Parcheggi Ceccotti,
Legambiente diffida il Comune

CIVITANOVA - Al centro della questione quello che per gli ambientalisti sarebbe un atto illegittimo. Vale a dire il braccio di ferro fra Palazzo Sforza e la società Depositi e Vendite che ha portato alla delibera, che si chiede di ritirare (quella del 17 dicembre), con cui si afferma che l'area è di "uso pubblico" e non un'area "pubblica"
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ex ceccotti mentre fanno i lavori walter montanari

L’ex Ceccotti durante i lavori

 

Da sinistra Roberto Gaetani e Giorgia Belforte di Legambiente e Amedeo Regini

Da sinistra Roberto Gaetani e Giorgia Belforte di Legambiente e Amedeo Regini

 

Una diffida al Comune per la questione dei parcheggi nell’area Ceccotti. A firmarla è Legambiente con la referente locale Giorgia Belforte e l’avvocato Roberto Gaetani. Al centro quello che per gli ambientalisti sarebbe un atto illegittimo, ovvero il braccio di ferro fra Comune e società Depositi e Vendite che ha portato alla delibera (del 17 dicembre) con cui si afferma che l’area è di “uso pubblico” e non un’area “pubblica” tout court. Una sottile differenza a livello lessicale, ma enorme come significato tanto da essere, secondo l’avvocato Gaetani, fondamentale per gli esiti futuri di quel comparto. Legambiente chiede che il documento venga ritirato. Tutto comincia nel 2003 quando il Comune si esprime sui parcheggi e prende accordi con la Terzo Millennio, la società che in quel momento sta costruendo ed edificando tutto il comparto. In quella data le imprese che fanno capo alla società si impegnano a realizzare in due fasi un parcheggio multipiano come opere per la realizzazione dell’edificato. In attesa di realizzarlo però il privato si impegna a realizzare un parcheggio pubblico a raso depolverizzato come area standard. Grazie alla realizzazione del parcheggio viene consentito alla società di realizzare le prime palazzine, quelle attualmente edificate. E così per circa 10 anni il parcheggio viene utilizzato gratuitamente dai civitanovesi. La Terzo Millennio, poi divenuta Prica (leggi l’articolo) però lo scorso anno fallisce e la Depositi e Vendite partecipa all’asta fallimentare a Roma e si aggiudica il lotto “ereditando” anche la situazione attuale dei parcheggi. E’ a questo punto che inizia il braccio di ferro col Comune: la società vuole realizzare la depolverizzazione e fare un parcheggio a pagamento a raso, ma il Comune si oppone e con un’ordinanza in autotutela ribadisce che quell’area ha come destinazione parcheggio pubblico e assolve un obbligo assunto dalla precedente proprietà come contropartita della lottizzazione. Salvo poi fare un passo indietro con la delibera del 17 dicembre nel quale si spiega che il parcheggio è “ad uso pubblico” e prende nuovi accordi con la proprietà. «Con la delibera in sostanza quel parcheggio diventa privato – sostiene l’avvocato Gaetani – e la parte già edificata diventa illegittima in quanto rinunciando all’area del parcheggio rinuncia anche agli standard per il comparto già edificato. La delibera quindi è illegittima e riconosce una proprietà privata quando c’è una convenzione del 2003 che sebbene firmata dalla società fallita rimane in carico all’acquirente». Inoltre per quell’area sono state presentate tre comunicazioni di inizio lavori, una delle quali riguarda l’ex consorzio agrario che ha destinazione d’uso commerciale. Nella diffida gli ambientalisti sottolineano che: «Non esistono i presupposti giuridici per le tre comunicazioni d’inizio attività dovendo gli spazi pubblici essere riportati all’attuale destinazione di parcheggio pubblico in attesa del piano particolareggiato». Un ulteriore problema per quell’area che da oltre un ventennio aspetta di trovare una soluzione e che è in attesa di veder realizzato il progetto dell’architetto Polci di urbanistica partecipata: «Torniamo a chiedere che venga portato con urgenza in consiglio comunale il piano Polci- afferma Amedeo Regini di Cittaverde – non c’è motivo per rinviare».



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