De Micheli alle Marche della rinascita:
‘Ci sono comunità in situazione post-bellica
ma no a un modello assistenziale’

SAN SEVERINO - Una giornata per riflettere sul futuro e sul dopo terremoto per il rilancio dei territori dell'Appennino ferito dal sisma. Esalta l'azione del governo il ministro De Vincenti: "Per la prima volta sono stati stanziati fondi per finanziare la ripresa delle attività produttive"
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L’intervento del commissario Paola De Micheli

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Una giornata per riflettere sulle Marche del futuro, sul dopo terremoto, trovando nuove strade tra istituzioni ed università, per il rilancio dei territori dell’Appennino ferito dal sisma, già vittime di una crisi ultradecennale, che ha tolto abitanti ed attività economiche. A San Severino sono intervenuti oltre cento persone, tra sindaci, assessori, consiglieri comunali, cittadini, studenti, imprenditori, che si sono confrontati su “Le Marche della Rinascita, Marche Resilienti” con studiosi, accademici, rappresentanti delle forze sociali ed economiche. Una lunga giornata di dibattiti e approfondimenti, al termine della quale è intervenuto il Ministro della coesione territoriale Claudio De Vincenti che dopo aver elogiato il progetto formativo organizzato dal Consiglio regionale, ha ricordato i provvedimenti fatti dal governo, anche in un’ottica di sviluppo futuro.
“Per la prima volta sono stati stanziati fondi per finanziare la ripresa delle attività produttive, una parte rilevante dei 13 miliardi e mezzo di euro già stanziati è dedicata alla ricostruzione economica”. E ha concluso con un invito: “Avete il compito di rispondere al dolore dell’autunno scorso pensando alle Marche del futuro, che sono radicate nella vostra storia. Le radici delle Marche sono il legno per costruire la nave del futuro e i protagonisti siete voi, noi saremo solo gli strumenti”.
20170929_161820-325x183Ospite attesa, arrivata dopo la consegna delle Sae a Pieve Torina il commissario alla ricostruzione Paola De Micheli. “Dobbiamo puntare allo sviluppo economico delle zone del cratere, in particolare nelle Marche, la cui area interna è la più colpita, ci sono tante comunità che definisco in una situazione post-bellica, dove tutto è raso al suolo. Dobbiamo selezionare le misure fiscali che hanno funzionato, abbandonare quelle misure riconducibili ad un modello assistenziale, per evitare di vedere tra la gente l’atteggiamento ‘mi accontento perchè me la cavo così’”. “Dobbiamo rendere operative tutte le norme e le ordinanze costruite nella prima fase dall’ex commissario Errani – ha proseguito De Micheli – con il sostegno del governo. Per la ricostruzione privata abbiamo l’esigenza di chiudere quanto prima la partita dei danni lievi, questa è una fase di formazione delle donne e degli uomini che entreranno nella sfida della ricostruzione. Dovremo poi preparare quelle norme necessarie ed utili, per accelerare la parte pubblica della ricostruzione”.
Nei centri più colpiti secondo il commissario “si devono ricostruire i luoghi culturali e sociali, pensiamo alle scuole, ai comuni, ai teatri, perchè le abitazioni private non sono sufficienti a riconnettere le comunità. Nella legge di bilancio i colleghi parlamentari potranno portare all’attenzione le istanze dei territori. Le norme sulla zona franca e il fisco Sud saranno rafforzate, poi c’è il tema della seconda lista del cratere, quella legata alla scossa del 30 ottobre, qui riapriremo i termini per rendere più accessibili alle imprese, le norme della zona franca”.
20170929_161652-325x183Per il presidente della Giunta regionale Luca Ceriscioli “è maturo il tempo per l’elaborazione dello sviluppo futuro, ci sono tutti gli strumenti e le risorse per guardare avanti con sguardo fiducioso e sereno. E guardare avanti, non significa smettere di guardare quello che accade intorno a noi”. Ricorda le scelte già fatte in chiave di investimento per il domani, come “il finanziamento delle seconde case, nell’ottica di cogliere quanto la ricostruzione dovesse essere anche ricostruzione economica”. Nelle Marche della rinascita, per Ceriscioli, ci sono investimenti per le strutture tecnologiche, come la banda larga, ma anche per i trasporti e i collegamenti, strumenti a favore delle imprese, attenzione all’ambiente e al lavoro”. “La sfida – conclude – sarà costruire la sommatoria di tutti questi percorsi, perché nessuno da solo potrà raggiungere l’obiettivo”.
La scelta di dedicare al tema della Rinascita la seconda edizione di #marcheuropa è stata spiegata dal presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo. “Il secondo ciclo – ha detto – non poteva non tener conto della drammatica novità del sisma che ha investito la comunità regionale. I cinque appuntamenti nelle aree interne offriranno un contributo di riflessione sul futuro di più di un terzo del territorio regionale, 87 comuni, circa 370mila abitanti. Oggi, nel dramma, si è aperta la possibilità di fare del centro Italia il laboratorio della messa in sicurezza dell’intero Paese. Non dobbiamo farci sfuggire questa occasione, occorre accantonare i campanilismi, lavorare in squadra, lasciare da parte le polemiche e costruire relazioni per realizzare progetti, per creare nuove opportunità di vita e di lavoro”. E ha terminato proponendo due cose da fare subito: “in tempi celeri una banca dati sugli effetti del sisma in tutta l’area del cratere e l’insediamento di un tavolo nazionale in cui le università e i centri studi territoriali e nazionali possano offrire proposte per nuovi sentieri di sviluppo”. L’assessore all’ambiente e alla protezione civile Angelo Sciapichetti disegna gli scenari presenti e futuri. “Siamo nel passaggio cruciale tra emergenza e ricostruzione, finché abbiamo 31mila persone fuori dalle abitazioni, non possiamo ancora parlare di ritorno alla normalità”. Ribadisce la promessa di “portare a termine entro fine anno il 90% delle Sae”, ma riconosce che questo non basta, perché il rischio è quello di creare “borghi scatole vuote”. “Nel futuro c’è la fase più complessa, quella della rigenerazione del territorio” – sottolinea Sciapichetti. Occorre stabilire una serie di priorità. Viabilità e servizi socio-sanitari sono al primo posto, a suo parere, ma serve anche “un riordino dal punto di vista istituzionale: la legge sui piccoli comuni è il primo passo concreto, ma dobbiamo avere il coraggio di andare oltre, i comuni possono iniziare un percorso di collaborazione nei servizi”.
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