Sciopero alla Ghergo:
“Dopo il sisma, dipendenti al freddo”

MATELICA - In attesa del piano industriale promesso ai 350 dipendenti entro il 28 novembre la proprietà non ha provveduto a sistemare la parte dello stabilimento lesionata dal terremoto del 26 ottobre. I sindacati: "L'azienda non ha appaltato ancora i lavori per il ripristino dei capannoni, le condizioni climatiche sono proibitive"

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Lo sciopero dei lavoratori

Lavoratori della Ghergo in protesta (foto d’archivio)

 

Sciopero di un’ora questa mattina per i lavoratori della Ghergo di Matelica. Braccia incrociate negli ultimi 60 minuti del turno per ottenere l’immediata ristrutturazione della porzione di capannone crollata dopo il sisma del 26 ottobre e del ripristino dell’ordine del nuovo impianto di verniciatura al centro del piano di rilancio della produzione. “Per garantire continuità produttiva si continua a lavorare in condizioni climatiche proibitive – dicono in una nota Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm – L’azienda, a distanza di 20 giorni dal crollo, ancora non ha assegnato l’appalto per i lavori di ripristino del perimetro dei capannoni agibili e destinati alla produzione, al fine di rendere nuovamente sostenibili le condizioni di lavoro. Il sacrificio e l’attaccamento all’azienda dei lavoratori viene del tutto vanificato dalla recentissima scellerata decisione del nuovo cda di annullare l’ordine del nuovo impianto di verniciatura, fulcro del progetto di rilancio produttivo del sito di Matelica, frutto di lunghe trattative e della lotta dei lavoratori”.

Ore di attesa anche per la presentazione del nuovo piano industriale promesso dalla proprietà ai 35o lavoratori degli stabilimenti di Matelica, Sassoferrato e Porto Recanati e alle rappresentanze sindacali lo scorso 4 novembre, durante l’ultimo incontro in Regione alla presenza dell’assessore Loretta Bravi (leggi l’articolo). Il piano prevederebbe il mantenimento degli accordi sindacali in essere e le prospettive di investimento e dovrà essere presentato entro il 28 novembre. Intanto a Porto Recanati i sindacati denunciano: “Continua lo spreco dell’ammortizzatore sociale richiesto e non condiviso dalle organizzazioni sindacali, teso unicamente a confermare liste di prescrizione di lavoratori non graditi all’azienda. Cresce anche la preoccupazione rispetto a lavorazioni che potrebbero essere effettuate dai lavoratori dello stabilimento e che invece vengono sistematicamente, in costante aumento e senza reale efficacia, assegnate a ditte esterne, con perdita di competenze e valore aggiunto in pieno contrasto con i dichiarati impegni di percorsi di formazione e riqualificazione dei dipendenti”.

(Cla. Ri.)


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