Sala slot in via Pellico,
ancora un “no” della questura

CIVITANOVA - La richiesta era stata avanzata da una azienda, che ha fatto ricorso al Tar. La legge regionale non consente l'apertura di questo tipo di locali a meno di 500 metri da bancomat e scuole
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Un’altra sala slot a Civitanova, ma la Questura blocca l’apertura. Sembrerebbe un caso copia incolla di quanto già avvenuto tempo fa con la Goldblack per l’apertura della sala slot in via Silvio Pellico (dove attualmente è aperto solo il bar). Una nuova società, la Food Rick srl ha presentato una nuova richiesta sempre per l’avvio dell’attività nei locali di via Pellico e la Questura ha rigettato di nuovo l’istanza. La società ha presentato ricorso al Tar contro Questura e Ministero dell’Interno e anche nei confronti del Comune. La giunta ha deciso però di non costituirsi in giudizio. E’ ancora pendente l’altro procedimento che negò alla società l’avvio dell’attività sulla base della legge regionale che prevede per i locali e le attività di gioco d’azzardo una distanza superiore a 500 metri da banche e scuole. Il Comune in quel procedimento fu parte in causa perché autorizzò l’apertura poi negata dalla Questura. Ora la storia si ripete e sempre per gli stessi locali che, ovviamente, continuano a non rispondere ai requisiti della legge regionale. Nella delibera la scelta di non costituirsi parte del procedimento viene motivata dal segretario comunale: «non necessaria la costituzione in giudizio in quanto il Comune non ha un interesse diretto nella controversia di che trattasi, evidenziando inoltre che già in passato per un ricorso in primo grado e poi in appello al Consiglio di Stato presentato dalla società Gold Black srl, vertente nella stessa materia e inerente il medesimo edificio, questo ente, per la stessa motivazione, non ha provveduto alla costituzione in giudizio». Civitanova registra il triste primato di città più ludopatica delle Marche in cui si spende di più in gioco d’azzardo (bruciati fino a 31milioni di euro). Il regolamento per il gioco d’azzardo, più volte passato in consiglio comunale è fermo al palo da oltre 4 anni.

(l. b.)

 

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