In memoria di Michele Sensini:
un lupo avrà il suo nome
FIASTRA - Aveva perso la vita a 47 anni durante una escursione in bici. A Cessapalombo nei giorni scorsi è stato catturato un cucciolo di 7 mesi. Andrea Spaterna, presidente del Parco dei Sibillini: «E' un animale simbolo del territorio, per questo abbiamo pensato di chiamarlo come la guida tragicamente scomparsa a giugno»

Uno scatto che ruba l’immagine del lupo Michele
La vita di Michele Sensini è finita in una escursione in bici al lago di Fiastra lo scorso giugno. Aveva 47 anni, e la sua tragica morte aveva colpito profondamente l’entroterra maceratese e i tanti che, appassionati di montagna come lui, l’avevano conosciuto. Ora, prorio per ricordare un uomo che aveva fatto dell’amore per la montagna il cuore della sua vita, in giro sui monti ci sarà un altro Michele. Si tratta di un lupo e il nome gli è stato dato proprio in memoria della guida scomparsa.

Michele Sensini
Tutto è cominciato alcuni giorni fa quando a Cessapalombo è stato catturato un cucciolo di lupo, di 7 mesi e del peso di 25 chili. L’esemplare è stato anche marcato con un radiocollare satellitare dallo staff dell’Istituto di ecologia applicata di Roma, in collaborazione con i tecnici del Parco dei Sibillini, i carabinieri forestali e l’associazione “L’occhio nascosto dei Sibillini”. «Consideriamo il lupo un animale simbolo del territorio, e per questo abbiamo pensato di chiamarlo Michele, in ricordo della guida, Michele Sensini, tragicamente scomparsa quest’anno nei pressi del lago di Fiastra» dice Andrea Spaterna, presidente del Parco. L’attività rientra nell’ambito di “Wolfnext – Parchi a sistema per il futuro del Lupo in Italia (2022-2024)”, un progetto di studio e monitoraggio dei lupi finanziato nell’ambito della direttiva “biodiversità” 2021 del ministero dell’Ambiente, che coinvolge tutti i parchi nazionali italiani.
«Sono operazioni importanti perché consentono di mappare le aree di movimento dei lupi e contribuiscono a meglio conoscere le abitudini di questa specie» dice Spaterna.
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Avrei voluto vedere se voi che vi riempite la bocca di tanta bravura se per campare facevate come lavoro il pastore o allevatore in generale o l’agricoltore senza stipendio fisso questi bei commenti sui lupi o cinghiali li facevate in questo modo ipocriti
Bellissima iniziativa. Mi raccomando però fate in modo che il lupo Michele non si avvicini alla sede della regione Marche.
Bello ricordare chi è morto tragicamente in montagna “battezzando” un fiero animale con lo stesso nome… chi meglio di un lupo può portare il nome di una persona che amava la montagna e aveva uno spirito libero ?Il commento di chi parla di ipocrisia nei confronti di chi sottolinea la necessità di tutelare questa nobile razza,è veramente fuori luogo. Chi alleva pecore in montagna sa perfettamente che nel corso degli anni qualche capo di bestiame potrebbe essere oggetto di attacco da parte del lupo o altri predatori. Ogni mestiere ha i suoi rischi, ma non mi sembra di aver letto spesso, stragi di pecore uccise da altri animali. Sparare ai lupi, ovvero una nobile razza a rischio estinzione mi sembra proprio una scelta scellerata e senza senso.
Forse qualcuno ha letto fotoromanzi scambiandole per notizie perché il sottoscritto ha visto personalmente molte stragi di pecore e agnelli quando lavoravo non facevo ne agricoltore ne l’allevatore e ho spesso il ricordo di una signora che piangeva disperata perché non era la prima volta che le succedeva e le assicuro che io voglio molto bene agli animali vivendo in campagna ho tra l’altro anche 2 cani e 3 gatti perciò non fate falsi commenti
Ho anche dimenticato di dire che io sono contro le armi e nemmeno dispiaciuto che a quel lupo gli abbia messo il nome di quel signore morto tragicamente ma non diciamo che il lupi non facciano stragi di animali andatelo a dire a chi le hanno avute
appunto …ogni mestiere ha i suoi rischi e bisogna trovare il modo di limitarli….gli animalisti si riempiono la bocca e gli allevatori pagano ….non funziona così…
Non ho mai letto fotoromanzo come afferma qualcuno, tant’è che quando parlavo di stragi di pecore ho usato la parola “spesso” non sono così ingenuo da pensare che i lupi non attaccano mai animali d’allevamento, ma poi siamo così sicuri che siano sempre veri lupi o cani selvatici? Resto comunque dell’idea che uccidere i lupi solo perché soddisfano il loro istinto di sopravvivenza è un errore, sicuramente le istituzioni devono prevedere rimborsi immediati e sicuri agli allevatori.
Mi preoccupa che qualcuno scrive qualche volta e si giustifica dicendo che vuol dire “spesso” perché non è che legge notizie sui fotoromanzi ma non sa leggere neanche la sua stessa scrittura poi peccato perché non posso mettere una foto fresca fresca di pochi giorni fa di una mucca sgozzato da un lupo e dico lupo perché un cane non sarebbe mai riuscito a farlo po se vuoi la metto in contatto con questo signore che sarebbe un allevatore che vive di questo è sarebbe mio cognato che ama gli animali poi te lo dirà lui se qualche volta come ha scritto vuol dire per te spesso e quanti animali a perso che vuol dire buttati via trovati sgozzati
I lupi saranno fatti dirigenti dei parchi
Sfogheranno i loro istinti sbranando poltrone
Poi dormiranno in pace accanto alle pecore.
Il lupo è nobile, è forte, è libero, è vincente, sbrana e non è sbranato, è al vertice della catena alimentare come un leader, un boss, un Mbappè. L’allevatore invece è il simbolo del nostro passato vergognoso, dei nostri antenati poveri, rozzi, ignoranti, di vite di me.rda passate a raccogliere e spargere letame, incatenate a una stalla, senza mai una vacanza, un viaggio, una serata al ristorante, vite impresentabili di ridicoli straccioni, brutti, sporchi, puzzolenti. Gli Insinna televisivi ripetono sempre ”viva il lupo”, mai sentito nessuno dire ”viva gli allevatori”.
Abbiamo una tradizione di soccorso ai vincitori, Pavoni, da estendere innovativamente a tutto il regno animale, presto anche i “Viva lo squalo!” televisivi.