Vecchietti: «Via dalla maggioranza il 24 marzo
ma hanno voluto tenerlo nascosto»
E l’opposizione passa al contrattacco

CORRIDONIA - L'ex capogruppo di "Pensare Corridonia" esce allo scoperto e rende nota la lettera delle sue dimissioni: «C’è stata la volontà della maggioranza di non darne comunicazione. La mia delega svuotata di senso». La difesa di Pierantoni e le critiche delle minoranze
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Mauro Vecchietti

 

di Giulia Sancricca

Non erano solo rumors. Le voci che nei mesi scorsi parlavano di mal di pancia all’interno della maggioranza, con tanto di dimissioni da parte del capogruppo di maggioranza di “Pensare Corridonia” Mauro Vecchietti, hanno trovato riscontro. La lettera con cui lui stesso ha rassegnato le dimissioni ed è passato al gruppo misto porta la data del 24 marzo «ma c’è stata la volontà della maggioranza di non darne comunicazione», precisa Vecchietti. Tant’è che il sindaco Paolo Cartechini, contattato il 6 aprile da Cronache Maceratesi che aveva anticipato l’indiscrezione, aveva risposto: «Non ho notizie, sono i fatti quelli che contano e al momento non ci sono». Invece i fatti c’erano già all’epoca perché la lettera di Vecchietti era di oltre 12 giorni prima. Ora che la missiva è stata resa nota, si è presentata l’occasione per l’opposizione di criticare la giunta Cartechini.

Ma è bene partire dal principio. «Già la scorsa estate – racconta Vecchietti – mi ero dimesso dalle deleghe alle Politiche giovanili e alla Comunicazione. Anche in quel caso, la notizia non era trapelata perché lasciata sotto traccia dalla maggioranza. C’è stata una lunga interlocuzione durante l’autunno e ho comunque garantito il mio appoggio e votato favorevolmente il bilancio per il bene di Corridonia. Non poteva essere commissariata».

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Il sindaco uscente Paolo Cartechini

Alla base delle dimissioni, però, come si legge nella lettera, «l’estrema difficoltà a far sentire la propria voce nella maggioranza. Come delegato non sono mai stato interpellato in questioni determinanti, rilevanti e strutturanti circa una strategia sulla comunicazione con la cittadinanza. La mia delega è risultata svuotata di senso, anche in momenti complessi come l’inizio della pandemia. I tentativi di rivoluzione del pensiero in questo campo sono stati numerosi ma tutti vani. Oggi, la palese assenza comunicativa dell’amministrazione non può esser attribuita al sottoscritto che ha tentato invano di impostare un’apertura, una comunicazione, un dialogo con la città. La narrazione comunicativa doveva essere un fuoco acceso, un faro, una presenza. Purtroppo – evidenzia – la sua forma atrofica ha condizionato le politiche, le dinamiche interne, l’agenda politica dell’amministrazione stessa dando vita ad una fenomenologia asciutta ed un’eterogenesi dei fini. Spesso noi consiglieri abbiamo subito questo approccio obtorto collo. L’imminente campagna elettorale ha risvegliato le attenzioni e le ambizioni circa il governo della città. A tale ragione – ammette – credo sia onesto palesare questa condizione per restituire un panorama politico che non sia viziato da uno sguardo parziale».

Ed è stata proprio la campagna elettorale, in vista delle elezioni del 12 giugno, che ha convinto Vecchietti a non schierarsi né a favore né contro la continuità della maggioranza. «Il mio intento è sempre stato quello di non creare problemi – confida – , nel rispetto di tutti non ho accettato le candidature che mi sono state offerte dai tre candidati sindaco. Sono rimasto ai margini, appositamente defilato». È per questo motivo che, quando due mesi fa le indiscrezioni puntavano l’attenzione sulla lettera di dimissioni, contattato da Cronache Maceratesi Vecchietti ha preferito non commentare. Ora il ringraziamento va «A Manuele Pierantoni (candidato del centrosinistra, ndr) – conclude il consigliere – che ha cercato con me un dialogo proficuo in questi anni».

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Giuliana Giampaoli, consigliere di minoranza uscente e vicesindaca

Pronta la nota dell’opposizione che, non appena l’ex capogruppo è uscito allo scoperto, ha esordito: «Ora possiamo dire ufficialmente che da marzo l’attuale amministrazione non ha più i numeri per amministrare. Il sindaco e tutta la giunta hanno preferito la strada del silenzio invece di convocare un consiglio comunale in cui rendere pubblico che il consigliere Mauro Vecchietti ha deciso di dimettersi da capogruppo di maggioranza e di aderire al gruppo misto. Cartechini ed i suoi, invece di chiedere la fiducia al consiglio informato della decisione di Vecchietti, hanno deciso di compiere l’ennesimo atto grigio di questa cupa e deludente amministrazione. Ennesimo atto di mancata trasparenza nei confronti della cittadinanza – attacca la minoranza – che dimostra tra l’altro chi veramente è attaccato alla poltrona. Inutile nascondere che tutta la giunta sta continuando a maturare mensilmente il proprio compenso senza avere più la fiducia della maggioranza del consiglio.
L’attuale assessore al bilancio nonché vicesindaco (Manuele Pierantoni, ndr) ha preferito rendere il Comune inadempiente non redigendo il rendiconto relativo all’anno 2021 entro il 30 aprile e non predisponendo i documenti relativi al bilancio di previsione 2022 con termine di approvazione previsto per il prossimo 31 maggio. Probabilmente il legislatore delibererà una proroga a tempo scaduto per posticipare la scadenza, ma resta il fatto che non riteniamo corretto questo modo di amministrare la cosa pubblica».

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Manuele Pierantoni, vicesindaco uscente e candidato sindaco

Dall’altra parte Manuele Pierantoni, vice sindaco e assessore al Bilancio uscente, si difende. «La lettera non è stata portata in consiglio perché non ci siamo riuniti. In merito al ritardo del bilancio – ribadisce – già Nelia Calvigioni, nel 2017, rimandò l’approvazione del rendiconto consuntivo al 4 agosto». Su Vecchietti conferma i «buoni rapporti. Vorrei ricordare alla minoranza che furono loro a presentare una mozione per chiedere di togliere le deleghe a Vecchietti. Sulla comunicazione ognuno sceglie la strategia che ritiene opportuna, comunque le sue dimissioni non hanno provocato alcun danno. La maggioranza c’è stata su tutti gli atti che abbiamo approvato, nulla è stato fatto fuori legge. Attualmente le sue dimissioni non comportano nulla: la maggioranza c’è stata finché serviva. Ora andremo al voto».

 

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