Pamela, la Pars: «Venga fatta piena luce,
responsabili da perseguire severamente»
IL LEGALE DELLA COMUNITA' dove la 18enne era ospite prima di allontanarsi ribadisce: «Per rispetto continueremo ad astenerci dal disquisire del vissuto della ragazza»
Sulla morte di Pamela Mastropietro interviene il legale della comunità Pars di Corridonia, l’avvocato Gianfranco Formica. «La preoccupazione della famiglia Mastropietro e, più in generale, dell’opinione pubblica che si faccia al più presto piena luce sulla orribile fine della povera Pamela – dice il legale – e che i responsabili siano severamente perseguiti è pienamente condivisa dalla Pars. A tal fine, pertanto, quest’ultima ha fornito e continuerà a fornire, se necessario, alle autorità preposte il massimo della collaborazione possibile. Per ragioni dl riservatezza professionale e, soprattutto, per rispetto dell’immagine e della memoria della stessa Pamela, al contrario, la Pars si è fin qui astenuta, e così farà anche in futuro, dal disquisire pubblicamente del vissuto della ragazza, prima e dopo il suo ingresso in Comunità. E questo anche a fronte di palesi inesattezze – continua l’avvocato Formica – e di azzardate supposizioni, quotidianamente veicolate da alcuni mezzi di informazione, tendenzialmente rivolte a coinvolgere la responsabilità della Pars stessa nella fuga della giovane. Ciò però non significa che la mia rappresentata ha rinunciato a far valere per il futuro il proprio diritto-dovere di tutelare, in ogni sede, la professionalità e la onestà di un lavoro che, da ormai più di venticinque anni, sta conseguendo significativi risultati nel campo del recupero dalla tossicodipendenza».
















Nella psicosi causata dall’evento orrendo si cercano colpevoli dappertutto. Sono ormai decenni che le comunità di recupero non si azzardano a tentare di fermare i loro ospiti che vogliono andare via. Vincenzo Muccioli mi raccontava che i genitori lo imploravano di non fare ritornare sulla piazza i loro figli tossici. Egli lo impediva, prendendosi denunce su denunce alla magistratura da parte di quella politica, che, giustificando la cosa come rispetto dei diritti umani, era interessata alla libertà dei ragazzi di drogarsi liberamente. Sappiamo chi erano e che sono presenti ancora oggi.
La Pars di Corridonia la conosciamo bene e la stimiamo.
Veramente la pubblicità è quanto meno inquietante:
Villaggio S.Michele Arcangelo è un centro residenziale in cui alcune famiglie vivono un’esperienza di comunione e di accoglienza verso situazioni di bisogno di svariata natura (bambini, minori, anziani, ecc.) L’opera si sta realizzando con l’importante contributo della Fondazione S.Riccardo Pampuri che raccoglie imprenditori e professionisti interessati alla costruzione di opere sociali in favore dei giovani. Un VILLAGGIO, per l’appunto. Perché affidarlo alla protezione di San Michele Arcangelo? Perché San Michele è l’Angelo che combatte contro la menzogna del demonio, che cerca di ingannarci con le false illusioni, e che difende la gloria di Dio, di cui la bellezza del cosmo e il cuore dell’uomo sono segni inequivocabili.
c.da Cigliano snc – 62014 Corridonia (MC)
Pavoni non so se avevi già capito, ma di sicuro hai le idee chiare.