Il Consiglio di Stato: «No alla sala slot»
L’opposizione: «Si ritiri l’atto illegittimo»

CIVITANOVA - Nuova bocciatura per la delibera di giunta con cui è stata autorizzata l'apertura dei locali in via Pellico. Per i giudici si è cercato di aggirare la legge regionale che prevede la distanza minima da scuole, bancomat e luoghi di culto. Micucci e Squadroni: «Amministrazione che si riempie la bocca di legge e ordine ma poi forza le norme a proprio comodo»
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Il Consiglio di Stato boccia la delibera sulla sala slot, i consiglieri Francesco Micucci e Silvia Squadroni chiedono il ritiro dell’atto.
Il Consiglio di Stato conferma quanto asserito dal Tar, illegittima l’apertura della sala slot in via Pellico. «Quattro tribunali di cui due Tar e due Consigli di Stato con altrettante, e nette sentenze hanno sancito l’illegittimità dell’atto 323/2018 votato dalla giunta Ciarapica contro il parere della Questura di Macerata e difeso anche con la forzatura di pareri chiesti e ottenuti dagli uffici della Regione a guida Acquaroli – sostengono i consiglieri Francesco Micucci del Pd e Silvia Squadroni di Siamo Civitanova – un comportamento censurato dal giudice che in sentenza si spinge a scrivere che esiste “la legittima supposizione che con esso si sia cercato un modo per aggirare il giudicato medesimo”».

«Parole che la dicono lunga sulla leicità degli atti di una amministrazione che si riempie la bocca di legge e ordine ma poi forza le norme a proprio comodo, anche nel silenzio dell’apparto dirigenziale, in primis del segretario generale del Comune che tollera un andazzo invece non ammesso nei tribunali – continuano i due consiglieri -. A rendere ancora più grave questa vicenda giudiziaria, che si trascina da anni e che ci consegna l’ennesima batosta per il comune, è il fatto che la giunta di Civitanova si è comportata sempre in modo da non disturbare il privato che avrebbe voluto aprire una sala slot in via Pellico violando la legge regionale del 2017 varata per contrastare il gioco d’azzardo. Ebbene la giunta, con la delibera del 2018 oggi bocciata ancora una volta dal Consiglio di Stato, ha cercato di piegare ai comodi dei privati il criterio della distanza minima (500 metri) obbligatoria tra le attività in cui si pratica il gioco e i luoghi sensibili, tra questi le banche, le scuole e le chiese. E perché l’amministrazione abbia fatto di tutto pur di far aprire una mega sala slot è la domanda che bisognerebbe porsi. Ora a Ciarapica, alla sua giunta e al segretario generale Morosi non resta che applicare la legge sancita da quattro tribunali e ritirare finalmente una delibera illegittima».

(l. b.)

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