Il nuovo questore di Macerata:
«La mission è garantire sicurezza»
Ha indagato sulla strage di Capaci

VINCENZO TROMBADORE, 55 anni, ha preso il posto di Antonio Pignataro. «Siamo poliziotti ma anche una polizia di cittadini. Dobbiamo ascoltare e interpretare i bisogni della collettività, lotta alla droga ma non solo». In carriera si è occupato di criminalità organizzata e ordine e sicurezza pubblica sui territori e nei grandi eventi
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Il questore Vincenzo Trombadore

 

di Gianluca Ginella

«La nostra mission è dare sicurezza, in tutti i sensi. Non solo lotta alla droga ma comprendere le esigenze dei cittadini e saperli ascoltare e interpretarne i bisogni. Oltre che poliziotti siamo anche una polizia di cittadini». Così il nuovo questore di Macerata, Vincenzo Trombadore, arriva in città dopo una carriera di 31 anni in polizia in cui si è occupato anche delle indagini della strage di Capaci del 1992. È uno dei più giovani questori che ci sono stati in provincia, originario di Modica, ha una figlia di 19 anni. La divisa della polizia la indossa dal 1989 quando si è arruolato.

«Lotta alla criminalità organizzata e tantissimo lavoro sul territorio per garantire ordine e sicurezza pubblica» ha spiegato, hanno caratterizzato sin qui la sua carriera.

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(Foto di Fabio Falcioni)

«)Sono molto felice di questo incarico in una città che ha bisogno tantissimo di presenza istituzionale. Il questore è questore della provincia, ed è fisiologico che sia vicino alle esigenze che vengono rappresentate dalla collettività e se queste non vengono espresse vanno interpretate. La nostra mission è dare sicurezza in tutti i sensi, a tutti, anche a chi non appalesa particolari esigenze. Questo il nostro compito, quello della volante è girare per comprendere le necessità. Trovo terreno molto fertile in questura, ma cercherò di accrescere questo rendimento». Arriva oggi e prende il posto di Antonio Pignataro, che nei quasi tre anni in città ha indirizzato l’attività in particolare sulla repressione dello spaccio di droga. «Voglio continuare la strada intrapresa dal collega, dobbiamo essere vigili, presenti e attenti contro lo spaccio sul territorio. Ma non solo vogliamo cogliere le esigenze più generali dei cittadini con una attività istituzionale in accordo strettamente con il territorio». Sulla cannabis light, una battaglia che Pignataro ha per primo condotto in Italia, spiega: «Sarà condotta una attività con stretto accordo con l’autorità giudiziaria. Se ci saranno estremi di reato, interverremo certamente, in stretta sintonia con la procura». Il nuovo questore spiega «trovo una provincia di bravissima gente. Mi piace fare squadra con i miei collaboratori, io vivo le città in cui mi trovo, oltre che poliziotti siamo anche una polizia di cittadini». Sulla situazione dell’Hotel House di Porto Recanati: «lavorando in stretta sinergia con la prefettura, ci può consentire una attenzione vivace verso questo tipo di attività. Il tutto deve essere accompagnato dal possibile recupero sociale».

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(Foto di Fabio Falcioni)

LA CARRIERA – Entrato in polizia nel 1989, il primo incarico alla questura di Torino, dove è stato funzionario all’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e commissariati. E’ stato in missione a Brindisi e Bari in occasione dei servizi di ordine pubblico connessi all’emergenza profughi albanesi. Ha lavorato ai Centri interprovinciali Criminalpol “Toscana di Firenze” (dirigente Nucleo antiracket in Versilia), “Sicilia Occidentale di Palermo” (attività info-investigative connesse alle stragi di “Capaci e Via D’Amelio” e Dirigente nucleo antiracket a Gela) e vice dirigente del Centro interprovinciale Criminalpol “Sicilia Orientale di Catania”. E’ stato inviato anche a Nuoro ed Orgosolo per indagini a seguito di sequestro di persona. In questura a Catania, è stato dirigente della sezione antidroga della Squadra Mobile, funzionario all’Ufficio di gabinetto e dirigente di commissariati. È stato vice comandante del primo Reparto Mobile di Roma, nel 2008 è stato promosso primo dirigente e nominato comandante del Reparto mobile di Cagliari. Dal 2010 al 2013, alla Direzione centrale delle Specialità, è stato direttore della terza divisione del Servizio reparti speciali. Dal 2013 al 2019 è stato direttore del secondo Settore dell’Ufficio ordine pubblico della segreteria del dipartimento della pubblica sicurezza e rappresentante del Dipartimento di per le attività di coordinamento sul territorio nazionale in occasione del G7 – 2017, compreso l’evento a Taormina del Vertice dei capi di Stato e capi di Governo. Nel 2019 è stato nominato dirigente superiore, ha assunto l’incarico di ispettore generale dell’Ufficio centrale ispettivo e in seguito è stato direttore del Servizio reparti speciali.

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L’incontro tra questore e prefetto

IN PREFETTURA – In mattinata Trombadore ha incontrato il prefetto Flavio Ferdani. Durante l’incontro, in cui il prefetto ha voluto rivolgere un caloroso benvenuto al questore «è stata da subito condivisa l’importanza di una fattiva collaborazione e di una stretta sinergia tra la Prefettura e la Questura» dice una nota della Prefettura. L’incontro è stato utile «non soltanto per fare un primo punto di situazione sulle problematiche della provincia e sul difficile momento legato all’emergenza sanitaria, ma anche per ragionare su temi di rilievo fondamentale per la comunità maceratese, come il valore della legalità e la lotta alla criminalità con particolare attenzione al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti». Sono poi state programmate nuove occasioni di incontro per esaminare le più delicate problematiche del territorio. Il prefetto ha infine augurato al nuovo questore «un proficuo lavoro, assicurando massima collaborazione e sinergia nel perseguimento dell’obiettivo di garantire la sicurezza dei cittadini maceratesi e la lotta ad ogni forma di illegalità».

 

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(Foto Falcioni)

«Macerata ha ricambiato l’impegno, volevo far ritrovare il senso di unità»



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