Torna il Teatro della Comunità:
14 sere per costruire lo spettacolo
CIVITANOVA - Dal 17 al 31 agosto ai giardini Trovellesi di Fontespina il progetto internazionale ideato da Marco Di Stefano. Nessun copione prestabilito: saranno i partecipanti a creare l'opera finale, guidati dal regista e dalla coreografa Tanya Khabarova

Marco Di Stefano e Tanya Khabarova
Quattordici serate, nessun copione e una pagina completamente bianca da riempire insieme. Dal 17 al 31 agosto i giardini pubblici Tonino Trovellesi di Fontespina ospiteranno il ritorno del Teatro della Comunità, il progetto socio-artistico internazionale ideato e diretto da Marco Di Stefano che trasformerà i cittadini in protagonisti di un percorso creativo destinato a culminare con uno spettacolo aperto al pubblico.
L’iniziativa, giunta alla sua 113esima edizione e realizzata con il contributo e il patrocinio del Comune di Civitanova prenderà il via lunedì 17 agosto alle 20,30 nell’arena dei giardini Trovellesi. Il gran finale è in programma lunedì 31 agosto alle 21 con uno spettacolo a ingresso libero.
Da quarant’anni il teatro della Comunità attraversa il mondo con un format che ha fatto tappa in oltre venti nazioni e che ribalta il concetto tradizionale di laboratorio teatrale. Non esistono testi già scritti né ruoli assegnati in partenza: la drammaturgia nasce dall’incontro tra le persone, attraverso improvvisazione, ascolto, canto, lavoro sul corpo e condivisione delle proprie storie.
A guidare il percorso saranno l’attore e regista Marco Di Stefano e la danzatrice e coreografa internazionale Tanya Khabarova, che accompagneranno i partecipanti nella costruzione dell’opera finale, modellando gesti, movimenti e narrazioni emerse durante il lavoro collettivo.
L’obiettivo va oltre il teatro. Il progetto punta infatti a diventare uno strumento di partecipazione civica, inclusione e coesione sociale, offrendo uno spazio aperto a tutti, senza distinzioni, dove ciascuno può alternarsi tra protagonista, antagonista o parte del coro, sostenendo e venendo sostenuto dall’intera comunità.
«È la società ideale, quella che dovrebbe essere e non è: quattordici giorni per allenarci a partecipare, a lottare nella vita di tutti i giorni ed essere sempre più puntuali nell’affermare i diritti e i doveri di ogni singola persona nel mondo, al servizio della pace» – sottolinea il curatore Marco Di Stefano. Al di là della sua valenza teatrale, il progetto si configura come uno strumento pratico di educazione civica e coesione sociale. Rispondendo alle dinamiche contemporanee di isolamento e passività, il percorso stimola nei cittadini la sensibilità verso la cosa pubblica e il coraggio dell’intervento diretto di fronte alle difficoltà del prossimo. L’esperienza artistica diventa così un allenamento all’empatia e alla solidarietà quotidiana, ponendo le basi per una comunità aperta, multietnica e dialogante. L’appuntamento di Civitanova si inserisce in un profondo e consolidato legame con la regione: il Teatro della Comunità è stato infatti il motore centrale del festival internazionale di Teatro e Cinema di Amandola (19 edizioni) e di “Così vicino così lontano Macer-azione” a Macerata.