Morto padre Giulio, frate tifoso
e punto di riferimento a Recanati:
con lui è rinato il convento dei Cappuccini

ADDIO - Aveva 88 anni, si è spento in ospedale a Macerata. Nato a Sassano, in provincia di Salerno, ha preso i voti nel 1964. Il sindaco Emanuele Pepa: «Perdiamo una figura importante per la nostra comunità». Il funerale domani alle 16 al duomo

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Padre Giulio Criminesi

di Francesca Marsili

È morto padre Giulio Criminesi, frate cappuccino che per decenni ha rappresentato uno dei volti più riconoscibili e amati di Recanati. Aveva 88 anni, portati con la stessa leggerezza con cui aveva sempre indossato il saio: senza peso, con un sorriso pronto e una parola giusta per chiunque bussasse alla sua porta. Nato a Sassano, in provincia di Salerno, è morto ieri mattina, nell’infermeria dell’ospedale di Macerata.

Era il 15 novembre 1964 quando ricevette il sacramento sacerdotale, ad appena 26 anni. Da quel momento in poi, padre Giulio non si è mai fermato. Un lungo percorso in varie realtà monastiche lo portò ad essere amatissimo dalle comunità di Camerino, Cingoli e Corinaldo, dove il suo stile autentico e umano lo rese subito un punto di riferimento.

Ma è a Recanati che il suo nome è destinato a restare inciso nella storia. Il lascito più tangibile di padre Giulio resta indubbiamente legato al destino del Convento dei Frati Cappuccini di Recanati, fondato nel 1557 su una collina fuori dalla porta di Montemorello. Una struttura antica e carica di storia che tuttavia sembrava avviata verso una definitiva dismissione. Fu la determinazione di Padre Giulio — allora Ministro provinciale dei Cappuccini delle Marche, carica alla quale fu confermato nel 276esimo Capitolo Provinciale svoltosi a Loreto nell’aprile 2013 – a cambiare il corso degli eventi. Grazie alla sua visione e alla sua tenacia, il convento non solo evitò la chiusura, ma visse una vera e propria rinascita, diventando un centro missionario di riferimento a livello regionale e un fervido luogo di incontro. Nel 2019 l’Amministrazione comunale gli conferì l’onorificenza di “cittadino benemerito” di Recanati per il suo impegno nella riattivazione del Convento dei Padri Cappuccini. Chi lo ha conosciuto ricorda soprattutto la sua capacità di stare con le persone senza mai far pesare la tonaca. Insieme agli altri confratelli ha svolto un ruolo fondamentale nel rappresentare il convento come punto di riferimento, un luogo di accoglienza e di fede attraverso le numerose iniziative del Segretariato delle missioni estere.

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E poi c’era il suo ciambellone. Nel tempo, Padre Giulio era diventato famoso per il suo immancabile dolce della tradizione popolare che preparava lui stesso e serviva nella “Cucina del Convento”, un ristorante solidale che sostiene i progetti in Etiopia e Benin. Un dettaglio piccolo, ma che dice tutto di un uomo che non ha mai separato il sacro dall’umano. Era infatti anche un tifoso viscerale della Recanatese, e quando la squadra giocava in casa non mancava mai fra gli spalti dello stadio Tubaldi. Un saio nel settore dei tifosi: un’immagine che racconta meglio di mille parole chi fosse davvero Padre Giulio Criminesi.

Lo scorso 15 novembre, in occasione del suo 60esimo anniversario di ordinazione sacerdotale, la comunità aveva avuto modo di celebrarlo e di dirgli grazie. Una doppia cerimonia: prima alla Basilica della Santa casa della Madonna di Loreto con i suoi confratelli, poi alla Chiesa dell’Addolorata a Recanati con amici, familiari e autorità. Forse, guardando indietro, sembrava già un congedo.

Il sindaco di Recanati, Emanuele Pepa, lo ricorda così: «Con la sua scomparsa, Recanati perde una figura importante per la sua comunità. Con dedizione e visione ha segnato la vita del Convento dei Frati Cappuccini e accompagnato, nel tempo, tante persone nel loro percorso umano e spirituale». Il funerale di Padre Giulio verrà celebrato lunedì alle 16 al duomo di San Flaviano.




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