
di Francesca Marsili
«Nell’ultimo Consiglio comunale, l’assessore al Patrimonio Franco Ferri ha parlato della volontà di destinare gli appartamenti realizzati in sostituzione delle Sae all’edilizia sociale. Se stiamo ragionando sul futuro del patrimonio abitativo pubblico di Tolentino, perché non affrontare anche il tema degli alloggi destinati a carabinieri e vigili del fuoco?». È la riflessione dell’ex assessora alla ricostruzione Flavia Giombetti.
Il sindacato dei carabinieri, Sim, ha scritto ai Comuni della regione, Tolentino compreso, per verificare come viene applicata la normativa regionale sugli alloggi di Edilizia residenziale pubblica riservati a carabinieri. E per Giombetti quella richiesta si incrocia con un dibattito già aperto in città: quello sulla destinazione degli appartamenti realizzati in sostituzione delle Sae, le strutture abitative d’emergenza nate dopo il terremoto. «Non parliamo di un tema lontano o teorico – evidenzia Giombetti – ma di uomini e donne che ogni giorno operano nella nostra comunità, che garantiscono sicurezza ai cittadini e che devono essere messi nelle condizioni di vivere stabilmente nel territorio che servono».

Gli appartamenti in sostituzione alle Sae in piazzale della Battaglia a Tolentino, proprio di fonte la caserma dei carabinieri
Un punto, quest’ultimo, che secondo l’ex assessore ha un peso specifico crescente: «La presenza della Compagnia carabinieri a Tolentino è aumentata negli ultimi anni, e con essa il numero di militari in servizio che avrebbero bisogno di una sistemazione stabile – sottolinea – avere queste famiglie radicate sul territorio non è un dettaglio logistico, ma una scelta che rafforza il legame tra le istituzioni e la comunità e rende più continuo il servizio di sicurezza». Giombetti tiene a chiarire che la sua non è una posizione contro l’edilizia sociale, definita anzi «una risposta necessaria». Il punto, per lei, è che il patrimonio abitativo nato dall’emergenza post-sisma può e deve tenere insieme esigenze diverse, senza che l’una escluda l’altra. «Non si tratta di togliere diritti a qualcuno per darli ad altri – aggiunge – si tratta di programmare con intelligenza, tenendo insieme esigenze sociali diverse ma ugualmente importanti». Da qui l’invito a un confronto che chiarisca come applicare gli strumenti previsti dalla normativa regionale sugli alloggi Erp e quale sarà, nel concreto, la destinazione finale degli immobili realizzati in sostituzione delle Sae.
L’ex assessora si aggancia al tema toccato in Consiglio comunale da Ferri: la possibilità che l’edilizia sociale contribuisca a recuperare i residenti persi dalla città dopo il terremoto. Un obiettivo legittimo – secondo Giombetti – ma che rischia di sovrapporre due questioni distinte. «L’edilizia sociale risponde a un bisogno abitativo – dice – invertire il calo demografico richiede una strategia molto più ampia», sottolinea, ricordando che per riportare persone a Tolentino servono lavoro, servizi e opportunità per i giovani, non soltanto nuovi appartamenti.
Il Comune ha già dato seguito alla richiesta del Sim carabinieri Marche? Qual è l’orientamento dell’amministrazione sull’applicazione della normativa regionale relativa agli alloggi Erp riservati alle Forze dell’Ordine? Quale sarà, nel concreto, la destinazione finale degli alloggi realizzati in sostituzione delle Sae? Sono domande che, secondo l’ex assessore, l’amministrazione comunale dovrebbe affrontare apertamente, perché riguardano «il futuro di un patrimonio nato dall’emergenza e il modello di città che vogliamo costruire». E chiudono la riflessione con un’affermazione di principio: «Una buona amministrazione non sceglie tra sicurezza e coesione sociale. Ha il dovere di costruire entrambe».
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