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Unimc, John McCourt al debutto
«Subito al lavoro, in squadra
La città come un campus» (Foto)

MACERATA - Oggi l'insediamento del primo rettore straniero in Italia, affiancato dai nuovi prorettori e direttori di dipartimento. Con lui la moglie e uno dei tre figli. Il ricordo dei genitori e il dono ad Adornato: due raccolte di poesie

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Il dublinese John McCourt da oggi è il rettore dell’Università di Macerata

di Luca Patrassi (foto di Fabio Falcioni)

Sono le 11, Francesco Adornato attende il nuovo rettore John McCourt all’ingresso dello stabile Unimc di via Crescimbeni, in programma il passaggio di consegne al nuovo rettore per i prossimi sei anni. McCourt arriva con la moglie ed uno dei tre figli, gli altri due sono impegnati all’estero.

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PASSAGGIO DI CONSEGNE – John Mc Court e Francesco Adornato

Si sale al primo piano, sfilano le direttrici e i direttori di Dipartimento, questi ultimi quasi tutti in giacca e cravatta scura (uno solo è senza cravatta, ma non è da questi particolari che si giudica un direttore), i prorettori. Anche per il passaggio delle consegne tra rettori il simbolo è una campanella, poi Adornato consegna anche le chiavi dello stabile, McCourt fa una battuta («speriamo non siano cambiate le serrature») ed omaggia Adornato con il sigillo dell’ateneo e due libri, «una raccolta di poesie di Eugenio De Signoribus e Sonetti dal Portoghese di Elisabeth Barrett Browning, ora che ha più tempo per leggere».

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John McCourt con la moglie e uno dei tre figli

Il cerimoniere, Pierluigi Bertini, ricorda che quello appena entrato in azione, è il rettore numero 49 calcolando dall’Unità d’Italia, il primo straniero. McCourt sottolinea l’importanza della giornata dedicata ai morti, ricorda di avere appena partecipato alla cerimonia organizzata al cimitero dal Comune, non nasconde un attimo di forte emozione nel ricordare i propri genitori, poi improvvisa un discorso “a braccio”, nulla di scritto e preconfezionato insomma.

«Oggi provo un senso di gratitudine, di responsabilità. Immagino un lavoro di squadra in cui tutte le componenti si mettono insieme per il bene dell’Ateneo e della città. Ho voluto scegliere, a differenza della gestione del prof Adornato, quattro prorettori, perché c’è molto lavoro da fare e va fatto in squadra.

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McCourt con i nuovi prorettori. Da sinistra: Natascia Mattucci, Claudia Cesari, Catia Giaconi, Claudio Socci

La prorettrice vicaria è Catia Giaconi che si occuperà della terza e della quarta missione, del ruolo fondamentale che vogliamo avere in città e in regione, avrà un ruolo importantissimo nel territorio. Natascia Mattucci cura una nuova area dell’ateneo, il benessere di chi studia , di chi lavora, punta molto sull’inclusione di tutti, rendere accessibile l’Ateneo, senso di comunità e di appartenenza, punteremo molto sul rapporto con i laureati e con le laureate in Italia e nel mondo. La professoressa Claudia Cesari sarà la delegata alla didattica, il nostro lavoro ha un senso se riusciamo a offrire un servizio all’altezza delle necessità, forte lavoro di rinnovamento puntando ai punti di eccellenza del nostro Ateneo che sono tanti e vanno rafforzati. I cinque dipartimenti hanno un ruolo fondamentale nel mandare avanti l’Ateneo, rinnovare l’offerta didattica anche in chiave di internazionalizzazione».

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Mc Court i direttori dei dipartimenti. Da sinistra: Angelo Ventrone, Stefano Pollastrelli, Elena Cedrola, Lorella Giannandrea, Roberto Mancini

Aggiunge McCourt: «Macerata è una città bellissima ed accogliente, dobbiamo accogliere ancora di più gli studenti, contaminazione delle idee. Mandiamo all’estero cento studenti ma per cento che ne mandiamo ne arrivano dieci stranieri, ecco dobbiamo migliorare questi numeri. Mi aspetto nel prossimo anno, due anni, delle novità importanti nella didattica, non subito, questo è un sessennio, dobbiamo lavorare con calma, con ritmo, non c’è fretta, diversamente saremmo stanchi a Natale, costruire un percorso condiviso. Al centro di ogni Ateneo c’è la ricerca, il prof  Claudio Socci si impegnerà molto nel far crescere la strutture, difendere le nostre discipline ma anche andare oltre, puntare sul locale, nazionale, europeo. Parlano di me come rettore straniero di un ateneo italiano, io preferiscono essere il rettore europeo di un ateneo europeo. Il nostro senso di vivere la comunità è a livello europeo. Si lavora bene quando si lavora di squadra, il rettore ha il dovere di ascoltare tutta la comunità attraverso prorettori, direttori, rappresentanti degli studenti. Sarò sempre pronto all’ascolto con il vostro aiuto. Fondamentale il ruolo del comparto amministrativo, rapporto armonico fondamentale. Ho deciso di tenere due deleghe, una è quella del personale e l’altra è quella della internazionalizzazione per consolidarci, ci sono già delle basi importanti».

Rettore_McCourt_FF-10-325x217Infine i ringraziamenti: «Ringrazio chi mi ha sostenuto in questi mesi, un particolare ringraziamento a mia moglie che ha creduto in questo passaggio, i miei due figli che oggi non ci sono, un ringraziamento di cuore. Adesso ci metteremo a lavorare, c’è molto da fare ed inizieremo già nel pomeriggio con la prima riunione». Quanto agli studenti: «Devono vivere la città come un campus. Studio, impegno, fiducia nel futuro nella consapevolezza che il corso di studi sarà professionalizzante e formativo dal punto di vista umano».

***

Rettore_McCourt_FF-16-325x217Il prof. McCourt è nato a Dublino, laureato alla University College di Dublino, è stato a lungo associato alla città italiana di Trieste. È autore di numerosi libri su James Joyce, molti dei quali tradotti, tra cui The Years of Bloom: Joyce in Trieste 1904-1920 (Lilliput Press) e, più recentemente, Consuming Joyce: 100 Years of Ulysses in Ireland (Bloomsbury). È presidente della International James Joyce Foundation e fa parte del consiglio della Yeats Summer School di Sligo. Si ritiene che McCourt sia il primo capo irlandese di un’università dell’Europa continentale da quando James Smith divenne Rettore dell’Università Carlo di Praga nel 1743.  L’Università di Macerata, fondata nel 1290, conta oltre 10 mila studenti ed è focalizzata sulle discipline umanistiche e le scienze sociali.

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Francesco Adornato ai saluti dopo sei anni da rettore

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