Niente mercatini a Natale,
la delusione degli operatori

CIVITANOVA - L'ordinanza del Comune annulla ogni forma di mercato straordinario, gli ambulanti delusi: «In altri comuni si svolgono regolarmente, sono controllati e non ci sono assembramenti»

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Un’edizione passata dei mercatini di Civitanova

 

di Laura Boccanera

Niente mercatini di Natale e ambulanti nelle domeniche festive. Civitanova adotta la linea di rigoroso rispetto del Dpcm, nessuna possibilità di deroga. E espositori e organizzatori si lamentano: «in altri comuni si svolgono regolarmente, i mercati sono controllati, non ci sono assembramenti». E’ uscita oggi dopo settimane di trattative e discussioni fra amministrazione e operatori l’ordinanza che annulla ogni forma di mercato straordinario e i cosiddetti mercatini natalizi. Nelle domeniche di dicembre a Civitanova c’erano i mercati straordinari con gli ambulanti e in altri spazi (corso Dalmazia, varco sul mare) negli anni precedenti erano stati organizzati mercatini di Natale. Ma l’ordinanza del Comune, richiamando il Dpcm e la nota esplicativa del Governo sull’interpretazione di fiere e mercatini ha deciso di annullare tutti gli appuntamenti, lasciando il regolare svolgimento solo del mercato settimanale del sabato. Una decisione incomprensibile per gli operatori mercatali, organizzatori ed espositori che contavano sulle iniziative dei comuni per avere un po’ di ristoro economico. «Il virus ancora circola e non possiamo permetterci nuovi focolai – ha commentato l’assessore al commercio Francesco Caldaroni – il dpcm è chiaro e vieta i mercatini di Natale. E’ bene evitare gli assembramenti. Inoltre considerando che ancora non sappiamo neanche con certezza se torneremo in zona gialla, senza trasferimento di persone da un comune all’altro avrebbe poco senso farli. Credo anche che sia meglio per i negozianti della città, avranno meno concorrenza». Sollecitato dagli operatori sull’esempio di altri comuni come Ascoli e Tolentino che starebbero predisponendo giornate dedicate ai mercatini Caldaroni afferma: «che io sappia non ci sono comuni che li fanno, ma farli interpretando la legge è una responsabilità sanitaria di cui bisognerà rispondere se si sviluppasse un focolaio a causa delle bancarelle». Gli operatori però restano scettici: «I nostri non erano mercatini di richiamo come quelli di Bolzano o Merano – commenta Alfio Marinsaldi – questo annullamento sinceramente non lo capisco. Per carità non neghiamo la presenza del virus e la paura è alta, ma i nostri controlli sono sempre stati intransigenti. Fra gli espositori c’è gente che da due mesi non lavora e che sperava in questo momento. E poi se la giustificazione, giusta, è il rischio di assembramenti, mi chiedo, come mai questo rischio non ci sia il sabato mattina». E anche i negozianti di corso Dalmazia speravano in un mercatino in grado di attirare gente e clientela. Proprio da qui alcuni negozianti della via hanno raccolto 23 firme per richiedere la presenza delle bancarelle: «stiamo vivendo una situazione molto complessa. Molti operatori ed espositori sono sconsolati e mi riferiscono che quasi sarebbe stato meglio un lockdown totale di 20 giorni – commenta Carmen Carella – così almeno non lavorando avrebbero potuto almeno accedere ai ristori statali, in questo modo invece ufficialmente possono lavorare, ma poi non ne hanno modo. Attorno ai mercatini non sembra ma c’è un indotto, compreso bar e altre attività commerciali. Siamo sempre stati attentissimi a tutte le disposizioni e abbiamo anche creato un network nazionale in cui ci siamo scambiati informazioni e buone pratiche. Tanti espositori ed hobbisti hanno lavorato tutto l’anno per questo momento in cui speravano molto».

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