Visso, bivio sulla ricostruzione:
al voto la rinuncia alle perimetrazioni

SISMA - Durante l'assise, convocata per il 30 giugno, si discuterà la proposta. Secondo l'amministrazione comunale si possono accorciare i tempi evitando di procedere con i piani attuativi. Tra le ipotesi alternative l'individuazione di aggregati da sistemare

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Sarà il Consiglio comunale di Visso a decidere se rinunciare alle perimetrazioni e scegliere altre strade per la ricostruzione o se proseguire l’iter già avviato. Dopo l’annuncio, che suonava più come una denuncia, del sindaco Giuliano Pazzaglini sul tema dei piani attuativi  («strumento utilissimo sulla carta – diceva il sindaco – ma che nei fatti ci sta bloccando»), il 30 giugno alle 10 è tempo del passaggio del testimone all’assise, che voterà in un senso o nell’altro.

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Giuliano Pazzaglini

L’ordine del giorno del consiglio prevede la trattazione del punto riguardante la costruzione del centro di aggregazione, oratorio e ludoteca in località Villa Sant’Antonio, si parlerà poi degli aggregati edilizi di edifici individuati all’esterno delle perimetrazioni. In questo ultimo caso si provvederà all’approvazione. Sarà trattata anche una variazione al bilancio di previsione e l’approvazione della microzonazione sismica di terzo livello. Si aprirà poi la discussione sulle perimetrazioni. Da diverso tempo il sindaco senatore Giuliano Pazzaglini ha espresso perplessità sui tempi lunghi necessari all’approvazione dei piani attuativi, che renderanno concreto quanto previsto nelle zone oggetto di perimetrazione. Si discuterà l’opportunità di mantenerle o meno. A Visso si potrebbe prendere una strada alternativa, a causa dei tempi più lunghi richiesti dai piani attuativi, che sono il parallelo di quelli che nel 1997 si chiamavano piani di recupero.

Spiega Pazzaglini in merito: «Abbiamo approvato le perimetrazioni in consiglio comunale lo scorso novembre, l’ordinanza 39 stabiliva un mese per dare l’incarico per la progettazione, realizzabile entro i cinque mesi successivi. Dopo otto mesi invece non siamo ancora in grado di calcolare le parcelle da pagare ai professionisti in fase di gara di affidamento della progettazione, dunque stiamo valutando la fuoriscita dalle perimetrazioni e le possibili conseguenze di questa decisione. Tra le alternative possibili, il restare dentro o fuori, considerando il pregiudizio derivante dalla mancanza del piano attuativo, resta il vantaggio che chi vuole ricostruire può farlo. A fronte all’allungamento dei tempi che richiederanno prima di far partire la ricostruzione, la mancata adozione dei piani attuativi sembra l’ipotesi migliore». L’amministrazione comunale di Visso da diverso tempo sta lavorando ad un’ipotesi alternativa ai piani attuativi, tra cui l’individuazione di aggregati di edifici, che si trovano fuori dalle zone già perimetrate. Sabato prossimo, durante il consiglio comunale saranno sottoposti all’esame dei consiglieri per l’approvazione, i 45 aggregati sinora individuati. Se il consiglio comunale di Visso si esprimerà contro la procedura delle perimetrazioni, l’amministrazione comunale e l’ufficio tecnico individueranno nuovi aggregati di edifici, apportando se sarà necessario, modifiche alle norme urbanistiche, secondo le procedure semplificate previste dalla legge regionale 25, approvata nell’agosto di un anno fa. «Faremo il possibile per far partire quanto prima la ricostruzione, sia pubblica che privata», conclude Pazzaglini. Visso non sarebbe l’unico caso di rinuncia alle perimetrazioni. Anche in Lazio ci sono centri che hanno rinunciato, procedendo per aggregati. Lo scorso fine maggio la giunta regionale del Lazio ha approvato la deperimetrazione di alcune frazioni di Amatrice (Collegentilesco, Colli e Configno), così i proprietari per ricostruire non dovranno attendere l’iter amministrativo richiesto dai piani attuativi, stimabile in circa due anni, secondo gli esperti del settore. I piani attuativi, oltre ad interventi di riparazione degli edifici per zone, prevedono la possibilità congiunta di varianti urbanistiche, demolizioni, vie di fuga e altro. La deperimetrazione che in Lazio ha già riguardato otto frazioni, è stata definita dall’amministrazione regionale un modo per ridurre i tempi e snellire le procedure.

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