Macerata un cantiere a cielo aperto:
50 quelli operativi, 37 sono in centro

L'EFFETTO dei tanti bonus messi in campo dal governo per far ripartire il settore edilizio iniziano a farsi sentire anche in città. Non solo l’enorme cantiere della Collegiata di San Giovanni ma da vicolo Costa a via Santa Maria della Porta, da via Crescimbeni a via Mozzi fino a viale Puccinotti e Trieste si possono notare operai al lavoro
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Il cantiere in piazza Vittorio Veneto

 

di Mauro Giustozzi (foto Fabio Falcioni)

Impalcature e cantieri che vanno ad occupare vie e vicoli del centro storico, ponteggi e gru che spuntano sia dentro che fuori le mura. Non solo l’enorme cantiere della Collegiata di San Giovanni ma da vicolo Costa a via Santa Maria della Porta, da via Crescimbeni a via Mozzi fino a viale Puccinotti e Trieste si possono notare operai al lavoro, segnali che soprattutto la ricostruzione post sisma, ma anche l’effetto dei tanti bonus e superbonus messi in campo dal governo per far ripartire il settore edilizio iniziano a farsi sentire anche a Macerata, con la maggioranza degli interventi che sono nella parte antica della città, che ricomprende pure i borghi storici di corso Cairoli e Cavour.

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Via Don Minzoni

Attualmente sono 50 i cantieri operativi in città, un’accelerazione forte negli ultimi mesi visto che ad aprile ce ne erano 34. Di questi 50 ben 37 si trovano all’interno del centro storico di Macerata, il che è un fatto positivo che ha però anche un episodico risvolto negativo per l’impossibilità di occupare suolo pubblico per le varie iniziative e manifestazioni. Per cui alcuni posti di sosta auto sono stati tagliati via per motivi di sicurezza ed altri ancora perché occupati dai cantieri edili. La maggior parte dei cantieri dunque sono nel centro storico, inclusi i borghi Cairoli e Cavour e la zona di San Giuliano, mentre 13 in altre aree della città. A questi vanno potenzialmente aggiunti quei cantieri che vengono installati in aree lontane dal centro, ad esempio zone agricole o rurali, dove non è richiesta la domanda di occupazione del suolo pubblico ed è quindi difficile risalire alla quantità di interventi edilizi complessivi che sono attualmente in atto nel Comune di Macerata. Certo è che, anche se con danni lievi rispetto ad altri paesi dell’entroterra, pure Macerata sconta le ferite procurate dal terremoto del 2016 al proprio patrimonio immobiliare. Nel capoluogo si stima che siano circa 700 gli interventi di ricostruzione degli edifici, dati che sono legati alle denunce danneggiamenti giunte all’Ufficio Sisma: di queste ne sono state istruite o comunque hanno avuto una risposta 330, quindi si è giunti circa al 50% del totale. Visto l’andamento spedito delle pratiche edilizie che arrivano in Comune è probabile che entro l’anno o al massimo nei primi mesi del 2022 queste cifre legate all’apertura di cantieri nel capoluogo possono aumentare ulteriormente almeno di un altro 30%. Ciò comporterà anche un notevole afflusso di manodopera del settore edile, specializzata e non, nel capoluogo, con riflessi importanti anche a livello economico per gli esercenti delle attività legate al commercio ed alla ristorazione.

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Via Padre Matteo Ricci

Sempre a livello di incremento del numero dei cantieri che si apriranno in città va ricordato come il Comune di Macerata abbia dato, con un’apposita delibera, una forte spinta al Bonus facciate che viene esteso ad altre zone edificate della città la cui scadenza, al momento, è prevista per dicembre 2021 ma è probabile una proroga al 2023. La legge di bilancio 2020 ha, infatti, introdotto la possibilità di una detrazione fiscale del 90% per le spese sostenute per il restauro e il recupero delle superfici opache esterne degli edifici ricadenti nelle zone omogenee ‘A’ (di interesse storico – monumentale – ambientale), e ‘B’ (zone di completamento). Considerato che moltissimi condomini, case singole ed edifici extra-residenziali ricadono ancora in zone di espansione ‘C’, ormai completate da tempo, con la delibera di giunta è stato da un lato ovviato a una pregressa carenza nell’aggiornamento cartografico dell’attuale Prg, dall’altro è stata adottata una variante che agevola gli uffici comunali competenti nel rilascio delle certificazioni di assimilabilità delle aree ‘C’, verde privato e zone a vincolo alle zone omogenee ‘B’ di completamento. L’amministrazione sta lavorando per inserire nella variante anche le zone a destinazione direzionale che al momento restano tra le zone industriali e artigianali ‘D’. Per quanto riguarda la demolizione e ricostruzione degli otto edifici che si trovano all’inizio di via Pantaleoni, i cosiddetti ‘palazzi de Lattà’ lesionati dal sisma l’intervento slitterà di qualche tempo perché è necessario un lavoro di consolidamento, con opere di sostegno della paratia, della strada prima di demolire gli edifici che vi insistono. Per queste opere, che comprendono anche il rifacimento dei sotto servizi, il Comune dovrà reperire dei fondi attraverso finanziamenti pubblici mirati alla ricostruzione.

 

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Piazza Oberdan

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Via Crescimbeni

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Via Lauri

 

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Via Lauro Rossi

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Vicolo Costa

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