I cinesi compreranno Macerata
al centro commerciale di Taicang
OCCHI A MANDORLA - Comune, Confindustria ed Ex.it hanno raccontato i risvolti della missione orientale. Nei piani dello scambio economico e culturale outlet con le tipicità del territorio, scambi tra scuole e società calcistiche e l'esportazione della lirica. Il sindaco Carancini: "Si stanno convertendo in una città giardino e guardano ai nostri risultati nelle classifiche nazionali"

Alferio Canesin, Su Sue, Romano Carancini e Dario Marcolini nel municipio di Macerata

Alferio Canesin, Andrea Passacantando, Stefania Monteverde, Romano Carancini e Simona Reschini raccontano la spedizione a Taicang
di Claudio Ricci
Cultura, impresa, turismo e calcio. Quattro punti cardinali per tracciare la rotta per Taicang, fiorente porto industriale a 60 chilometri da Shangai nel sud della Cina. Ad imbastire quello che già si preannuncia come un fattivo interscambio che potrebbe portare benefici culturali a Macerata e provincia sono state l’amministrazione comunale, Confindustria ed Ex.it azienda speciale della Camera di Commercio. L’occasione: «Un viaggio nato da una casualità – spiega il sindaco Romano Carancini – grazie al rapporto di amicizia tra il responsabile dell’area Tecnica del Comune Dario Marcolini e Su Sue rampante manager originaria di Taicang innamorata di Macerata e della sua storia».

Il sindaco Romano Carancini omaggia la manager di Taicang Su Sue
Il rapporto Macerata-Taicang è già ben definito nei piani dei quadri dirigenti della città orientale. Il progetto è quello di realizzare oltre ad outlet, anche un grande centro commerciale che metta in vetrina nella ricca città (tra i 40 porti più importanti del mondo) tutte le tipicità del territorio maceratese. «Una missione che è un investimento sul lungo periodo come possono esserlo strade e scuole – ha sottolineato l’assessore alla Cultura Stefania Monteverde, membro della spedizione – Le spese sono state coperte al 70% da Taicang. Noi abbiamo pagato solo la trasferta».

L’assessore alla Cultura Stefania Monteverde durante il viaggio in Cina
«Crediamo che gli orizzonti di questo rapporto potranno essere positivi – ha continuato Carancini – Ad aprile una delegazione di Taicang farà visita a Macerata e alla provincia. Dopo il boom economico si sono trovati a scegliere se ripensarsi in termini di qualità della vita. Nel loro museo del futuro abbiamo visto il modello di città che immaginano tra 10 anni. Vogliono costruire una città-giardino alternativa alla vicina Shangai. E in questo si sono dimostrati particolarmente interessati al nostro modello e ai nostri primati nazionale nell’ecosistema urbano e nella qualità della vita. A luglio il sindaco Shen Me ha espresso l’intenzione di venire a trovarci in occasione della stagione lirica». Un’operazione che l’amministrazione spera possa portare i buoni frutti raggiunti nell’internazionalizzazione avviata con la Russia per lo Sferisterio e promosso con i video del contest “I love Macerata” organizzato da Cm Comunicazione con il patrocinio del Comune (guarda il video). Oltre a scambi interculturali tra le scuole e a pacchetti turistici incentrati su Macerata proprio la lirica farà la parte del leone sul piano culturale.

L’incontro isituzionale, al centro i sindaci Romano Carancini e Shen Mi

L’assessore Stefania Monteverde sottoscrive il patto con la collega cinese Lu Yan
«L’obiettivo è quello di esportare le produzioni dello Sferisterio a Taicang e viceversa accogliere qui i loro spettacoli – precisa Monteverde – Un tema che tra l’altro si lega perfettamente alla stagione lirica 2017 intitolata all’Oriente». Alle basi del rapporto anche lo sport: «Hanno una passione particolare per il calcio italiano. Il loro obiettivo è educare i giovani a questo sport realizzando nei prossimi anni 30mila nuove società sportive a livello nazionale. Solo Taicang conta 1.200 iscritti a società calcistiche. Lo scopo è fare esperienze con allenatori italiani e magari maceratesi nella loro città. Con la Robur stiamo lavorando per ospitare dei ragazzi per un campus quest’estate».

Pranzo diplomatico il sindaco Carancini siede al fianco di Su Sue
Nella valigia della spedizione maceratese anche prodotti di pelletteria, artigianato locale, olio, biologici e vino. «Abbiamo incontrato i direttori del settore commerciale del Comune – racconta Simona Reschini, presidente di Confindustria giovani Macerata – Sono interessati alla costruzione di outlet, e-commerce e alla costruzione di un centro di distribuzione in cui i prodotti italiani e in primis quelli del maceratese possano inserirsi». «Macerata ha conquistato Taicang – commenta il vice presidente di Ex.it Andrea Passacantando – anche per il settore agroalimentare. Abbiamo parlato di brand e target di consumatori presentando concretamente i nostri prodotti come olio vino e biologici promuovendo il territorio nella sua totalità».

Il responsabile dell’area tecnica Dario Marcolini grazie a cui si è creata l’opportunità dell’incontro

Uno scorcio di Taicang

La partita di calcetto tra Macerata e Taicang

La proiezione dei video promozionali di Macerata
Mi si consenta una battuta: la prima parte del titolo è inquietante: “I cinesi compreranno Macerata”… 🙂
Forse potrebbero comprare loro il Park Sì, così ci risolverebbero un bel problema. Di certo, se così fosse, e considerando quanto sono accorti e avveduti i cinesi negli affari, riuscirebbero a chiudere la questione con un prezzo d’acquisto ben lontano dai due milioni di euro dei quali si sta parlando.
@ Giuseppe Bommarito
Gli imprenditori cinesi non sono mica stupidi.
Se decidessero di buttarsi sul Park Si chiederebbero di essere pagati per gestrlo, non di pagare.
Dopo mezza Civitanova, compreranno anche Macerata. Addio all’orologio in plastica con tutti li pupazzi, addio al trenino, addio a Carancini, addio all’Atene delle Marche. Scrivete una cartolina di tanto in tanto.
I Cinesi sono il contrario di certe donne: dicono sì, ma intendono no e si meravigliano se l’altro non capisce, laddove alcune donne dicono no, ma intendono sì e si meravigliano se l’altro non capisce. Non è questa diplomazia, se non addirittura triplomazia?
La rotta per Taicang è tracciata: le spese per la spedizione ce le hanno coperte al 70%; oltre a olio e vino all’outlet compreranno anche Macerata; esporteremo in questo fiorente porto industriale le produzioni dello Sferisterio e viceversa (?); nel costruire la loro alternativa a Shangai seguiranno i nostri primati nazionali… Il difficile ora sarà vendergli quei meteoriti bianchi piovuti su corso Matteotti direttamente da Eutopia la cui permanenza rischia di compromettere le classifiche del Sole 24 ore ma visto che stanno costruendo una città-giardino e sono così interessati al nostro modello un qualche spazio per quei cosi potrebbero pure trovarlo.
Ve lo siete votato il PD?
Tenetevi pure i cinesi…
Per Bommarito. Insomma un Park Sì per mille rik-sciò.
Per Rapanelli. Alla sinistra la Cina, alla destra Taiwan.
Evidentemente chi commenta negativamente ha la pancia piena,per molti altri non si porrà proprio il problema di dove vengano i soldi purchè arrivino.Siamo un popolo”PRONO” da sempre verso tutti e ora vogliamo essere schizzinosi,proprio ora nel pieno di una crisi profonda che non da segni di cedimento.Ma mi faccia il piacere!Gli Americani nel ’45 ci invasero con sigarette e cioccolate i Cinesi spero lo facciano con lo Yen.
Per dare un’idea della forte aspettativa che s’è creata basti dire che a Taicang hanno appena coniato un neologismo: Macelatopia.
Quando entra in gamba tesa dio denaro molti politici dimenticano la democrazia, il pluralismo, i diritti civili e sindacali.
…………e furono mille papaveri rossi.