«Discarica, se Gentilucci crede
che il procedimento sia corretto
incontri i cittadini e spieghi nel merito»
RIFIUTI - Nella querelle si inserisce anche Sandro Bisonni di Avs: «I cittadini che protestano non sono né provocatori né strumenti di qualcuno: difendono il luogo in cui vivono. Il presidente della Provincia vada a Montefano e a Pollenza e risponda alle loro domande»

Sandro Bisonni (Avs)
«La vicenda della nuova discarica provinciale sta assumendo contorni sempre più preoccupanti. Non tanto per la legittima e inevitabile contrapposizione tra posizioni diverse, quanto per il modo con cui il presidente della Provincia e dell’Ata Alessandro Gentilucci sta affrontando la protesta dei cittadini di Montefano». A evidenziarlo il portavoce provinciale di Avs Sandro Bisonni, che si inserisce nel dibattito che è emerso dopo la manifestazione di domenica scorsa da parte del comitato No discarica Montefano a Pieve Torina.
«A Gentilucci ricordiamo una cosa elementare: i cittadini che protestano contro una discarica nel proprio territorio non sono né provocatori né strumenti di qualcuno. Sono cittadini che difendono il luogo in cui vivono – rimarca Bisonni – il comitato No discarica Montefano ha cercato il confronto con il presidente dell’Ata e, secondo quanto riferito pubblicamente, lo ha invitato più volte alle proprie iniziative senza ottenere risposta. Alla fine sono stati i cittadini a doverlo raggiungere a Pieve Torina per riuscire finalmente a parlare con lui. È dunque piuttosto singolare che, dopo aver finalmente incontrato quei cittadini, Gentilucci scelga di concentrare la propria comunicazione sulle modalità della protesta, sulle presunte strumentalizzazioni politiche e sul fatto che la manifestazione si sia svolta a Pieve Torina, invece di rispondere con chiarezza alle domande poste dal comitato».
La domanda, per Bisonni, è semplice. «Come è possibile che due aree di Montefano, inizialmente collocate molto più in basso nella graduatoria tecnica, sono improvvisamente arrivate al primo e al secondo posto? Non basta ripetere che i siti sono stati dichiarati potenzialmente idonei dall’Università Politecnica delle Marche. Il problema politico è capire se la modalità con cui è cambiata la graduatoria è rispettosa dell’iter amministrativo in corso e se le modifiche ai criteri siano state effettivamente le più adeguate alla tutela del territorio e della salute – incalza l’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra – oggi c’è un fatto nuovo che rende ancora più urgente fare chiarezza: il Comune di Montefano ha deciso di rivolgersi al Tar, insieme al Comune di Pollenza, contestando gli atti relativi alla graduatoria. Non siamo quindi di fronte a una semplice “protesta di piazza”, come qualcuno vorrebbe far credere, ma a una controversia amministrativa e politica sulla quale saranno chiamate a pronunciarsi anche le sedi competenti».
Avs esprime il proprio sostegno ai cittadini di Montefano, al comitato No discarica Montefano e all’amministrazione comunale «nella loro richiesta di trasparenza e nella volontà di difendere il territorio – finisce Bisonni – e a Gentilucci diciamo con chiarezza: Montefano e Pollenza non sono territori sacrificabili e i loro cittadini non sono cittadini di serie B, tanto meno per rocamboleschi giochi di prestigio politico. Se il presidente dell’Ata ritiene che il procedimento sia corretto, invece di attaccare chi protesta vada a Montefano ed a Pollenza, incontri pubblicamente i cittadini, analizzi con loro i criteri utilizzati, spieghi perché la graduatoria è cambiata e risponda alle domande che da settimane vengono poste. Questo significa esercitare una funzione istituzionale. Il resto sono polemiche. Avs continuerà a stare dalla parte di chi difende il proprio territorio, la salute, l’ambiente e il diritto delle comunità locali a partecipare alle decisioni che riguardano il loro futuro. Montefano e Pollenza non chiedono privilegi, chiedono rispetto, trasparenza e una decisione fondata esclusivamente sull’interesse pubblico».
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