Il 25 aprile “rivisto” di Potenza Picena
La festa della Liberazione
diventa ricordo dei caduti in guerra

IL SINDACO NOEMI TARTABINI (Fdi) nel manifesto sulle celebrazioni sembra voler seguire la proposta partita da Ignazio La Russa correggendo il tiro sul significato della ricorrenza. L'Anpi: «Antistorico e iniquo appellarla come la festa di tutti i morti della Seconda guerra mondiale». L’opposizione: «Equiparare le vittime di differenti tragedie non ci pare rispettoso»
- caricamento letture
WhatsApp-Image-2020-04-22-at-11.14.30-460x650

Il manifesto ufficiale del Comune firmato dalla sindaca Noemi Tartabini

 

di Giovanni De Franceschi

Niente da fare, è come se ci fosse una sorta di rigurgito stagionale nel voler ricordare questo avvenimento col proprio nome. Una specie di reazione istintiva, forse anche cutanea. E così il 25 aprile, festa della Liberazione in Italia, della liberazione dalla dittatura nazifascista, deve diventare sempre qualcosa di diverso. Quest’anno, per esempio, si dovrebbe trasformare nella ricorrenza dei morti della seconda guerra mondiale, e perché no anche dei morti del Covid-19. Che poi ognuno a questo punto potrebbe essere legittimato ad aggiungere a piacimento i morti che preferisce, con il massimo rispetto per ogni singola vita s’intenda. Perché l’importante è che non si parli di Liberazione dal nazifascismo.

confronto-candidati-tartabini-potenza-picena-FDM-2-325x217

Noemi Tartabini

L’assurda proposta partita dall’ex ministro e parlamentare di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa, assurda perché si vorrebbe trasformare il 25 aprile in una sorta di 4 novembre della Seconda guerra mondiale, o meglio in un 2 novembre meno generalizzato e più specifico, è stata subito recepita dall’amministrazione comunale di Potenza Picena, guidata dalla sindaca di Fratelli d’Italia Noemi Tartabini. E com’era prevedibile ha scatenato l’indignazione di tutta l’opposizione e dell’Anpi. La sindaca, nata politicamente sotto l’ala di Francesco Acquaroli, il parlamentare di Fdi lanciato da Giorgia Meloni come candidato governatore, è la stessa che già l’anno scorso, e sempre dopo la commemorazione del 25 aprile, a dimostrazione del rigurgito stagionale, se ne uscì con un audio Whatsapp dedicato ai suoi che recitava: «Se il 26 maggio avremo la conferma e la fiducia dei cittadini (era in corso la campagna elettorale, ndr) per proseguire questo percorso, questo è l’ultimo anno che verrà fatto il 25 aprile sul nostro territorio» (leggi l’articolo). Poi aveva leggermente corretto il tiro. E così quest’anno nel volantino ufficiale del Comune, sotto il titolo “75esimo anniversario della Liberazione d’Italia”, ha risposto all’appello di La Russa e ha fatto scrivere: «In questo periodo così difficile e tragico voglio rivolgere a tutti i cittadini un invito d’unità seppur nelle dovute distanze, ricordando le vittime della Seconda guerra mondiale che idealmente, con profondo dolore uniamo alle vittime del Covid-19». Non c’è verso, parlare forte e chiaro di liberazione dal nazifascismo è evidentemente troppo difficile. Eppure è di quello che stiamo parlando quando commemoriamo questo anniversario. E così via al coro di proteste.

L’ANPI – «Pur essendo pienamente consapevoli del tremendo periodo che stiamo vivendo – commenta la sezione locale “Scipioni e Cutini” – a causa della pandemia e dell’impossibilità di muoversi, avevamo chiesto al sindaco se era possibile fare una cerimonia in cui solo lei, il nostro sindaco, ed il nostro presidente di sezione si sarebbero potuti recare in via ufficiale a deporre una corona al monumento dei caduti e nelle vie dedicate ai nostri concittadini partigiani uccisi a Montalto (come peraltro abbiamo sempre fatto negli ultimi 10 anni). Ad oggi, non ci è arrivata una risposta alla nostra richiesta. L’unica presa di posizione del Comune uscita nei canali ufficiali è il manifesto. Partendo dal presupposto che ogni occasione è giusta per ricordare le vittime terribilmente attuali del covid-19 – aggiunge l’Anpi – riteniamo antistorico e iniquo appellare il 25 aprile come la festa di tutti i caduti della seconda guerra mondiale. La Festa della liberazione è stata concepita e serve a ricordare la vittoria della democrazia sulla dittatura. La vittoria del fronte democratico sulla barbarie del nazifascismo. Questo è il 25 aprile. Farla diventare una generica festa sulla libertà è un’operazione politica che serve a qualcuno per non fare i nomi e cognomi di chi erano le vittime (i partigiani ed il popolo italiano) e chi erano i carnefici (nazifascisti). Questo è intollerabile per tutti coloro che hanno a cuore la democrazia italiana e la verità storica. Per questo motivo – conclude l’associazione partigiani – invitiamo tutta la cittadinanza sabato 25 aprile al flash-mob che si terrà in tutto il territorio nazionale alle 15 a cantare l’inno della resistenza “Bella ciao” dal balcone ed esporre il nostro tricolore».

PD E CIVICO 49 – I consiglieri del gruppo d’opposizione hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio comunale. «La Festa della liberazione celebra la liberazione d’Italia dall’occupazione nazifascista – hanno scritto – La Costituzione italiana è figlia della Resistenza. Il 25 Aprile non è la giornata del “ricordo delle vittime della seconda guerra mondiale”, né tanto meno delle vittime del Covid-19. Certamente queste ultime verranno degnamente ricordate attraverso una specifica data stabilita a livello internazionale ed istituzionale. Equiparare le vittime di differenti tragedie, nate da differenti cause e contesti storici non ci pare rispettoso in primis per le vittime stesse. Il Consiglio comunale è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo del comune. Ci rivolgiamo a lei presidente in quanto figura istituzionale di garanzia. Le chiediamo di adoperarsi fattivamente e con celerità per ripristinare il corretto messaggio della Festa della liberazione d’Italia nella comunicazione istituzionale del nostro Comune e dei suoi rappresentanti istituzionali, facendo rimuovere e modificare l’irrispettoso manifesto davvero non condivisibile pubblicato ieri 20 aprile 2020».

MOVIMENTO 5 STELLE – «Credo sia necessario con il dovuto rispetto ricordare al sindaco Noemi Tartabini – dichiara il capogruppo Stefano Mezzasoma – che la ricorrenza dei defunti è il 2 novembre mentre il 25 aprile è la Festa dei vivi, di coloro che hanno restituito la vita agli italiani dopo 20 anni di dittatura fascista che li aveva trascinati i una tragica e fatale avventura bellica. E la festa dei partigiani e di un popolo che hanno combattuto non per sé stessi, ma per garantire un futuro migliore al proprio paese. E’ la festa che segna la fine di una ideologia che ha fatto vivere all’umanità i momenti più dolorosi e umilianti della propria storia. Invito rispettosamente il sindaco a rappresentare la festa di Liberazione citando le parole di Pietro Calamandrei che ci ricordano come la Resistenza al nazifascismo sia il vero della nostra Costituzione».

Liberazione, Tartabini si difende: «Continueremo a festeggiarla ma non organizzerà l’Anpi»

«Partigiani disturbati e fanatici, basta con la Festa della Liberazione» Bufera sulla sindaca Tartabini

Cena fascista per la marcia su Roma, Acquaroli e Fioravanti nella bufera La difesa: «FdI non c’entra»

Cena nostalgica della “marcia su Roma”: cresce la protesta, Maggi lancia l’allenza antifascista



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X