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Decreto terremoto, Morgoni:
«Bocciati tutti gli emendamenti,
anche quello sui centri commerciali»

CAMERA - La commissione Ambiente ha licenziato il provvedimento che sarà lunedì in aula con relatore Tullio Patassini. Il deputato Pd accusa il M5s di incoerenza: «A Macerata raccolgono firme e poi a Roma votano contro». La replica: «Volevate quell'opera ed ora indietreggiate spinti dalle proteste, basta il voto del consiglio»
giovedì 12 luglio 2018 - Ore 16:53 - caricamento letture
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Mario Morgoni

 

Ieri la commissione Ambiente della Camera ha approvato il decreto terremoto. Relatore di maggioranza è il deputato treiese Tullio Patassini che ha dato parere contrario a tutti gli emendamenti, in linea con le indicazione del governo rappresentato dal sottosegretario Laura Castelli. Tutti i testi di modifica sono stati dunque bocciati aprendo un fronte polemico dalle opposizioni. Il decreto approderà in aula lunedì.

Il deputato Mario Morgoni definisce l’esito dei lavori in modo netto: «Abbiamo vissuto due giorni veramente ingloriosi nella commissione ambiente della Camera. Rinvii , sospensioni, balbettii e posizioni contraddittorie di un governo e di forze di maggioranza in stato confusionale e incapaci persino di dire con chiarezza che non avrebbero dato spazio ad alcuna proposta emendativa del provvedimento sul sisma. Di oltre duecento emendamenti (più di 60 solo quelli del Pd) nessuno è stato accolto. Abbiamo comunque preteso il voto su ogni singolo emendamento in modo che fosse chiaro il voto contrario di leghisti e grillini, solo per fare un esempio, alla proroga della zona franca urbana, all’estensione dell’una tantum di 5mila euro al 2018, all’ammissibilità del sisma bonus, all’aumento a 120 rate della restituzione della busta paga pesante, alla proroga delle rate dei mutui dei comuni, alla proroga dei contratti a tempo determinato e dei contratti di collaborazione per le esigenze post sisma , al conferimento alle Università della funzione di soggetto attuatore».

Il voto all’ordine del giorno sul centro commerciale

Morgoni si rivolge anche ai consiglieri M5 stelle di Macerata per il voto contrario anche all’emendamento da lui stesso presentato che prevedeva una moratoria fino al 2022 nella concessione di nuove autorizzazioni per l’apertura di nuovi centri commerciali: «Gli stessi Cinquestelle che a Macerata hanno raccolto le firme contro l’apertura del nuovo centro a Piediripa…».

Non si fa attendere la risposta dei parlamentari del Movimento 5 Stelle della commissione Ambiente: «Il Governo del Cambiamento si occuperà con i suoi primi provvedimenti delle popolazioni colpite dal sisma. Finora la gestione della ricostruzione da parte dei precedenti governi è stata carente. È necessario intervenire in maniera strutturale e la ricerca di coperture certe necessita di ulteriori approfondimenti e atti governativi (sia per quanto riguarda proroghe che finanziamenti). Non è possibile comprendere tutto nell’attuale decreto che nasce dal governo precedente, quelle di Pd e Forza Italia sono strumentalizzazioni di corto respiro» .

Roberto Cherubini

A Morgoni replica anche il consigliere maceratese Roberto Cherubini: «La vostra messa in scena a Macerata era ridicola ed è nata senza dubbio dalla voglia di inventare qualcosa per arginare la protesta dei cittadini. L’emendamento proposto fa sorridere per vari motivi. Il primo: siete voi i protagonisti della distruzione dei territori, delle identità, del suolo. Secondo: la vostra visione è talmente a lungo termine che dopo il 2022 si potrebbe ripartire coi grandi centri commerciali. Terzo: governate a Roma ed in Regione da decenni ed era abbastanza semplice legiferare in materia. Proporremo presto una legge regionale ed una nazionale con una visione diversa dal Pd che nei decenni scorsi ha girato lo sguardo solo verso i potentati. Un operaio si taglierebbe un braccio piuttosto che votarvi per cui forse è importante una seria autocritica per la sopravvivenza di un partito essenziale per la democrazia. Avete voluto prendere la prima pagina del giornale ma la gente sa bene cosa è successo a Macerata. Chi era lì seduto con lei ha votato convintamente e legittimamente la realizzazione di quella opera ed ora indietreggia spinto dalle proteste. La soluzione non è in un ridicolo emendamento perché si farà una Legge nazionale. Per bocciare il centro commerciale a Macerata basterà il voto contrario alla variante dei suoi consiglieri. Perché mistificate la realtà? L’attuale modello di sviluppo, che è in crisi evidente, è il modello che avete cavalcato voi seguendo le politiche neoliberiste delle destre. Oggi le persone hanno capito che le cose di destra le fa meglio la destra e voi scomparite. Tornate a parlare si salvaguardia del suolo, di economia circolare, di turismo del futuro e forse sopravviverete al massacro renziano».

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