«Nuova discarica nel Maceratese,
processo democratico palesemente alterato
per fini politici ed elettorali»
RIFIUTI - Duro intervento di Valeria Mancinelli, capogruppo Pd in Regione, nella seduta del Consiglio di stamattina: «Se la Giunta vuole davvero fare qualcosa, fermi questa forzatura e intervenga nei confronti dell'Ata». La sindaca di Montefano Angela Barbieri ha consegnato al presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui le firme raccolte contro la localizzazione del sito. Fuori da Palazzo Leopardi il sit in di protesta del "Comitato no discarica Montefano"

Il sit in di protesta
Aggiornamento – Fuori dalla sede del Consiglio regionale si è svolto un sit in di protesta da parte del Comitato no discarica Montefano. Presente una delegazione di cittadini e la sindaca Angela Barbieri.
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«Di fronte alle annose carenze impiantistiche per lo smaltimento dei rifiuti che caratterizzano il territorio maceratese, occorre compiere scelte responsabili, trasparenti e condivise con le comunità locali. Quanto accaduto, invece, dimostra l’esatto contrario e giustifica appieno la profonda indignazione dei cittadini, a partire da quelli di Montefano, Osimo e Filottrano per un processo democratico che è stato palesemente alterato per fini politici ed elettorali. Non siamo di fronte alla classica sindrome del “non nel mio giardino”, ma a una legittima rivolta contro un processo democratico pesantemente alterato».

A dichiararlo è stata la capogruppo regionale del Partito Democratico, Valeria Mancinelli, intervenendo in Consiglio regionale sulla questione della localizzazione del nuovo sito di smaltimento dei rifiuti nel Maceratese. A margine della seduta la sindaca di Montefano Angela Barbieri ha consegnato al presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui le firme raccolte contro la possibilità di realizzare l’impianto sul proprio territorio comunale.
«Siamo davanti a un vero e proprio colpo di mano politico – sottolinea Mancinelli – negli anni passati, l’assemblea dell’Ata aveva concordato in modo democratico e partecipato i criteri per individuare la localizzazione idonea.

Valeria Mancinelli, capogruppo Pd in Regione
Su quelle basi, era stato affidato uno studio tecnico approfondito all’Università Politecnica delle Marche, un’eccellenza scientifica della nostra regione, che ha selezionato i siti idonei secondo una precisa scala di adeguatezza. Evidentemente, però, quel verdetto scientifico non rispondeva alle aspettative del centrodestra che governa gran parte della provincia di Macerata e soprattutto il comune capoluogo che si stava accingendo al voto. Invece di seguire la strada della responsabilità condivisa, la destra ha scelto la via della prevaricazione: i criteri tecnici dell’Università sono stati fortemente depotenziati e ne sono stati fabbricati di nuovi, utili solo a giustificare un risultato già deciso a tavolino. Hanno prima scelto i Comuni su cui far cadere la localizzazione dell’impianto e solo successivamente hanno applicato regole su misura, ribaltando e smentendo completamente le valutazioni scientifiche. Questa non è pianificazione, è violenza istituzionale nei confronti dei territori. Se alle parole di disponibilità pronunciate dalla giunta regionale si vuole dare un seguito concreto e credibile, si intervenga immediatamente sul piano politico nei confronti dell’Ata di Macerata. Si fermi questa forzatura, si azzeri il colpo di mano e si riporti l’intera discussione sui binari della correttezza e della trasparenza tecnica e amministrativa».
A questo punto ogni comune o gruppi di comuni si faccia la sua discarica sarebbe ora di farcela finita.P.S. della serie fatela dove vi pare ma no a casa mia non è così che funziona signori o no?
Queste sono le conseguenze nefaste per non aver costruito il termovalorizzatore. Dicono che sarà fatto nel 2030. Vale a dire con almeno 30 anni di ritardo e con bollette in continuo aumento.
Continuiamo così, facciamoci del male, come diceva Nanni Moretti.
Un intervento pieno di saggezza. La Sig.ra Mancinelli ha colto in pieno il problema della provincia maceratese: una dirigenza faziosa e rancorosa. Non neanche una questione ideologica, solo arroganza faziosa verso chi “non è dei nostri”. Ma sono pagati coi soldi di tutti per “lavorare” nell’interesse di tutti. Chiedo troppo lo so.
Evidentemente la proposta che ogni comune abbia la sua piccola discarica è una barzelletta superata da decenni di avanzamenti nella gestione del ciclo dei rifiuti. Per quanto riguarda il tema del termovalorizzatore anche in questo caso va ricordato che una corretta impostazione della gestione dei rifiuti richiede di lavorare ancora molto meglio di quel che si fa oggi per ridurre la quantità dei rifiuti e per migliorare il recupero della materia (migliore separazione da parte dei cittadini e più impianti per il recupero) . Il termovalorizzatore può rientrare solo a valle di questo percorso che ancora non è sufficente nella nostra provincia e regione (ah per chiarire anche nel caso del termovalorizzatore non si ragiona a livello di provincia ma, nel nostro caso almeno a livello regionale)