Crac Banca Marche:
a processo Bianconi e gli ex vertici
Assolto il collegio sindacale
RINVIATE A GIUDIZIO dal Gup di Ancona 13 persone: oltre all'ex dg, anche Michele Ambrosini, Lauro Costa e Giuliano Bianchi. Tra le accuse, a vario titolo, quella di bancarotta. Assolti perché il fatto non sussiste i tre componenti del collegio sindacale: Franco D'Angelo, Marco Pierluca e Piero Valentini

I risparmiatori attorno all’avvocato Canafoglia
di Federica Serfilippi
Crac Banca Marche: gli ex vertici dell’istituto di credito finiscono a processo. Assolti i tre componenti del collegio sindacale. È questo l’esito dell’udienza preliminare terminata questa mattina al quinto piano del tribunale, preso d’assalto da avvocati e un centinaio di risparmiatori, la maggior parte dei quali riuniti nell’Unione Nazionale Consumatori rappresentata dall’avvocato Corrado Canafoglia. Proprio le parti civili hanno storto il naso alla lettura del verdetto da parte del giudice. Mugugni e brontolii hanno fatto seguito alla frase “assolti perchè il fatto non costituisce reato” in merito alle posizione dei componenti del collegio sindacale: Franco D’Angelo, Marco Pierluca, Piero Valentini, tutti difesi dall’avvocato Salvatore Santagata. Erano gli unici (di tutti i 16 imputati) ad aver scelto il rito abbreviato. Per loro, il pool di pm composto da Marco Pucilli, Andrea Laurino e Serena Bizzarri aveva chiesto sette anni e mezzo di reclusione per quattro reati: bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza. Tutte contestazioni che, a vario titolo, condividono con buona parte degli ex vertici di Medioleasing e Bdm finiti a processo.
La prima udienza è stata fissata per il prossimo 9 maggio, alle ore 10. Il rinvio a giudizio è stato disposto per Michele Giuseppe Ambrosini, presidente cda di Banca Marche dal 6 maggio 2009 al 27 aprile 2012, e presidente del cda di Medioleasing dal 2009 al 2012; Paolo Arcangeletti, dirigente di Banca Marche, dal febbraio 2010; Giuseppe Barchiesi, direttore generale Medioleasing dal giugno 2005 a ottobre 2012; Massimo Battistelli, capo area crediti Bm da febbraio 2005 a marzo 2011; Giuliano Bianchi, componente cda e del comitato esecutivo Bm dal 3 maggio 2006 al 27 aprile 2012 e inseguito consigliere fino ad aprile 2013; Massimo Bianconi, direttore generale da 10 aprile 2004 al 13 settembre 2012 e consigliere Medioleasing da 11 settembre 2006 al 21 maggio 2012; Bruno Brusciotti componente cda 2006-2012; Lauro Costa, presidente cda di Bm dal 3 maggio 2006 al 30 aprile 2009, vicepresidente da 6 maggio 2009 al 27 aprile 2012, presidente del cda di Medioleasing dall’11 settembre 2006 al 13 maggio 2009; Daniele Cuicchi, capo servizio commerciale Medioleasing (2005-2013); Claudio Dell’Aquila, consigliere Medioleasing dal 2006 al 2013; Giuseppe Paci, capo servizio concessione crediti Bm (2005 al 2013); Tonino Perini, vice presidente cda Bm (da maggio 2006 al 2012); Stefano Vallesi, capo direzione centrale crediti di Bm dal 2004 al 6 marzo 2007, direttore centrale commerciale di Bm da febbraio 2007 al settembre 2009, vice direttore generale Area mercato di Bm da primo agosto 2009 al febbraio 2013, consigliere di Medioleasing da maggio 2012 a gennaio 2013. 
LE REAZIONI ALLA SENTENZA. Palpabile la delusione da parte degli ex clienti di Banca Marche nelle vesti di risparmiatori e azionisti, arrivati in massa in tribunale. Di sicuro, si aspettavano un esito diverso rispetto all’assoluzione decretata dal giudice per il trio del collegio sindacale. «Oggi è una sconfitta − ha affermato Giacomo Frattesi, azionista di Falconara −. Sentirsi dire che il fatto non costituisce reato è abbastanza demoralizzante». «Non ci aspettavamo questa sentenza − hanno detto Gilberto Picchi e Antonio Fratini di Pergola −, siamo molto amareggiati e delusi, ma ora aspettiamo il dibattimento. È quello che tiene viva un po’ la nostra speranza. Da un giorno all’altro ci siamo trovati con le azioni polverizzate. Non abbiamo più nulla». Le motivazioni del verdetto saranno rese note entro 90 giorni. Dopo quel momento, la procura deciderà se impugnare la sentenza e presentare ricorso in appello. Il procuratore capo Monica Garulli: «La formula assolutoria sta ad indicare la sussistenza del reato nei suoi elementi oggettivi, ma il passaggio logico è stato quello di ritenere che l’omesso controllo operato dai giudici sull’operato degli amministratori non abbia avuto una condotta dolosa». Soddisfatto l’avvocato Santagata, difensore del trio che ha voluto procedere con il rito abbreviato: «L’assoluzione era doverosa per tre professionisti che sono stati tenuti sulla graticola inutilmente. Il giudice Cimini ha dimostrato grande onestà intellettuale, perché la sua non era una decisione facile visto il clima che si è creato attorno a questo processo».
(servizio aggiornato alle 15.50)
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Dall’ufficio stampa di Mirella Emiliozzi, parlamentare civitanovese del Movimento 5Stelle, riceviamo:
“Rispettiamo le sentenze della magistratura di oggi sull’assoluzione dei 3 componenti del collegio sindacale, ma attendiamo l’iter del processo per tutti gli altri imputati, ribadendo con forza che in una notte i risparmi di tanti cittadini si sono volatizzati”, commenta Mirella Emiliozzi.
“Per questo – continua la parlamentare 5 stelle – resteremo al loro fianco, perché il risparmio deve essere tutelato, e perché per anni ci sono state gestioni bancarie opache, che hanno approfittato di una mancanza di informazione trasparente e chiara.
Capisco bene la delusione di molti, ma il processo deve ancora iniziare, e ho fiducia nella magistratura.
Noi ci siamo stati e continueremo a stare in tutti i modi possibili al fianco di chi si è visto azzerare i propri risparmi, frutto di sacrifici quotidiani e di rinunce, in una notte, dalla vecchia politica. Oltre al fondo Ristoro, stiamo cercando di fare il possibile per istituire di nuovo la commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario. Non molliamo e non arretriamo di un passo rispetto alla tutela dei risparmiatori”, conclude la Emiliozzi.