“Movimento e ricerca per il Parkinson”,
danza nelle sale del Lotto:
«La cultura è benessere»
RECANATI - Presentato il progetto che partirà il 18 gennaio con lo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone affette dal morbo. Il sindaco Bravi: «In prima fila per quanto riguarda la cultura sociale e il benessere dei cittadini, punto di riferimento per le politiche di welfare futuro»

Alessia Zanchetta, Gilberto Santini, Antonio Bravi, Rita Soccio, Roberto Casarotto, Luigi Petruzzellis
di Francesca Marchetti
Recanati prima nelle Marche, sulla scia delle grandi città d’arte italiane, a dare il via al progetto di benessere culturale “Dance Well – Movimento e ricerca per il Parkinson ” il prossimo 18 gennaio 2022. Il progetto è stato presentato durante una conferenza tenuta nell’ex Granaio del Museo civico. L’iniziativa è rivolta ai malati di Parkinson e alle persone con ridotte capacità motorie per il miglioramento della loro qualità di vita, ma anche ai familiari, caregiver, over 60 e cittadini che vogliono ritrovarsi per esprimersi attraverso la danza in uno scenario di certo diverso dalle palestre. Nelle due prestigiose sale che ospitano i famosi dipinti di Lorenzo Lotto, all’interno del Museo civico Villa Colloredo Mels, si terranno le lezioni gratuite di questa pratica di danza contemporanea che viene promossa all’interno di spazi museali e contesti artistici dal Centro per la scena contemporanea / Casa della Danza (Csc) di Bassano del Grappa dal 2013.

Presentazione del progetto Dance Well a Recanati
«Il Comune di Recanati vuole essere in prima fila per quanto riguarda la cultura sociale e il benessere dei cittadini e punto di riferimento per le politiche di welfare futuro, dati alla mano sulle prospettive demografiche – ha dichiarato il sindaco Antonio Bravi -. Siamo i primi nella nostra Regione a offrire questo servizio importante per aiutare i malati di Parkinson perché l’attività potenzia il senso del ritmo, dell’equilibrio e sviluppa relazioni interpersonali contro l’isolamento». «Siamo molto felici di presentare il progetto “Dance Well” che rientra nell’ambito della Rete welfare culturale regionale “Cultura e benessere” e che vuole aiutare le persone malate di Parkinson attraverso la danza e la bellezza del museo civico – ha affermato l’assessora alle Culture, Rita Soccio -. Un progetto conosciuto grazie ai corsi di formazione che abbiamo organizzato nei mesi scorsi e che realizza lo scopo di mettere in relazione gli ambiti culturali con quelli socio-sanitari. Il benessere non è qualcosa a cui ambire quando non si sta bene, ma è un fattore fondamentale per la persona e per la comunità in cui vive. La cultura può intercedere in questo processo di ricerca di benessere, è sociale e fa economia. La pratica Dance Well, come l’altro progetto “Educare alla felicità” dedicato agli adolescenti, è la dimostrazione che il welfare culturale funziona, invito tutti a vedere con i propri occhi».

Carlotta Tringali, coordinatrice del progetto per l’Associazione marchigiana attività teatrali (Amat) e moderatrice della conferenza, passa la parola al direttore, Gilberto Santini: «Il Centro per la scena contemporanea di Bassano è uno dei più importanti a livello internazionale e questa pratica artistica che hanno ideato è fondamentale sia per i malati che per l’arte stessa: in questi spazi la bellezza rimbalza, si accresce e cura. È uno strumento di valore sociale, proprio come vuole lo statuto Amat». «Per noi era un’opportunità da non perdere e abbiamo da subito sposato il progetto condividendone le finalità che ne fanno parte integrante – ha ribadito Luigi Petruzzellis, responsabile Sistema Museo a Recanati -. Le due sale del Lotto, le più grandi, sono spazi inediti per questo tipo di attività che già da sola porta energia, ma avendo davanti queste opere sicuramente il livello di benessere si moltiplica».

Roberto Casarotto e Alessia Zanchetta
«Bisogna prendersi la responsabilità di costruire qualcosa che irrompe nel sistema sociale e culturale del territorio – Roberto Casarotto, responsabile della programmazione danza del Csc -. Dance Well è una pratica culturale rivolta a tutti e rompe le regole, non è una danza terapia perché viene fatta all’interno di pinacoteche e spazi artistici e si entra in dialogo diretto con la bellezza e l’arte. Immergendosi in questa attività non solo si danza, ma si percepiscono meglio i colori e i dettagli delle opere, ci si muove in gruppo e si sviluppa il senso di appartenenza alla comunità. Stiamo facendo valutazioni anche scientifiche sull’impatto della pratica a livello neurologico, fisiologico e dell’apparato digerente. La pratica è anche importante per acquisire consapevolezza ma anche del linguaggio in cui esprimersi verbalmente per farsi capire meglio dagli altri». «Nel 2013 sognavamo di portare la nostra pratica anche in altre città, nel 2016 Schio fu la prima, poi vennero Firenze, Roma, Torino, Bergamo e recentemente anche Tokyo e Kyoto, tra poco anche Hong Kong e Taiwan, mai avremmo immaginato una tale risposta – ha detto Alessia Zanchetta del Csc -. Ogni realtà ha le sue specificità, con le proprie organizzazioni culturali, i propri contesti, ed è importantissimo per noi collaborare e mettere in comune l’esperienza e imparare reciprocamente come affrontare e risolvere le criticità o trovare soluzioni ai problemi che si presentano».

Sono dieci le persone che hanno vinto il bando per le borse di studio emesso dal Comune finanziatore all’inizio dell’anno, tutte con una solida formazione di danza e arte, e quasi tutte hanno concluso il corso di formazione specifico necessario per diventare “Dance well teacher”. Tra loro, Sara Gagliardini ha detto: «Sono un’insegnante di danza e pilates e lavoro applicando una metodologia didattica, ma con questo progetto posso dare sfogo alla parte coreografica del mio mestiere, quella più creativa, e costruire un’esperienza di condivisione con gli altri che sceglieranno come rispondere alle mie proposte». Desirée Catone, altra teacher, visibilmente emozionata ha affermato: «Per me il corso è stato un viaggio di scoperta, da subito ho capito il grande valore del progetto che su di me ha avuto un forte impatto, anche dai primi incontri online. È un percorso molto emotivo, il feedback delle persone è molto importante. A fine lezione si legge dagli occhi la felicità di chi ha partecipato, è molto bello». Nelle sale che custodiscono le preziose opere saranno garantite tutte le misure di sicurezza (temperatura, umidità, illuminazione) adatte a preservare le stesse, e, nel caso di una grande richiesta di partecipazione, si organizzeranno diversi turni per ogni gruppo. Idealmente le lezioni verranno svolte nella tarda mattinata, per permettere alle persone con difficoltà di poter partecipare all’esperienza in totale consapevolezza. Per partecipare alla pratica è necessario il Green pass. Le iscrizioni possono essere inoltrate all’indirizzo email c.tringali@amatmarche.net o telefonicamente al numero 333 2401035.

Le sale del Lotto al Museo civico Colloredo Mels dove si svolgeranno le lezioni

Alcune delle Dance well teachers Leila Ghiabbi, Cecilia Ventriglia, Gloria De Angelis, Desirée Catone, Sara Gagliardini, Maria Francesca Guerra