Valentiniana, De Rosa contro Pasqui:
«Doveva già essere riaperta»

CAMERINO - L'avvocato polemizza col sindaco sui lavori della biblioteca

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Busto e lapide per Sebastiano Valentini, a cui è intitolata la Valentiniana di Camerino

 

«Il sindaco, alla fine mosso a compassione dai tanti inviti per la riapertura della biblioteca Valentiniana, ha fornito ampia giustificazione al suo operato. D’altra parte non è una novità: chi osa mettere in discussione il suo ineccepibile operato nella conduzione del post sisma a Camerino incorre in sonore bacchettate e viene invitato a non provarci più». Giuseppe De Rosa, storico locale, giornalista e avvocato, risponde così a Gianluca Pasqui, che ieri  avevano fatto il punto sulla ricostruzione e sulla riapertura della biblioteca. «Un decreto della Regione del 5 gennaio scorso – continua De Rosa – includeva la biblioteca in un elenco di opere pubbliche finanziate, delle quali “soggetto attuatore” avrebbe dovuto essere il Comune stesso, ovviamente finanziato con fondi stanziati appositamente. Fino all’11 maggio scorso quel decreto, di cui la stampa aveva già parlato da mesi, per il comune non esisteva». Secondo l’avvocato camerte dunque il Comune avrebbe potuto procedere ai lavori perché l’opera era finanziata in quel decreto. «Nel corso di un’assemblea pubblica convocata per parlare di tutt’altro, infatti, il sindaco incautamente ha avuto modo di polemizzare su coloro che lo pressavano a riaprire la biblioteca camerte chiusa sin dal 24 agosto 2016 – ha aggiunto – È stato così che dal pubblico qualcuno lo ha invitato a prendere cognizione dell’esistenza di quel decreto e così ha affermato che dell’effettivo finanziamento dei lavori – quantificati nella spropositata somma di 257mila euro – si è avuta la certezza solo con un provvedimento del commissario De Micheli del 14 maggio. Controlleremo le date (con il sindaco non c’è mai da prenderne per buona una a scatola chiusa), ma ci sembra che il primo cittadino camerte sia andato fuori tema. E anche questo non è un inedito».  De Rosa spiega che la biblioteca si sarebbe potuta sistemare in poco tempo, diventando un luogo di incontro per la comunità. «Con una spesa minima la biblioteca – aggiunge – poteva essere sistemata immediatamente. Il costo non sarebbe stato a carico del bilancio comunale, contrariamente a quanto il sindaco afferma, in quanto sarebbe rientrato negli interventi urgenti post sisma a carico della Protezione civile. Avere avuto sin dall’immediato post terremoto un ambiente accogliente e sicuro dove riunirsi sarebbe stato apprezzato dai camerinesi. Davvero non si comprende come un fiutatore degli umori dell’opinione pubblica come il sindaco camerte abbia sottovalutato questo aspetto». L’avvocato camerte esprime timori per la conservazione del patrimonio librario che si trova dentro al Rotary palace: «Intanto la biblioteca langue e le opere – alcune delle quali di rilevantissimo valore – e i documenti (oltre sessanta pergamene) sono a rischio, tanto da avermi indotto a pensare di segnalare la circostanza ad autorità diverse dal Comune. Infine sul futuro della biblioteca. Che meriti un posto al centro della città storica è opinione che mi trova pienamente d’accordo con il primo cittadino – conclude De Rosa – Tuttavia va rimarcato come lui riveste l’incarico di assessore alla Cultura da quattordici anni (cioè dal 2004): il fatto che lo affermi solo oggi è comunque una buona notizia».

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