Maceratese in vendita, Tardella:
“Felice di cedere,
attendo proposte concrete”

LEGA PRO - La numero uno della società a tutto campo nella conferenza stampa dopo la sconfitta con il Pordenone: "Penso di essere stato il presidente più vincente ma quando l'avvocato Nascimbeni mi chiamerà, in presenza di offerte affidabili, andrò da lui e si potrà fare il passaggio"
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Giunti-Tardella

L’allenatore della Maceratese Federico Giunti e la presidente della società biancorossa Maria Francesca Tardella

 

di Sara Santacchi

(foto di Lucrezia Benfatto)

«Non è una sconfitta che cambia la filosofia quindi Giunti resta dov’è». La presidente Maria Francesca Tardella calma subito le voci su un possibile esonero, derivate da un po’ di ritardo nell’arrivo in sala stampa dopo la sconfitta della Maceratese subìta all’Helvia Recina dal Pordenone (leggi l’articolo). Inevitabilmente, oltre alla partita, l’argomento della giornata non può che essere quello riguardante una possibile vendita della società, verso la quale ci sarebbe l’interesse di un acquirente toscano che oggi avrebbe mandato qualcuno del suo entourage in tribuna. «Allo stadio sono arrivata da sola e vado via da sola – chiarisce subito la numero uno della società – L’avvocato Nascimbeni ha l’incarico di vendere la Maceratese: se e quando le proposte che ci sono state fatte da più parti arriveranno sarò felice di vendere. Ho sentito tante voci e da più parti che tendono solo a destabilizzare un ambiente e adesso non è il momento: ne risentono i giocatori, l’allenatore e lo staff. E’ evidente – continua – che quando una curva fa un comunicato come quello che è stato fatto bisogna prenderne atto, ma la prendo come un’opinione».

La presidente della Maceratese durante la conferenza stampa

La presidente della Maceratese durante la conferenza stampa

Un chiarimento a tutto tondo quello della Tardella che puntualizza: «Con poca modestia penso di essere stata il presidente più vincente della Maceratese. Se avessi fatto sei anni di seguito con le stesse persone allora avrei potuto parlare di fortuna, ma io ho avuto il coraggio di fare delle scelte, ho il merito di aver lanciato allenatori come Magi e Bucchi a livello nazionale, assumendomi responsabilità che mi sono anche pesate. Quando è andato via Magi sembrava una catastrofe, invece siamo arrivati terzi in un campionato di Lega Pro. La fortuna ha una buona dose in tutto ciò –  sottolinea la presidente – ma lo attribuisco anche a una certa competenza. Avrò un caratteraccio, ma mi informo, vivo praticamente in sede. Ci ho messo l’anima per la Maceratese. Quando l’ho presa era una società allo sbando. Anche se con tutti i miei difetti, ne ho molti e me ne riconosco tanti. Però so riconoscere le persone quando sono oneste e corrette. Il mio futuro è con la Maceratese. Spero di averlo più sereno rispetto al passato perché ho avuto angosce importanti e sul futuro della società sarò io a scegliere. Io voglio il bene della società, l’ho sempre amata”.

Stambazzi

Il diesse della Maceratese Gianluca Stambazzi

Su quali debbano essere le condizioni per l’eventuale vendita risponde: «Quando arriveranno proposte affidabili allora l’avvocato Nascimbeni mi chiamerà, io andrò da lui e si potrà fare il passaggio. Sono un consigliere di Lega, come non potrei cercare l’affidabilità. Quando dico che il mio futuro è con la Maceratese è perché chiunque volesse comprare credo che avrà comunque bisogno anche della mia persona e organizzazione – precisa – Poi certo se quel qualcuno arriva, mi ringrazia e decide di andare avanti senza di me io rispetterò la sua posizione: comprate le mie quote ne avrebbe il diritto e nella vita farei tante altre cose come ho sempre fatto». Tornando al calcio giocato, la presidente Tardella analizza la gara insistendo sull’utilizzo dei giovani: «Abbiamo preso tre gol su quattro da palle inattive, il che mi preoccupa perché i dettami della società sono molto chiari: largo ai giovani. Abbiamo visto nelle scorse partite quanto sono stati decisivi, Palmieri ha cambiato l’inerzia della partita e mi aspettavo di vederlo in campo fin dall’inizio. Mi auguro che si riesca a comprendere il nostro intento: salvarci e far crescere giovani”. Un ultimo chiarimento anche sull’aspetto riguardante l’incertezza della gara a porte chiuse o aperte: “Fifa Security, pur essendo stata pagata nei termini stabiliti, ha deciso di non svolgere più servizio. In una settimana abbiamo dovuto risolvere anche questo problema. Siamo stati fino alle 2 qui ieri sera. Nonostante questo oggi eravamo qui, l’abbiamo giocata a porte aperte e questo ha necessitato un grande impegno. Qualcuno che lavora dietro a tutto questo c’è. Oggi sono partite cinque squadre del settore giovanile».

Federico Palmieri durante la conferenza stampa

Federico Palmieri, entrato nella ripresa del match contro il Pordenone

Un commento prettamente tecnico quello dell’allenatore della Maceratese Federico Giunti: «Tra le squadre affrontate finora, il Pordenone è senza dubbio la più forte e secondo me se la giocherà con Venezia e Parma. I punti contano – continua – quindi prima si incamerano e meglio è. Il rammarico è di essere andati in vantaggio e non aver avuto la forza di lottare come se fossimo ancora sullo 0-0. Certo, ci sta che nello scontro uno contro uno loro potevano vincere, però potevamo farcela. Poi sono ripassati in vantaggio, abbiamo ottenuto il pareggio, ma sui calci d’angolo paghiamo qualche centimetro e lì non possiamo farci nulla. L’inerzia della partita verteva dalla nostra parte e la sconfitta dispiace ancora di più per questo motivo. Dobbiamo rimboccarci le maniche. Dimentichiamoci degli errori, ci lavoreremo sopra e da lunedì lavoreremo per la gara con il Fano. Quella è la gara a cui noi dobbiamo guardare». Morale comprensibilmente basso per l’attaccante Federico Palmieri che ammette: “Sul finale ci ho provato, ma il rigore non c’era, era tutto regolare. Che fosse una squadra di grande spessore, il Pordenone, lo sapevamo, l’anno scorso ha fatto benissimo ed è rimasta quasi la stessa. Noi potevamo stare più attenti e portare a casa qualcosa di buono. Dà fastidio pensare che nel secondo tempo, sul 2-2, sembrava che potessimo farcela”.



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