Rinascita del calcio a Macerata,
si tifa per il Matelica

SOMMA ALGEBRICA - La società del presidente Canil, la cui squadra è in testa al campionato di serie D, potrebbe aver bisogno dello stadio Helvia Recina se riuscisse nel salto di categoria. Il numero uno del sodalizio biancorosso, da sempre corteggiato dalla piazza, potrebbe cedere alle sue avances
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Enrico Maria Scattolini

 

di Enrico Maria Scattolini

UN ALTRO ESEMPIO DI SOPRAVVIVENZA, a Servigliano (+).

NE SCOPRO UNO (+) AD OGNI TRASFERTA dell’Helvia Recina/squadra naturalmente. Che seguo con immutata applicazione. Nonostante sabato scorso – poco dopo la sconfitta patìta dai maceratesi appunto a Servigliano – abbia corso il serio rischio di rompermi il collo al centro di una curva male approcciata a metà tragitto (—).

FORTUNATAMENTE ME LA SONO CAVATA per il rotto della cuffia, insieme ai miei ardimentosi compagni di viaggio (+); e quindi sono ancora in grado di raccontare quello che, prima, mi era stato riferito dagli spettatori del “Settimi” riguardo alla recente storia della nuova squadra locale.

GENERATA LA SCORSA ESTATE dalla fusione (+) fra il San Marco di Servigliano e la Lorese. Il consueto do ut des in virtù del quale la prima società è tornata a respirare aria di “Promozione”, l’altra è riuscita a mantenere il titolo.

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Andrea Tosoni, presidente della Sangiustese

UNA TRACCIA di quello che si vorrebbe architettare a Macerata. Dove però manca la sponda societaria biancorossa per il default della Rata – su cui grava al momento la spada di Damocle di procedure concorsuali – e, almeno ad intuito, non ci sarebbero neanche i soldi (-).

ESISTEREBBE PERO’ LA CONTROPARTE (+), nonostante le debite smentite. Cioè la Sangiustese, militante nel Campionato Nazionale Dilettanti: la tanto ambita, per i “pistacoppi”, serie D.

SICCOME GLI ANZIANI HANNO LA MEMORIA LUNGA, questo brand inevitabilmente mi riconduce in mente il ricordo del club calzaturiero di qualche anno fa presieduto da Antonio Pantanetti (+).

CHE IO HO CONOSCIUTO BENE ai tempi inizialmente trionfanti ma poi piuttosto confusi della sua gestione. Ed anche personalmente apprezzato per il miracolo della promozione in C2 (+).

ALLA QUALE DETTE UNA NOTEVOLE MANO (+) la Maceratese del suo omologo biancorosso Barcaglioni. Poi frettolosamente ceduta ad Ulissi.

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L’ex patron della Sangiustese Antonio Pantanetti

RISULTO’ INFATTI PESANTEMENTE INDIGESTO alla capolista Angolana il pareggio che i biancorossi riuscirono sorprendentemente ad imporle (+) nell’ultimo incontro di un campionato che sembrava ormai vinto dalla squadra di Gentilini. Proprio in casa, al “Curi” di Città Sant’Angelo, imbandierato e festante sino all’ultimo anelito di speranza.

INFINE IL DRAMMA. La concomitante vittoria della Sangiustese (+) nel derby con il Tolentino avrebbe sottratto agli abruzzesi il passaggio di categoria proprio sul filo di lana.

DELLA MIA INTERVISTA TELEFONICA A PANTANETTI, dall’autostrada, rammento di essere stato colpito dal suo immediato sentimento di preoccupazione per il futuro, prevalente sulla legittima soddisfazione per la straordinaria impresa (+).

MOTIVATO DAL PROBLEMA (-) dello stadio da adattare alle norme del calcio professionistico. Non stringenti e soffocanti come quelle attuali, ma pur sempre onerose tanto da invitare alla massima prudenza gli amministratori comunali del tempo.

SONO CONVINTO CHE FU PROPRIO IL PATRON D’ALLORA a coltivare fin da quella data l’idea della negoziazione del titolo sportivo.

ORA PROBABILMENTE RIPRESA (ma negata) dai suoi successori. Ovviamente sottotraccia.

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Mauro Canil, presidente del Matelica

OCCORRE PERO’ l’argent.

CHE POTREBBE INVECE non essere fattore determinante nell’altra fondamentale opzione per resuscitare il calcio in città (+).

MI RIFERISCO AL MATELICA DI CANIL. Sta andando finalmente alla grande nel suo campionato (+).

SE DOVESSE VINCERLO, interessanti orizzonti potrebbero schiudersi a Macerata (+).

E SENZA METTERE MANO AL PORTAFOGLIO (+), consuetudine molto apprezzata fra i miei concittadini.



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