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Cena nostalgica della “marcia su Roma”:
cresce la protesta,
Maggi lancia l’allenza antifascista

IL CASO - Interviene anche Enrico Mentana che chiede le dimissioni del sindaco Marco Fioravanti. Anpi Civitanova e attivisti 5 stelle di Potenza Picena: «Acquaroli si scusi». Il deputato Fdi: «Caso inesistente, non ho visto e notato nulla di strano». Il deputato Pd Morgoni: «Chi giura sulla Costituzione non può celebrare il giorno che simboleggia un periodo di orrori». Dure parole del dem Verducci in Senato. IL VIDEO
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Le reazioni alla notizia della “cena nostalgica” del 28 ottobre ad Acquasanta Terme (leggi l’articolo) oltrepassano i confini ascolani e marchigiani. Il direttore del TgLa7 Enrico Mentana chiede le dimissioni del sindaco di Ascoli Marco Fioravanti. «Non ci si può passare sopra – scrive il noto giornalista – non era una goliardata, e il sindaco che vi ha partecipato se ne deve andare».  Il caso tra l’altro è arrivato in Senato con un intervento del dem Francesco Verducci. «Sandro Pertini ebbe a dire che il fascismo è stato un crimine, voglio ricordare che l’apologia del fascismo è un reato e stare lì è incompatibile col rappresentare una città e le nostre istituzioni», ha chiosato il senatore marchigiano. Intervengono duramente anche associazioni e movimenti della provincia di Macerata.

Francesco Acquaroli

Il MeetUp Potenza Picena Attivisti 5 Stelle chiede la convocazione di un consiglio comunale sul tema: «La sindaca Noemi Tartabini, anche a nome della Giunta che presiede,  prenda le distanze e di condanni fermamente la cena di nostalgici tenutasi ad Acquasanta terme, presente l’ex sindaco di Potenza Picena Francesco Acquaroli. E’ inaccettabile e intollerabile che l’ex sindaco, attuale deputato in Parlamento, abbia partecipato ad una cena di commemorazione del colpo di stato fascista del 28 ottobre 1922 e dell’inizio della dittatura che ha arrecato all’Italia 600mila morti, la distruzione della nostra Italia, la persecuzione degli ebrei e degli oppositori e l’alleanza con gli aguzzini di Hitler. E’ intollerabile il doppio gioco e l’ambiguità di chi di giorno si proclama democratico ed accetta le regole democratiche sancite dalla Costituzione e di notte festeggia la nascita della dittatura. Chiediamo che il presidente del Consiglio comunale Mirco Braconi si faccia carico dello sdegno della popolazione potentina e convochi un Consiglio comunale per fare chiarezza e stigmatizzare l’’accaduto Chiediamo che le forze di opposizione facciano richiesta urgente di convocazione di un Consiglio comunale straordinario che condanni l’accaduto. Chiediamo che Francesco Acquaroli prenda le distanze da quanto accaduto e si scusi pubblicamente. Indietro non si torna»Il deputato Francesco Acquaroli scrive sulla sua pagina Fb: «Sono impressionato dalla forza mediatica di costruire casi inesistenti. Perchè io sono stato in quella sala 10 minuti di cui 6/7 a fare un saluto parlando di sisma, crisi economica e vittoria elezioni umbre. Poi sono ripartito. Non ho visto e notato nulla di strano, tra l’altro non ho visto neanche questi ormai famosi menù. Però secondo la pubblica opinione io avrei celebrato il 28 ottobre».

Anche l’Anpi di Civitanova chiede le dimissioni di Marco Fioravanti (sindaco di Ascoli) e di Francesco Acquaroli (deputato FdI):  «Quella che si è consumata ad Ascoli, città Medaglia d’oro alla Resistenza non è stata una semplice commemorazione di un evento di cui andare orgogliosi. La Marcia su Roma è stata sostanzialmente l’inizio di un regime autoritario, razzista guerrafondaio, violento che ha abilito le libertà democratiche , perseguitato gli oppositori, fucilato partigiani e civili.  Un regime che alla fine ha portato l’Italia in guerra a fianco del nazista Hitler sacrificando l’Italia e la vita di tanti italiani. E’ scandaloso che a quella cena, che di per se, per le motivazioni, per simboli fascisti sotto i quali hanno festeggiato la fine delle libertà è di fatto apologia del fascismo reato perseguito dalla legge e dalla Costituzione. Va sottolineato che sedevano fra gli altri esponenti delle istituzioni fra i quali il sindaco di Ascoli e il parlamentare Potentino di Fratelli d’Italia Francesco Acquaroli. Rappresentanti delle istituzioni repubblicane che hanno giurato sulla Costituzione nata dalla Resistenza al nazi fascismo. Le scusanti adottate dai rappresentanti è quanto mai puerile e non potrà coprire lo scandalo politico e l’offesa arrecata alle istituzioni democratiche Questi esponenti dovrebbero dimettersi, quanto meno chiedere scusa per aver condiviso quella iniziativa politica anche perché quel regime che hanno commemorato e definito da alcuni partecipanti “indelebile” è lo stesso regime dittatoriale fascista che ha ucciso e fucilato giovani concittadini, corregionali perché partigiani, antifascisti combattenti per restituire dignità onore e libertà all’Italia. A tal proposito invitiamo le autorità giudiziaria di valutare se in quella manifestazione sono ravvisabili i reati di apologia del fascismo».

 

Gianni Maggi

Il capogruppo regionale del M5s Gianni Maggi lancia un appello al suo movimento per l’accordo elettorale con il Pd prendendo spunto dalla “cena nostalgica” del 28 ottobre ad Acquasanta Terme: «Mi rivolgo a tutti quei parlamentari, consiglieri comunali, attivisti ed elettori del Movimento 5 Stelle che sono contro la riproposizione nelle Marche della coalizione del Governo nazionale. In un ristorante di Acquasanta Terme si è commemorata con una cena la marcia fascista su Roma. “E’ un giorno memorabile e indelebile, la storia si rispetta e si commemora”, scrive Fratelli d’Italia sul menù-invito con tanto di simbolo del fascio e foto di Mussolini. Alla cena ha partecipato anche il sindaco di Ascoli Piceno Fioravanti, la città che fu insignita della medaglia d’oro per la Resistenza. Spero vivamente che questo gravissimo episodio, che il deputato di Fratelli d’Italia Acquaroli si è affrettato vergognosamente a minimizzare, freni quella scellerata presa di posizione che consegnerebbe la nostra Regione a quelli che calpestano e offendono la memoria di chi ha dato la vita per combattere il nazifascismo e restituirci la libertà».

Mario Morgoni

Il deputato Pd Mario Morgoni si unisce al coro di condanna dell’episodio: «Senza propensione alla retorica, credo che celebrare la data di partenza di una vicenda storica che ha portato rovine e lutti nel nostro paese sia inquietante. Il fatto che siano state presenti a questa cena figure istituzionali che giurano sulla costituzione fondata sulla lotta al fascismo non è accettabile. La storia non si ripete con gli stessi episodi ma può ripetere gli stessi errori e gli stessi orrori. La vicenda di Liliana Segre allarma. Indegni quei parlamentari, anche marchigiani,  che non si sono alzati in piedi e non hanno votato la commissione contro razzismo e antisemitismo chiesta  dalla senatrice a vita. Rischiamo nelle Marche di vedere lo stesso film visto a livello nazionale: per opporsi alle follie bisogna mettere insieme tutti coloro che muovono da punti di vista diversi come Pd e M5s. Se dall’altra parte la destra è quella della cena di Acquasanta fa paura ed è estranea all’anima del popolo marchigiano. Poi per governare insieme bisogna produrre una visione comune altrimenti è un danno, e cresce la lontananza dalla politica che ha un dovere di sobrietà e serietà».

Le immagini del volantino

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