Claudio Covato e XGiove,
Lunaria saluta con musica ed emozioni
al Castello di Montefiore
RECANATI - L'appuntamento conclusivo della rassegna estiva di Musicultura ha visto protagonisti il vincitore assoluto del festival e la band da Porto Sant'Elpidio

Covato con i XGiove, il direttore di Musicultura Ezio Nannipieri e il sindaco Emanuele Pepa
Gran finale per Lunaria al castello di Montefiore di Recanati che ha ospitato l’ultimo appuntamento della rassegna estiva di Musicultura, organizzata con il Comune di Recanati. Protagonisti del concerto live il vincitore assoluto del festival Claudio Covato e XGiove, band di Porto Sant’Elpidio, finalista del concorso, scelta dagli studenti recanatesi attraverso il progetto Recanati Next.
«Siamo felici di chiudere Lunaria con due artisti scoperti da Musicultura, il concorso che ogni anno attraversa l’Italia alla ricerca di autori con qualcosa da dire e progetti capaci di guardare al futuro – ha detto Ezio Nannipieri, direttore artistico di Musicultura -. La serata ha regalato al pubblico due ore di grande musica e di atmosfere diverse, accomunate dalla forte espressività dei protagonisti e dalla loro notevole potenza dal vivo».

Ad aprire è stato Claudio Covato, cantautore siciliano di Rosolini, fresco vincitore assoluto della 37esima edizione di Musicultura, del Premio Banca Macerata di 20 mila euro, della targa della critica “Piero Cesanelli” e del Premio Grotte di Frasassi. Covato ha incantato i presenti con la sua forza poetica, l’abilità alla chitarra acustica e una vocalità potente, duttile e impreziosita da accenti lirici. L’artista si è esibito con “Nell’universo”, “Roberta” e “Chiddu ca me resta”, il brano in siciliano con cui ha vinto Musicultura. Ha proseguito con “Cagghia d’acqua”, caratterizzata da sonorità mediterranee, e “Magari non esisti”, una b-side sospesa tra realtà e suggestioni oniriche, attraversata dalla nostalgia di un amore. Covato ha raccontato molto di sé al pubblico, ammaliato dalla sua personale fusione tra cantautorato e improvvisazione e dall’uso del siciliano come lingua universale. «Più sono lontano da casa, più è stretto il dialetto con cui scrivo: lo capiamo solo io, mio nonno e mio zio Angelo» ha detto sulle note di “Pensimi”, canzone sulla nostalgia raccontata attraverso l’espediente dell’amore. Il cantautore ha poi omaggiato Pino Daniele con una toccante versione di “Quanno chiove” -«una canzone che avrei voluto tanto scrivere io» ha detto – seguita da “Siamo gli alberi”, singolo di prossima uscita che anticipa il suo disco d’esordio, in produzione grazie ai 20 mila euro del Premio Banca Macerata vinti a Musicultura.

Claudio Covato a Lunaria
«In questi mesi non ho mai smesso di suonare dal vivo e di scrivere, Musicultura mi ha aiutato a credere nella mia musica e per me è sempre incredibile tornare nelle Marche» ha raccontato Covato ricordando l’inizio della sua carriera al teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno nella Bohème di Puccini e sottolineando il legame con Recanati, città di Giacomo Leopardi e del suo tenore preferito Beniamino Gigli. «Non posso che essere felicissimo di suonare di fronte alla torre del castello che ospita uno degli abiti di scena del grande tenore» ha detto chiudendo l’esibizione con “Sogno co tia”, altro inedito, dedicato al figlio.
Sul palco di Lunaria sono saliti i componenti della band XGiove introdotti da Nannipieri e dal giovane studente Mattia, in rappresentanza degli istituti scolastici di Recanati che hanno preso parte al progetto Recanati Next e votato il gruppo di Porto Sant’Elpidio durante il concerto dei finalisti di Musicultura. «Abbiamo ascoltato attentamente i 16 brani e scelto XGiove per il ritmo martellante e il testo che racconta la nostra vita e le difficoltà dell’adolescenza» ha detto lo studente.

I XGiove a Lunaria
Il rock della band marchigiana, nata nel 2018 e composta da Nicolò Buccioni (voce e fisarmonica), Ludovico Bartolozzi (tastiere), Federico Piermartire (batteria), Giacomo Strappa (chitarra elettrica) e Andrea Massetti (basso), ha spiazzato e affascinato la platea con sonorità dure, incursioni folk e arrangiamenti originali, arricchiti da una strizzata d’occhio al rap.
La sorpresa finale non poteva che essere un duetto, anzi due, vista la grande richiesta del pubblico che non voleva mettere fine alla splendida serata. «Il prossimo brano è purtroppo legato a vicende che ancora oggi accadono, speriamo davvero che perda d’attualità» hanno detto Covato e Buccioni prima di lanciarsi in una intensa versione di “Eppure il vento soffia ancora” di Pierangelo Bertoli, seguita da una appassionata “Bella ciao”.

«Lunaria si chiude dopo sei tappe di grande successo, per la qualità degli artisti, la bellezza delle location e la partecipazione del pubblico – ha detto il sindaco Emanuele Pepa -. Grazie al lavoro condiviso con Ezio Nannipieri, la rassegna è diventata itinerante, permettendo di valorizzare luoghi e nuovi scorci suggestivi della città».
«Siamo orgogliosi di aver chiuso Lunaria al Castello di Montefiore, con Covato e XGiove, band scelta dagli studenti di Recanati attarverso un progetto che è un tavolo di confronto con i giovani realizzato dall’assessora alle Politiche sociali Emanuela Pergolesi – ha detto l’assessore alla Cultura Ettore Pelati -. È stata una serata ricca di significati, per l’importanza della rassegna, la valorizzazione di questo luogo ritrovato e il coinvolgimento dei giovani, ai quali l’amministrazione guarda come al futuro della città».