Accorpamento scuole, Pollenza non ci sta:
«Troppi mille studenti alla Mestica
Con meno di 600 la Monti perde l’autonomia»

LO SFOGO del sindaco Mauro Romoli che replica al presidente della Provincia Sandro Parcaroli: «Mi auguro che la Regione tenga conto di queste osservazioni che produrremo e che non smentisca se stessa dato che le linee guida sono state approvate giusto un mese fa». E attacca il consigliere Graziano Bravi (Pd): «Senza il suo voto la maggioranza non avrebbe avuto i numeri per far passare la delibera»
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Dopo il piano scolastico approvato dal Consiglio provinciale, il sindaco di Pollenza Mauro Romoli interviene sull’accorpamento con la Mestica di Macerata dei plessi scolastici “Liviabella” e “Natali” di Sforzacosta, che precedentemente  facevano parte dell’istituto comprensivo V. Monti di Pollenza.

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Mauro Romoli, sindaco di Pollenza

«Sono costretto ad intervenire dopo aver letto le parole del presidente della Provincia e sindaco di Macerata Sandro Parcaroli (leggi l’articolo) non per sterile polemica che non interessa nessuno, ma per esporre in maniera compiuta la posizione del Comune di Pollenza così come fatto nelle sedi competenti – scrive Romoli – Il presidente Parcaroli nel suo incipit ricorda a tutti che il suo ruolo non è quello di difendere i localismi, ma di avere una visione più larga del territorio che non si limiti ai soli confini comunali. Tutto giusto, peccato che alla prova dei fatti abbia avallato una manovra fatta in fretta e furia nell’ultima decade di ottobre dal sindaco di Macerata senza condivisione e senza dare il tempo di valutare soluzioni alternative ai danni dell’Istituto Comprensivo Monti di Pollenza. Il Comune di Macerata nel voler ricondurre le scuole di “G. Natali“ e “L. Liviabella” di Sforzacosta alle dipendente della “E. Mestica” ha espresso un intendimento perfettamente legittimo, ne sono consapevole e l’ho sempre riconosciuto, tuttavia non posso tacere quando leggo che a seguito di questo non ci saranno istituti sovradimensionati ed altri sottodimensionati.

A tal proposito ricordo che le linee guide emanate dalla Regione Marche approvate ad ottobre 2022 e le leggi 111/2011 e 183/2011 fissano come parametri per un corretto dimensionamento il numero minimo di 600 studenti ed un numero massimo di 900. Con quanto deliberato dal Comune di Macerata e dalla Provincia l’istituto Mestica raggiungerebbe la soglia di 1000 studenti, forse addirittura superandola, mentre l’I.C. Monti finirebbe sotto i 600 perdendo l’autonomia. Mi auguro che la Regione Marche tenga conto di queste osservazioni che produrremo e che non smentisca se stessa dato che le linee guida sono state approvate giusto un mese fa.

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Il recanatese Graziano Bravi, consigliere provinciale in quota Pd

Infine vorrei sottolineare due dati prettamente politici, ma che non sono di poco conto e che mi lasciano molto amareggiato: il primo è che il consiglio provinciale ha tirato dritto per la sua strada non tenendo conto del parere contrario espresso dalla Conferenza Provinciale delle Autonomie composta da tutti i sindaci; il secondo è che la maggioranza che amministra la Provincia non avrebbe avuto i voti al proprio interno per far passare la delibera se non fosse stato per il consigliere provinciale di minoranza Graziano Bravi, il quale al contrario dei suoi colleghi che non hanno partecipato alla votazione, rimanendo in aula ed astenendosi ha garantito il numero legale permettendo alla delibera di essere approvata, un comportamento che mi ha lasciato francamente senza parole e di cui chiederò conto».

 

 

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