Scintille al workshop dei grillini,
in tre sotto accusa
CORRIDONIA - Una attivista ha denunciato di essere stata schiaffeggiata, minacciata e condotta fuori dalla sala dove era in corso il meeting dei 5 Stelle, in seguito ad un suo intervento. Oggi prima udienza davanti al giudice di pace di Macerata
Il workshop del Movimento 5 stelle che si era svolto all’hotel Grassetti di Corridonia, il 19 giugno del 2016, finisce al centro di un processo davanti al giudice di pace di Macerata, dove oggi si è svolta la prima udienza. Tre le persone imputate per via di presunte percosse e minacce ad una attivista che quel giorno aveva fatto un intervento. Stando a quanto denunciato dalla donna, Morena Tiberi, 55 anni, residente a Pollenza, quel giorno lei aveva preso la parola alla presenza di consiglieri regionali (Gianni Maggi, Piergiorgio Fabbri, Romina Pergolesi) e anche locali (Carla Messi, Roberto Cherubini). Il suo intervento era stato criticato e una dei presenti, Maria Teresa Verdenelli, 57 anni, di Montefano, residente a Filottrano, le avrebbe detto di stare zitta, stando a quanto denunciato da Tiberi, e in seguito le avrebbe dato uno schiaffo. Il marito di Verdenelli, Carlo Gobbi, 60, di Filottrano, sarebbe intervenuto e avrebbe detto a Tiberi: «ti aspetto fuori che ti spacco la faccia». Un altro dei presenti, Alberto Zanetti, 50 anni, di Castellanza, residente a Montemarciano, avrebbe preso per le braccia Tiberi e l’avrebbe portata fuori dalla sala dove era in corso il workshop grillino. In seguito alla denuncia dell’attivista, Verdenelli, Gobbi e Zanetti sono imputati davanti al giudice di pace. L’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, contesta a Gobbi la minaccia, a Zanetti e Verdenelli le percosse. Gli imputati sono difesi dall’avvocato Fulvio Zoppi. Tiberi si è costituita parte civile, assistita dal legale Sante Monti. Quanto avvenuto al workshop era stato portato a conoscenza al leader dei 5 Stelle, Beppe Grillo. Oggi il giudice Giuseppina Vita ha rinviato il processo al 9 maggio 2018 per sentire i testimoni dell’accusa.
(Gian. Gin.)
