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Muffa nelle sae,
le analisi preoccupano i residenti:
«Siamo arrabbiati»

MUCCIA - I terremotati si sono rivolti a un laboratorio privato, i risultati confermano che si tratta di due tipi di funghi. Antonella Pasqualini: «Volevamo solo si facesse chiarezza sullo schifo in cui ci hanno abbandonato». Denuncia del coordinamento dei comitati: ancora acqua sotto le strutture. Il collettivo Terre in moto: «Potrebbero essere dannosi»
mercoledì 6 Febbraio 2019 - Ore 18:03 - caricamento letture
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La muffa comparsa sotto decine di pavimenti a Muccia

 

di Monia Orazi

Le muffe nere comparse sui pavimenti marci delle Sae di Pian Di Giove a Muccia sono due funghi del tipo “aspergillus flavus” ed “aspergillus niger”.  Lo dicono le analisi di un laboratorio privato, a cui alcuni residenti si sono rivolti per essere tranquilli sulla salubrità dell’ambiente in cui vivono. E ora gli stessi residenti si dicono preoccupati e arrabbiati. A darne l’annuncio è Antonella Pasqualini, la prima a segnalare lo scorso autunno i problemi alla sua casetta, in cui era apparsa la muffa alla fine dell’estate. La donna residente in una Sae a Pian Di Giove, con il marito ed il figlio di soli sette anni, ha scritto tra settembre ed ottobre alla Regione, all’Erap, all’Asur ed all’Area vasta 3, al comune di Muccia e all’Arpam, ma nessuno di questi enti ha effettuato sino ad oggi analisi per vedere di che tipo di muffa si trattasse. Ci sono stati solo alcuni sopralluoghi dei tecnici Asur preposti. Soltanto dopo ripetute sollecitazioni, successivamente rese pubbliche, tra ottobre e novembre, sono arrivati i primi tecnici per i sopralluoghi, ma sino ad oggi, nessuno dei residenti ha mai saputo cosa fossero quei funghi e quelle muffe. Si deve soltanto alla protesta decisa dei residenti, appoggiati dal coordinamento dei comitati del Terremoto Centro Italia ed associazioni che hanno rilanciato la loro denuncia, che il problema è stato preso in seria considerazione dalla Protezione civile nazionale, che ha effettuato diversi sopralluoghi, ottenendo dal Cns che ha realizzato le Sae, controlli a tappeto e nei giorni scorsi a Muccia sono arrivati gli esperti del Politecnico di Torino, per analizzare la salubrità degli ambienti.

Antonella Pasqualini

 «Siamo preoccupati e arrabbiati – commenta Pasqualini – abbiamo convissuto con queste muffe per mesi. E veniamo alla resa dei conti: abbiamo gridato e urlato, hanno cercato di soffocare le nostre richieste, hanno cercato di farci stare zitte ma la nostra forza è rimasta unita ed unica, come una sola voce. Abbiamo scritto, fatto richieste formali e telefonate informali. Qualcuno ha risposto, altri hanno preferito il silenzio. Volevamo solo si facesse chiarezza sullo schifo in cui ci hanno abbandonato, dove qualcuno ci aveva promesso che non ci avrebbe lasciato soli. Tutto taceva, tutto sembrava si risolvesse con la sostituzione dei pannelli marci, tutto apparentemente sembrava risolto e qualcuno sperava che lo fosse. Nel silenzio più assordante di notti passate a pensare e ripensare, con l’aiuto di quelle poche persone che ci hanno tese le loro mani e le loro spalle dove appoggiarsi, c’è stata una luce, un laboratorio privato al quale la nostra richiesta di aiuto è sembrata concreta». In questi mesi la donna e molti altri residenti della zona di Pian Di Giove, l’area dove si sono avute le Sae con i pavimenti marci, si sono chiesti se vi fossero rischi. «Sono passati giorni ed altri notti insonni e piene di dubbi, poi è arrivato il nome della muffa che tutti hanno vista ma che nessuno si è curato di sapere cosa fosse – continua Pasqualini – oggi mi chiedo e chiedo a chi di dovere: chi è il tutore della salubrità pubblica? Chi doveva interessarsi? Chi doveva esporsi? Chi doveva preoccuparsi? Chi doveva tutelarci? Chi doveva urlare e gridare con noi? Forse chi in tutto questo è rimasto in silenzio sperando che lo stesso schifoso silenzio avesse contagiato anche noi. No, noi non siamo dalla vostra parte. E adesso qualcuno dovrà giudicare. “Ai posteri l’ardua sentenza”, io sottolineo chi ha un cuore gridi insieme a noi». A Muccia i pavimenti bagnati sono stati sostituiti in oltre trenta Sae e diverse famiglie si sono trovate ad essere risfollate di nuovo, ma i lavori sono stati ormai completati. In questi giorni però nella zona di Pian Di Giove è stata rilevata la presenza di acqua a causa di una sorgente esistente nella zona, come denuncia Francesco Pastorella, del coordinamento dei comitati “Terremoto centro Italia”: «Abbiamo girato un video esplicativo delle condizioni di alcune Sae ripreso durante i sopralluoghi che abbiamo effettuato ieri – spiega – queste sono le opere di urbanizzazione a cura delle Regioni, i progetti dei super ingegneri superpagati, i soldi di noi contribuenti. Ma come si fa ad accettare queste condizioni? Continuiamo inoltre a seguire con attenzione la vicenda delle Sae con i pavimenti ammalorati e proprio ieri il coordinamento dei comitati ha incontrato la Protezione civile nazionale che ci ha assicurato che oltre i controlli condotti dall’azienda Cns dalla quale avremo a brevissimo delle risposte, anche le Regioni attiveranno le Asl locali per verificare la salubrità dell’aria all’interno delle Sae. Con la salute dei nostri figli non si scherza». Al coro di proteste si unisce anche il collettivo Terre in moto Marche: «I risultati arrivati in questi giorni affermano che la muffa presente potrebbe essere dannosa per la salute. Ancora una volta succede che solo dopo che questi dati sono stati inviati alla Protezione civile nazionale sono state disposte analisi per approfondire la condizione delle sae dove si sono verificati i problemi». Il coordinamento Terremoto Centro Italia si è attivato nei mesi scorsi sulla vicenda dei pavimenti danneggiati, seguendo passo passo la situazione, sino alle analisi di laboratorio, i cui risultati sono stati diffusi oggi, attivando la Protezione civile nazionale, che ha poi disposto i successivi controlli.

 

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