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Visso, Ussita e Castelsantangelo:
43 milioni per rischio idrogeologico
Un anno per le analisi del Cnr

SISMA - Da cronoprogramma monitoraggio e progetti dovrebbero andare di pari passo, con il via dei lavori nel 2020. Ma c'è preoccupazione. Il sindaco Vincenzo Marini Marini: «Non è un tempo accettabile, ne sono passati già due». Il consigliere Filippo Sensi: «Abbiamo chiesto di escludere alcuni interventi che per noi possono essere gestiti da subito senza ulteriori approfondimenti»
giovedì 31 Gennaio 2019 - Ore 19:33 - caricamento letture
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Vallestretta (Ussita) è all’interno del piano di intervento di mitigazione del rischio

 

Il 2019 sarà l’anno degli studi geologici e delle progettazioni per mettere in sicurezza il territorio di Visso, Ussita e Castelsantangelo. Un passaggio fondamentale per la ricostruzione post terremoto che inizia oggi con un primo stanziamento di 43 milioni di euro per gli interventi. A eseguire il monitoraggio su terreni e fiumi (che in alcuni casi hanno cambiato la portata dopo le scosse) sarà il Cnr, convenzionato con l’Ufficio ricostruzione regionale. Certamente si tratta di un anno cruciale ed eventuali ritardi potrebbero pregiudicare la buona riuscita dei progetti pubblici. Sono moltissimi gli edifici che ricadono nelle zone oggetto dell’intervento, al momento “bloccate” perché in R4. Cioè quelle con il rischio più elevato. L’obiettivo dell’Ufficio ricostruzione è comunque quello di far procedere le progettazioni di pari passo con le analisi, in modo che si possa partire con i lavori nel 2020. Se i Comuni finiranno alcuni lavori prima, dovranno comunque attendere quindi per dare l’agibilità degli edifici.

Filippo Sensi

Certamente, l’idea di un anno di approfondimenti sembra un altro ostacolo alla rapida ripresa dei territori, epicentro delle scosse del 2016. «Questo scenario – dice il sindaco di Ussita Vincenzo Marini Marini -, crea un potenziale danno erariale per tutte le opere pubbliche. E’ necessario velocizzare di molto questi tempi. Un anno non è oggettivamente un tempo accettabile, anche perché ne sono passati già due. Alla lettera che abbiamo inviato congiuntamente con Visso e Castelsantangelo non c’è stato nessun riscontro e se ci vuole un anno vuol dire che non si tiene nemmeno conto di quello che diciamo». Il consigliere comunale di Visso, Filippo Sensi, ribadisce che «purtroppo i tempi ipotizzati non corrispondono alle nostre aspettative sebbene dal punto di vista esclusivamente tecnico siano più che giustificati data la complessità delle problematiche trattate». Visso in ogni caso ha già previsto interventi in autonomia, riuscendo a “sottrarli” al maxi piano sul bacino idrico. «Grazie all’intervento sul Fiume Nera presentato la scorsa settimana e agli altri interventi che stiamo facendo sul Fosso Le Rote parte consistente dei problemi verranno eliminati senza dover attendere l’esito del monitoraggio – spiega Sensi -. Gli interventi mancanti sono stati sollecitati nell’incontro di Tolentino con il sottosegretario Vito Crimi e il commissario Piero Farabollini a cui abbiamo chiesto espressamente di stralciarli dalla trattazione complessiva in quanto a nostro avviso possono essere gestiti fin da subito senza attendere valutazioni più ampie».

(Fe. Nar.)

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