Occhio all’osteoporosi:
screening a “Casa amica”
per proteggere gli anziani
CAMERINO - L'iniziativa promossa dal reparto di Medicina interna dell'ospedale. I risultati degli esami saranno condivisi con i medici di famiglia

La residenza protetta Casa Amica
La Medicina interna di Camerino, diretta da Annamaria Schimizzi, ha promosso uno screening per gli ospiti della residenza protetta “Casa Amica” con l’obiettivo di individuare precocemente i principali fattori di rischio associati alla fragilità dell’anziano.
Prevenire una caduta, una frattura o un ricovero significa spesso preservare autonomia, benessere e qualità di vita. L’iniziativa mira ad individuare precocemente condizioni come la malnutrizione e l’osteoporosi, che aumentano significativamente il rischio di fragilità, perdita dell’autosufficienza, cadute e ospedalizzazioni. I medici del reparto effettueranno una valutazione strutturata degli ospiti utilizzando strumenti validati a livello internazionale integrati con dati clinici, parametri antropometrici ed esami di laboratorio. Sulla base dei risultati ottenuti saranno definiti percorsi personalizzati, che potranno comprendere interventi nutrizionali, programmi di attività fisica adattata, strategie di prevenzione delle cadute ed eventuali trattamenti farmacologici. Il monitoraggio proseguirà nel tempo attraverso controlli periodici, utilizzando strumenti innovativi quali le televisite dedicate.
Uno degli aspetti dell’iniziativa è il coinvolgimento attivo dei medici di medicina generale, che parteciperanno al percorso assistenziale in stretta collaborazione con i professionisti della medicina interna. Gli esiti dello screening saranno condivisi con i medici di famiglia, che contribuiranno alla definizione e al monitoraggio degli eventuali interventi diagnostici, preventivi e terapeutici. L’obiettivo è realizzare una presa in carico realmente integrata e continuativa dell’anziano fragile, valorizzando la collaborazione tra ospedale e territorio e garantendo continuità assistenziale nel tempo.
«Attraverso questa iniziativa la medicina interna di Camerino conferma il proprio impegno nello sviluppo di modelli di medicina d’iniziativa, capaci di anticipare i bisogni di salute e di intervenire prima che la fragilità si traduca in eventi clinici gravi» dice il direttore generale dell’Ast di Macerata Alessandro Marini.
«Casa Amica rappresenta un esempio concreto di come la prevenzione possa essere portata direttamente nei luoghi in cui vivono le persone più fragili – prosegue Annamaria Schimizzi, direttore della Uoc di medicina interna dell’ospedale di Camerino –. La piena adesione degli ospiti e dei loro familiari è per noi motivo di grande soddisfazione e conferma il valore di una medicina vicina alle persone e integrata con il territorio».
«Questo progetto innovativo e unico nel suo genere, una volta concluso, potrà essere esportato nelle altre strutture per anziani della provincia di Macerata e della Regione Marche, ringraziamo le dottoresse Schimizzi e Romina Alessandroni per aver scelto la nostra struttura per attuare questa importante iniziativa di monitoraggio e prevenzione delle fragilità degli anziani, pienamente in linea con la politica per l’invecchiamento attivo portata avanti dalla governance della Fondazione Casa Amica. Invecchiamento attivo significa invecchiare in salute e poter vivere la terza età in modo inclusivo, consapevole e partecipato» commenta Angelo Montaruli, presidente della Fondazione Casa Amica.
«Ancora una volta Schimizzi – chiude il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli -, insieme a tutta la sua Unità Operativa, si mette a disposizione della città e del territorio con un’iniziativa di prevenzione. Il progetto che l’amministrazione comunale, la Fondazione Casa Amica e l’Ospedale di Camerino stanno portando avanti insieme è un servizio apprezzato e di fondamentale importanza, perché punta sulla prevenzione prima che si manifestino situazioni di particolare gravità o acuzie nell’anziano. È l’ennesima dimostrazione di come sanità, sociale e amministrazione pubblica lavorano insieme per realizzare progetti sperimentali, capaci di portare benefici concreti a chi usufruisce dei servizi e vive la nostra città e il nostro territorio».