Indagine Banca Marche,
cade l’associazione per delinquere:
mancano le prove

CASO BM – La procura ha chiesto l'archiviazione, esclusivamente per l'ipotesi del sodalizio, per gli ex amministratori dell'istituto: "Non è dimostrata una struttura delinquenziale stabile". Restano in piedi tutte le altre accuse
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Archiviata l’accusa di associazione per delinquere, ma restano in piedi tutte le altre ipotesi di reato per cui la procura ha chiesto il rinvio a giudizio di 17 ex dirigenti nel caso del crac Banca Marche. Secondo i pm Andrea Laurino, Marco Pucilli e Serenna Bizzarri titolari dell’inchiesta sul fallimento miliardario dell’istituto di credito, nella concessioni dei crediti furono commessi “plurimi e reiterati gravi fatti di reato” tra il 2007 e il 2012, ma non è stata dimostrata la presenza di “struttura organizzativa delinquenziale stabile”. I magistrati lo scrivono nella richiesta di archiviazione per tutti gli indagati della sola accusa di associazione per delinquere. Nell’atto ribadiscono comunque le altre accuse per gli ex dirigenti di Bm e Medioleasing, che vanno a vario titolo dalla bancarotta patrimoniale a quella societaria che hanno assorbito le accuse di falso in bilancio, appropriazione indebita e truffa.



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