Consiglio comunale senza sosta,
ParkSì verso l’approvazione
con i dubbi del segretario Pd

MACERATA - Il voto slitta a domani. Maggioranza compatta con le eccezioni di Bruno Mandrelli (voterà no) e di Paolo Micozzi: "Mi asterrò, sono perplesso sul prezzo e sulla gestione dei contratti degli attuali dipendenti Saba. Una patata bollente che ricadrà su Apm". Riccardo Sacchi (Fi): "L’acquisto di una patacca a peso d’oro". Anna Menghi: "Il momento peggiore per spendere tutti questi soldi"
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I banchi del Pd, al centro in prima fila il segretario Paolo Micozzi

 

di Federica Nardi

(Foto di Lucrezia Benfatto)

Pomeriggio di discussione in Consiglio, slitta a domani la decisione definitiva sull’acquisizione del Parksì. Anche oggi il numero legale è arrivato dopo 30 minuti dalla prima campanella, al secondo appello. Il sindaco Romano Carancini si è presentato a discussione avviata. Fiume di interventi della maggioranza a firma Pd. Un dibattito che, dopo l’exploit in apertura di ieri che ha contrapposto primo cittadino e Cherubini (M5s) sull’esposto “preventivo” presentato dal Movimento sulla delibera in discussione (leggi l’articolo), si è attestato oggi su toni decisamente più pacati, aprendo la strada alla votazione di domani che, al momento, si annuncia favorevole anche se con un minimo scarto. E che arriverà dopo la discussione degli emendamenti e di un ordine del giorno presentato da Marchiori (Forza Italia). Sulla maggioranza peserà domani il no di Bruno Mandrelli (Pd) e l’astensione del segretario maceratese del partito Paolo Micozzi, che oggi, a titolo personale, si è detto «perplesso sul prezzo e sulla gestione dei contratti degli attuali dipendenti Saba. Una patata bollente che ricadrà su Apm». No secco dall’opposizione, le altre forze politiche, Pd compreso, danno il loro endorsement al piano della Giunta.

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La giunta Carancini durante Il Consiglio

COSA CAMBIA – Se la delibera passerà la prova del voto domani si ripenserà il piano della sosta in città con l’apertura del Parksì 24 ore al giorno, tutti i giorni e un’unica tariffa oraria e unico orario di apertura per i parcheggi Sferisterio, Garibaldi, Parksì. La tariffa dalle 8 alle 19 sarà di 0,70 euro l’ora per un massimo di 3 euro al giorno. Previste anche forme di abbonamento uniche per tutte le strutture (18 euro mensili, 50 trimestrali, 90 semestrale e 162 annuale) con pagamenti on line o tramite cassa automatica.

IL SINDACO DA’ LE CIFRE   – Un piano che Romano Carancini rivendica ma non a titolo personale. «È stata una scelta partecipata e non obbligata. Non vince nessuno, questo Consiglio vota una visione di città. Abbiamo visioni completamente diverse – dice rivolto a Sacchi – ma questo è parte della discussione. Non siamo i migliori ma stiamo procedendo in una direzione e a questo piano non credo io solo ma una maggioranza». Sui toni di ieri commenta «sono così, non ce l’ho con nessuno. Non è vero che abbiamo condizionato chi vuole votare no, al contrario ci siamo voluti confrontare». E a Maurizio Mosca, che lo accusava di una fretta sospetta, replica: «non è vero, il percorso stato più lungo del previsto, molto discusso, non univoco e non condizionato dai partiti». Il punto centrale, però, resta «l’aspetto economico», e spiega che «quel milione e 550mila euro è il valore che Apm ha considerato in termini di sostenibilità e parte dal valore contabile ancora da ammortizzare (circa 2 milioni e 800 mila euro). Da questa cifra si scontano le perdite della Saba, che si accolla la perdita. Apm è in grado, tramite azioni tese a far rientrare le macchine, di azzerare quella perdita. La municipalizzata oggi ha un utile di circa 200mila euro netti. La Saba con 300 posti non ha la massa critica per avere un utile, mentre l’Apm avrebbe 3mila stalli complessivi e lì entrerebbe in gioco un’economia di scala». Sull’indebitamento del Comune: «è falso affermarlo – dice Carancini – Apm è una società e quello è un investimento, per il Comune si tratta solo di un “costo passante”, facciamo da tramite». Il Parksì vuole diventare «un punto di riferimento per evitare a chi parcheggia di farsi sette volte il giro delle mura».

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Bruno Mandrelli (Pd) parla con Andrea Marchiori e Riccardo Sacchi (Forza Italia)

IL FRONTE DEI NO – Ma sul piano economico non tutti sono d’accordo. A partire da Micozzi: «Nel programma si parlava di riprendersi il Parksì a condizioni favorevoli e qui ho le mie perplessità. Anche se il piano generale merita interesse per lo sviluppo della città mi avrebbe fatto più piacere che questo valore economico fosse stato determinato da un soggetto terzo. La seconda perplessità e sul rapporto con il personale della Saba. Lo scorso febbraio Apm ci diceva che l’operazione era possibile ma il rapporto con i dipendenti doveva essere definito prima del subentro della municipalizzata. Invece così questa patata bollente passa ad Apm che dovrà risolverla transattivamente». Riccardo Sacchi, dai banchi dell’opposizione, definisce l’operazione «l’acquisto di una patacca a peso d’oro. Se passa la delibera avrete esposto l’ente locale per 3 milioni di euro sul Parksì che si aggiungono ai 4 milioni di euro sulle piscine. Ci sono problemi molto più grandi: la crisi economica, il terremoto, le piscine che non si realizzeranno. La priorità di questa amministrazione è spendere 3 milioni per questa operazione? Anche Perticarari l’ha definita un “dramma economico”». Andrea Marchiori rimarca il dissenso: «Voi non potete costringere la partecipata a fare questo tipo di investimento con il Consiglio comunale che si sostituisce al consiglio di amministrazione. È inaccettabile». E tira in ballo il ruolo dell’avvocato Alessandro Lucchetti, autore del parere secretato allegato alla delibera: «Compariva anche in un’altra delibera sulle piscine fatta senza interpellare il Consiglio né le commissioni. La Giunta quando tratta questioni spinose o fa la transazione in fretta e furia oppure porta la delibera, come in questo caso, facendo intendere che votando no il consigliere dissenziente di espone a un rischio». Anna Menghi incalza: «È chiaro che questa operazione doveva passare a tutti i costi, lei sindaco ha più sfrontatezza che coraggio. Sono soldi pubblici, 1 milione e mezzo di euro ed è il momento peggiore per spenderli. Non si può che essere contro».

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Caterina Rogante

 

IL FRONTE DEI SI’ – Tolte le eccezioni di Mandrelli e Micozzi, la maggioranza si presenta compatta in tutti gli interventi. «Abbiamo un bene – dice Ninfa Contigiani – Lo lasciamo deperire o lo vogliamo riprendere in mano e sistemarlo nell’ottica di un’idea di più ampia? Governare significa assumersi rischi, responsabilità e sui rischi c’è un piano finanziario. Poi dovremo vegliare sui risultati e controllare che tutto vada nel verso giusto». David Miliozzi (Pensare Macerata) propone di «rendere gli autobus più efficienti con strutture che prendano passeggini e bici. Ma ad oggi il Parksì è un animale ferito che va curato». Così anche il Pd con Caterina Rogante, «di questo progetto vanno analizzate le condizioni favorevoli per i cittadini», Alessia Scoccianti, Renato Rocchi, Paolo Manzi, Paola Ottaviani e “Città di tutti” dove per il sì sono Enrico Marcolini e Marco Menchi (Città di tutti), che dice: «in questo momento è la soluzione più rapida e funzionale per risolvere problemi di traffico e mobilità».

 

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Romano Carancini

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Paolo Micozzi

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Roberto Cherubini

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Enrico Marcolini

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Anna Menghi

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Paolo Renna

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Riccardo Sacchi

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Ninfa Contigiani

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Andrea Marchiori

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Alessia Scoccianti

 



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