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Crisi Prefabbricati Dignani,
lavoratori costretti a licenziarsi
«E’ l’unica soluzione possibile»

MONTECASSIANO - Accordo tra sindacati e proprietà, solo così i dipendenti potranno accedere alla disoccupazione. Impossibile trovare un ammortizzatore sociale. La Cgil: «Non possiamo cantare vittoria, però è stata recuperata la dignità di queste persone»
giovedì 10 Gennaio 2019 - Ore 14:56 - caricamento letture
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Lavoratori e sindacati

 

di Mauro Giustozzi

L’ammortizzatore sociale non c’è. Lavoratori costretti a licenziarsi per accedere alla disoccupazione Naspi. Con l’accordo però del sindacato che ha trovato con la proprietà della Prefabbricati Dignani un punto di incontro per far sì che ai 18 dipendenti, tra attuali ed ex, arrivi subito qualche emolumento economico e che, in caso di cessione dell’azienda e ripartenza del ciclo produttivo, gli stessi, se interessati, ne facciano nuovamente parte.

Massimo De Luca e Daniel Taddei

«L’amarezza è tanta per non essere riusciti a tenere agganciati al destino dell’azienda questi lavoratori – ha esordito Massimo De Luca della Fillea-Cgil – ma abbiamo battuto tutte quelle che erano le strade possibili trovandoci di fronte a questa impossibilità. Come sapete questa vertenza è iniziata con la lettera di licenziamento consegnata poco prima di Natale ai lavoratori, revocata nei giorni successivi grazie all’intervento anche del prefetto Rolli e dell’amministrazione di Montecassiano. La stessa Regione Marche ha seguito e provato ad intercettare soluzioni per venire a capo di questa situazione. Ma non c’è stato nulla da fare, per la particolare situazione in cui si è venuta a trovare la Prefabbricati Dignani». Già nell’incontro avvenuto a fine dicembre negli uffici della Regione alla presenza dell’assessore al Lavoro, Loretta Bravi, si erano escluse alcune strade come il ricorso alla Cigs, cassa integrazione straordinaria per affrontare questa crisi in quanto negli ultimi sei mesi di attività produttiva la Dignani aveva utilizzato una media di 13 dipendenti, quindi sotto la soglia dei 15 necessari per poter utilizzare la Cigs per cessazione attività, e non si poteva ricorrere anche alla cassa in deroga non essendo più finanziata. «La Regione dispone di soldi da mettere a disposizione di lavoratori in queste difficoltà –ha ribadito De Luca – ma purtroppo non ci sono le norme per poter utilizzare questi fondi. Allora abbiamo battuto la strada di risorse aggiuntive: se Montecassiano fosse stata dentro il cratere sismico si sarebbe potuto utilizzare una norma fatta ad hoc per queste situazioni, ma la sede aziendale è fuori dall’area del terremoto. L’ultimo tentativo lo abbiamo fatto direttamente con l’Inps per vedere se attraverso il Fis (Fondo integrativo salariale, ndr) si potesse accedere ad un ammortizzatore sociale per la Dignani. Per beneficiare del Fis sarebbe stato necessario che azienda, per quanto riguarda la produttività, e dipendenti, per le ore lavorate, arrivassero al 40% di attività, così che il restante sarebbe stato integrato dal fondo. Ma l’attività produttiva dello stabilimento di Sant’Egidio è ferma da dicembre».

A questo punto, quindi, è rimasta solamente la strada del licenziamento degli stessi 10 lavoratori in organico, posti temporaneamente in ferie. «In questo modo i dipendenti potranno accedere almeno alla Naspi, la disoccupazione ordinaria – ricorda sempre il sindacalista della Fillea/Cgil- con una forma però di licenziamento ben diversa da quella in cui l’azienda diede in mano la lettera ai lavoratori a fine turno. Diciamo pure un atto concordato attraverso anche una lettera di intenti che verrà firmata lunedì tra Cgil e titolari della Prefabbricati Dignani, all’interno della quale sono stati scritti due passaggi fondamentali a beneficio delle stesse maestranze. La prima è che nei 90 giorni previsti dal concordato preventivo, se ci sarà la possibilità di acquisizione del sito produttivo da parte di altri imprenditori gli attuali e gli ex dipendenti dell’azienda (in tutto 18 unità) saranno ricompresi e faranno parte della cessione dell’attività. Il secondo passaggio riguarda il fatto che tutti i lavoratori, sia gli attuali che quelli già usciti, riceveranno un quantum economico, grosso modo la cifra di riferimento sarà quella di una mensilità di stipendio». Si chiude in questo modo una vicenda che ha fatto emergere le difficoltà normative con cui i lavoratori di aziende di piccole e medie dimensioni debbono combattere quando si arriva alla cessazione dell’attività.

«Non possiamo cantare vittoria, però io credo che sia stata recuperata la dignità di lavoratori che era stata calpestata con il licenziamento in tronco avvenuto in azienda –sottolinea Daniel Taddei, segretario provinciale Cgil – Questa vicenda ha certificato la sconfitta di un quadro normativo deficitario: non esiste uno strumento adatto a tenere agganciata la forza lavoro al destino dell’azienda. E’ un fatto gravissimo che consente alle imprese di liberarsi senza colpo ferire della zavorra dei lavoratori. E’ anche la conferma di come il precariato diffuso ovunque abbia poi riflessi pesanti anche su chi ha un contratto a tempo indeterminato. In questa, come in tante altre aziende del Maceratese, i numeri sono piccoli ma in realtà la presenza di contratti atipici è talvolta ben superiori a quelli a tempo indeterminato. Solamente che non vengono conteggiati nella forza lavoro dell’impresa. E questo per la Prefabbricati Dignani ha determinato l’impossibilità ad accadere alla Cigs per cessazione attività. Gli unici risultati sono arrivati grazie all’azione sindacale attuata in collaborazione con istituzioni come Prefetto e Comune di Montecassiano».

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