Centro sociale donato agli anziani:
«Inutilizzabile, è sotto l’alta tensione»
CAMERINO - Era stato pagato con le donazioni del 5 per mille, inaugurato alla presenza di Carmelo Barbagallo segretario nazionale Uil. E' troppo vicino alle linee elettriche e rischia di restare una cattedrale nel deserto. La denuncia di Marco Fanelli, consigliere di opposizione di Camerino, a cui risponde l'Ada: «Sarebbe un fatto grave, pronti al confronto pubblico»

Il centro sociale donato dall’Ada (associazione diritti anziani) a Vallicelle di Camerino è rimasto aperto solo il giorno della sua inaugurazione, il 18 luglio del 2017, poi chiuso perchè si trova sotto ai cavi dell’alta tensione e non è a norma per ospitare attività. La denuncia viene dal consigliere comunale di minoranza Marco Fanelli: «Come ogni inaugurazione che si rispetti è stato fatto il taglio del nastro ed una bella festa con tanto di spettacolo musicale finale e scambio di convenevoli tra tutti i presenti che si dichiaravano soddisfatti del risultato ottenuto – ricorda il consigliere – la struttura, situata in via Vaccolini, nel quartiere Vallicelle, come spiegato dallo stesso presidente dell’Ada è stata realizzata grazie ai proventi del 5×1000, in collaborazione con la Uil, che è riuscita a regalare ai camerti un punto di aggregazione sicuro e adatto ad ospitare qualsiasi tipo di iniziativa. Il presidente Ada dichiarava che non sarebbe diventato una cattedrale nel deserto».

Fanelli spiega che in realtà la struttura non è mai stata usata: «Nella realtà però, la struttura è stata aperta solo il giorno dell’inaugurazione, perché da quel giorno, ormai pertanto da 10 mesi è rimasta sempre chiusa. Molti si sono chiesti quali fossero i problemi, ma l’amministrazione comunale, come spesso accade non ha mai dato una spiegazione ufficiale del perché quella struttura, a dieci mesi di distanza dall’inaugurazione, non fosse mai stata aperta – si legge nella nota – dopo una breve ricerca ho scoperto che quella struttura è di fatto inutilizzabile allo scopo, perché Terna, il gestore della rete di trasmissione italiana in alta tensione (elettrodotti), ha precisato che le opere non sono compatibili con le linee elettriche presenti, in particolare non viene rispettata la vigente normativa in materia di distanze tra edifici, opere di urbanizzazione e linee elettriche e la norma relativa ai limiti di esposizione della popolazione ai campi elettromegnetici». In pratica il centro sociale è troppo vicino alle linee dell’alta tensione. Fanelli ricorda che il consiglio comunale ha discusso del centro sociale soltanto dopo che è stato inaugurato: «Con una procedura del tutto inusuale, come spesso accade a Camerino, la donazione è stata discussa in consiglio dopo che le opere erano state già realizzate e pure inaugurate (in realtà si sarebbe dovuto fare prima). Il protocollo di intesa con Ada è stato infatti approvato nel consiglio comunale n. 42 del 28/9/2017, occasione nella quale anche io ho votato favorevole. Prima di votare tuttavia, così come risulta dal verbale, chiesi se erano stati valutati gli aspetti riguardanti la presenza dell’elettrodotto. Mi è stato risposto che erano stati già oggetto di valutazione e che l’immobile risultava fuori dal campo di azione dello stesso».

Il consigliere comunale di opposizione spiega che a sua parere l’amministrazione non ha detto la verità: «Oggi posso dire con certezza che quella era una bugia perché la richiesta è stata fatta al gestore Terna qualche giorno dopo il consiglio e si è scoperto che quella costruzione non è utilizzabile perché non a norma. Mi dispiace per tutti quelli che donando il loro 5 per mille pensavano di fare qualcosa di buono e di utile per gli abitanti di Camerino ai quali sicuramente avrebbe fatto molto comodo poter disporre di un punto di aggregazione». Conclude il consigliere di Comunità e territorio: «Mi chiedo se Graziano Fioretti della Uil Marche, Nirvana Nisi presidente Ada Marche, Alberto Oranges presidente dell’Ada, Romano Bellissima, segretario Uil Pensionati e Carmelo Barbagallo, segretario generale sempre della Uil, presenti all’inaugurazione, siano stati informati della situazione reale e se si ritengono soddisfatti.Sull’operato dell’amministrazione comunale non vi è nulla da dire, se non che siamo di fronte all’ennesimo esempio di come perdere opportunità, il tutto semplicemente per voler continuare a prendere le decisioni dentro una stanza senza farne partecipe nessuno».

A quanto denunciato da Fanelli, risponde il direttivo nazionale dell’associazione Ada: «Se quanto affermato fosse vero si tratterebbe di un fatto oggettivamente grave, perché esistono due delibere comunali congiuntamente alla sigla di un protocollo d’intesa con il Comune stesso. La Federazione Nazionale Ada ha osservato tutte le procedure nella massima trasparenza e velocità, realizzando in tre mesi la costruzione, malgrado i tempi della burocrazia – si legge nella nota – abbiamo affrontato tutti i passaggi previsti dalla legge con il Genio Civile, le spese notarili, l’accatastamento e le procedure relative all’agibilità nell’esclusivo interesse dei cittadini di Camerino e della zona limitrofa. Siamo pronti a qualsiasi forma di confronto pubblico con i consiglieri comunali e soprattutto con i cittadini e le associazioni che insistono sul territorio, le istituzioni e l’Università, per mettere la parola fine a tutta la vicenda e avviare le attività del centro sociale».
Complimenti vivissimi per tutto l’operato! Anche lo stesso Fanelli, consigliere di opposizione, non può considerarsi immune da gravissime colpe anche solo per il fatto di ammettere pubblicamente che ha votato a favore della convenzione con l’associazione “ADA” solo a settembre 2017 mentre l’inaugurazione è avvenuta a luglio 2017! Il modo di fare opposizione è veramente esemplare! Di solito l’opposizione è quella che dovrebbe controllare sul corretto operato della maggioranza passo passo e denunciare subito eventuali manchevolezze, e non limitarsi ad approvare a pastrocchio effettuato senza avere neppure verificato se il tutto sia stato fatto nel migliore dei modi! Per non parlare dell’associazione “ADA” che è andata a realizzare un centro ricreativo per anziani ancor prima che la convenzione con il Comune venisse ratificata! Si potrebbe quasi parlare di un “abuso” perpetrato senza aver verificato se le autorizzazioni era tutte a posto. Ma alla fin fine non c’era nulla da verificare in quanto non era stata stipulata nemmeno la convenzione con il Comune: per assurdo si potrebbe comparare come la costruzione di una casa effettuata da una persona senza che la stessa abbia appurato se il geometra ha presentato il progetto, e nel contempo il comune rilascia la concessione edilizia dopo aver rilasciato il certificato di agibilità. Roba da gamberi!!! (per intenderci sono quegli animaletti famosi per il loro camminare al contrario) Ed ora i dirigenti ADA si dicono pronti ad un confronto pubblico con i consiglieri comunali e soprattutto con la popolazione: per fare cosa? per accordarsi di richiedere lo spostamento dell’elettrodotto? Hanno affrontato tutti i passaggi previsti dalla legge? ed in che modo? ed il Genio Civile cosa ha verificato? non esiste una documentazione atta a certificare che in quel luogo insisteva un elettrodotto? oppure l’elettrodotto è stato realizzato abusivamente nel periodo intercorso tra l’inaugurazione (luglio) e la ratifica della convenzione da parte del comune (settembre)? di fatto in 2 mesi se si vuole si possono realizzare parecchi lavori, tra l’altro approfittando anche del fatto che nel mezzo c’è stato il mese di agosto in cui notoriamente la stragrande maggioranza delle persone và in ferie e non stà a controllare quello che avviene! Roba da matti!!!