L’allarme di Pazzaglini:
«Visso rischia di morire,
rinunciamo ai piani attuativi»
IL SINDACO annuncia che presenterà la proposta nel prossimo consiglio comunale. «Sono uno strumento utilissimo sulla carta ma che nei fatti ci sta bloccando. E' inutile ricostruire benissimo se nel frattempo non c'è più nessuno che vive in un posto. Spero non si debba arrivare a questo ma che il commissario risolva l'intoppo normativo»
«Piuttosto di far morire Visso rinunciamo ai piani attuativi». Il sindaco Giuliano Pazzaglini annuncia così la proposta che farà nel prossimo consiglio comunale. I piani attuativi sono quelli che permettono di ricostruire i borghi storici, i quartieri, in modo che i progetti siano armoniosi (più case vengono ricomprese in un unico progetto) e quindi che la ricostruzione venga meglio. A Visso ne sono stati approvati cinque. «Uno strumento utilissimo sulla carta ma che nei fatti ci sta bloccando – spiega Pazzaglini – perché l’ordinanza del 2017 dice una cosa e il decreto del 2016 un’altra e quindi non siamo nemmeno in grado di stabilire il montante da mettere a base d’asta per dare l’incarico ai tecnici. E i tempi sono molto chiari». Un problema che riguarderebbe «tutti i comuni più colpiti come Ussita, Pieve Torina, Camerino. L’incertezza sulla norme sta bloccando la ricostruzione. Anche quella di chi ha le seconde case è che in molti casi sarebbe pronto a ricostruire». Se il Consiglio comunale approvasse la proposta «non so che conseguenze ci sarebbero. So solo che è inutile ricostruire benissimo se nel frattempo non c’è più nessuno che vive in un posto. Spero – conclude Pazzaglini – che non si debba arrivare a questo ma che il commissario risolva l’intoppo normativo». Non è la prima volta che da Visso Pazzaglini lancia l’allarme per la ricostruzione che non parte. L’ultima volta è valsa un’ordinanza perché secondo le leggi attuali, essendo Visso in zona r4, il borgo storico non so sarebbe potuto ricostruire.
(Fe. Nar.)

Io penso che una domanda andava fatta fin dall’inizio: per chi
Cioè è facile ricostruire ma per chi ricostruiamo.
Pensate Sindaci e cercate di unirvi invece di pensare ognuno al proprio orticello è quello che vuole Ceriscioli e la politica in genere
a mio avviso si aprono degli scenari che vanno a confermare lo storico campanilismo medievale che ha caratterizzato – da sempre – la vecchia provincia di macerata che puntava al progresso ed invece è rimasta nel medioevo. l’alto maceratese – non solo visso – rischia lo spopolamento. il sisma ha riportato a galla le divisioni territoriali e gli abusi.