Crisi Prefabbricati Dignani,
difficile un sostegno per i lavoratori
Presentato concordato preventivo

MONTECASSIANO - Summit in Regione dopo il ritiro dei licenziamenti dei 10 dipendenti, si cerca un ammortizzatore sociale adatto. Intanto la proprietà si è rivolta al tribunale, chiesto il pignoramento dei beni dell'azienda

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di Mauro Giustozzi 

A caccia di un ammortizzatore sociale adatto per i lavoratori della Prefabbricati Dignani. Che restano dipendenti dell’azienda momentaneamente in ferie. Ma per tutelare nel tempo i lavoratori sotto il profilo economico ed avere maggior respiro anche per una eventuale ripartenza del sito produttivo l’urgenza maggiore è quella di individuare un sostegno economico ai 10 dipendenti rimasti. E’ quanto emerso dal summit avvenuto stamattina negli uffici della Regione Marche tra l’assessore al Lavoro Loretta Bravi ed il suo staff, una rappresentanza dei lavoratori accompagnata dai sindacalisti della Cgil, il segretario provinciale Daniel Taddei e il responsabile della Fillea, Massimo De Luca.

protesta-dignaniAlla riunione hanno preso parte anche il proprietario dell’azienda, Luca Dignani, e l’amministrazione comunale di Montecassiano col sindaco Leonardo Catena e l’assessore Katia Acciarresi. Il tema affrontato è stato proprio quello legato al futuro immediato dei dieci dipendenti tuttora in forza alla Prefabbricati Dignani. «Questi lavoratori sono stati posti in ferie dalla proprietà ma sono e restano comunque dipendenti della Dignani –ha sottolineato Massimo De Luca-. A complicare la trattativa che si è aperta in Regione per individuare l’ammortizzatore sociale idoneo per affrontare questa crisi è il fatto che, avendo negli ultimi sei mesi di attività produttiva utilizzato la Dignani 13 dipendenti, quindi sotto la soglia dei 15 necessari per poter utilizzare la Cigs, la cassa integrazione straordinaria per cessazione attività, e non essendo più finanziata la cassa in deroga ci troviamo in difficoltà ad individuare uno strumento alternativo di sostegno ai lavoratori. Proprio per questo motivo l’assessore Loretta Bravi, di cui ho apprezzato l’attenzione rivolta verso una azienda dai numeri comunque contenuti rispetto ad altre realtà che pure si sono trovate in difficoltà nella nostra regione, si è presa una pausa di riflessione per valutare meglio il quadro normativo sia con il Ministero del Lavoro che anche in relazione ad eventuali novità che, su questo tema, possono essere state inserite nella Legge di bilancio che è in fase di approvazione in Parlamento.

protesta-dignani2-325x244Ci ha riconvocati per il 10 gennaio sempre negli uffici della Regione». Intanto le novità non sono però concluse per quanto riguarda la Prefabbricati Dignani. Il titolare presente all’incontro ha infatti annunciato la presentazione di un concordato preventivo in tribunale che dovrà essere esaminato dal giudice (tempistica che va dai 60 ai 120 giorni ndr.) e soprattutto il pignoramento dei beni dell’azienda da parte degli 8 dipendenti che sono già usciti dalla Dignani nei mesi scorsi. «Di fatto il concordato blocca tutto –spiega Massimo De Luca- perché tutto viene rimesso al momento nelle mani del tribunale che dovrà poi accettare o meno tale piano. La proprietà ha ribadito che vuol cessare l’attività produttiva, anche se restano delle commesse che non sono state terminate e quindi chi ha commissionato il lavoro che non è stato soddisfatto. Per cui potrebbero esserci anche spiragli di una ripresa produttiva magari anche per una cessione dell’azienda. Che però dovrà tenere presente che ci sono lavoratori che l’eventuale nuovo acquirente dovrà tenere in considerazione. Diciamo che la situazione resta in evoluzione, che c’è un concreto interessamento delle istituzioni a star vicino ai lavoratori in questa fase delicata e che l’individuazione di un ammortizzatore sociale per i dipendenti darebbe respiro all’azienda anche per una futura ripartenza produttiva».

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