Salvataggio Banca Marche,
il grido dei piccoli azionisti:
“Siamo 43mila truffati”

SPECIALE/7 - Le voci di chi si è visto azzerare i soldi che aveva in Bm. C'è chi non dorme più la notte, ci sono famiglie rimaste senza risparmi. "E' stata peggio di una rapina, il governo ha decretato il suicidio assistito". Un pensionato di Osimo: "Domenica mi è cascato il mondo addosso". Intanto Adiconsum annuncia che proseguirà il percorso giudiziario e cercherà strategie per la conversione di azioni e obbligazioni subordinate
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Un'assemblea dei piccoli azionisti a Jesi (foto di repertorio)

Un’assemblea dei piccoli azionisti a Jesi (foto di repertorio)

di Alessandra Pierini

«E’ una truffa gigantesca». Sono questi i termini con cui piccoli azionisti e obbligazionisti di Banca Marche commentano l’operazione di salvataggio dell’istituto marchigiano che ha comportato l’azzeramento dei loro titoli (leggi l’articolo). Preso atto di quanto accaduto, in tanti da tutta Italia hanno contattato Cronache Maceratesi per saperne di più ma soprattutto per sfogarsi, per esprimere la loro profonda delusione e per annunciare che faranno tutto il possibile per far valere i loro diritti. dal pensionato che non dorme la notte per aver perso i suoi risparmi all’investitore privato che studia una soluzione passando in rassegna i precedenti, dall’imprenditore all’investitore professionale: sono solo alcuni dei 43mila che dall’oggi al domani si sono trovati in mano carta straccia, dopo il decreto che il governo Renzi ha approvato domenica pomeriggio.

LE TESTIMONIANZE DI AZIONISTI E OBBLIGAZIONISTI – «E’ stata peggio di una rapina – esordisce Giuliano Nardino, anconetano, in prima linea nella vicenda Banca Marche attraverso i commenti su Cronache Maceratesi – il governo ha decretato il suicidio assistito. La banca era tecnicamente fallita e ci guadagneranno solo coloro che sembrano benefattori ma in realtà hanno profondi interessi». Nardino ripercorre gli ultimi anni e guarda al futuro: «Secondo me il peccato originale spetta alla Fondazione di Macerata che si è opposta a vendere la banca quando era il momento. La situazione che si è creata ora è paradossale: la banca è stata salvata ma in  questo modo erano buoni tutti, nel decreto del governo non si parla di cessione della banca ma di attivi e passivi quindi la Nuova Banca Marche si può intendere come prosecuzione della vecchia. Si accollerà quindi le richieste di risarcimento che sicuramente partiranno ora che il danno è definito? Non capisco poi in futuro chi potrà continuare a dare fiducia a Banca Marche». Non manca la critica ai commissari di Banca d’Italia: «Hanno continuato a tranquillizzare gli investitori per poi farci arrivare a questo punto».

Foto d'archivio

Foto d’archivio

E’ un fiume in piena Mariano Giuliodori, ragioniere in pensione di Osimo, nello spiegare le sue ragioni. «Mi ritengo truffato dal 2012 in poi. Solo l’anno scorso, visto che la banca diceva di essere in utile, ci ho buttato altri 10mila euro. Ora è come se Renzi mi avesse strappato le mie azioni in faccia. Domenica mi è cascato il mondo addosso. Tra l’altro io non sono uno di quelli nelle condizioni peggiori, ci sono intere famiglie col sedere per terra». Giuliodori non risparmia nessuno, governo, commissari, Banca d’Italia e gli altri istituti coinvolti nell’operazione: «Perchè le altre banche tirano fuori mezzo miliardo di euro se in passato non avevano voluto saperne niente? Chi dice che questo prestito non è garantito dallo Stato? Perchè il governo è intervenuto?».

Fare di tutto per riavere i suoi soldi è diventata una questione di principio per Claudio Pizzi, imprenditore di Ancona che precisa: «Sono un piccolissimo azionista ma comunque, come tutti gli altri, ho subito una bella truffa. Qualche bugia ce l’hanno raccontata perciò se ci sarà un’azione contro i responsabili sarò in prima fila».

L'assemblea degli azionisti Banca Marche (foto di repertorio)

L’assemblea degli azionisti Banca Marche (foto di repertorio)

C’è poi Giovanni, pensionato di Sassoferrato (preferisce non comparire con nome e cognome) che racconta la sua storia: «Non sono uno speculatore – spiega – ho acquistato le obbligazioni nel 2010 su suggerimento della mia filiale. Ho subito il deprezzamento continuo finchè, nel 2014, non sono state bloccate. La banca ci diceva che in questo modo voleva preservare gli investitori e ci ha sempre rassicurato tanto che a settembre ha rimborsato a tutti un’obbligazione scaduta. Fino a domenica ero tranquillo, ora non dormo la notte».

Non contesta il fatto di aver perso i suoi soldi, Filippo, investitore professionale di Roma: «L’Argentina dopo il default ha restituito agli investitori il 40 per cento, in Germania dopo la bancarotta dell’Eurotecnica è stato restituito a tutti il 20 per cento. Il caso dello zero restituito da Banca Marche non è mai avvenuto. Governo e Bankitalia hanno spolpato la vecchia Banca Marche, applicando un tasso di copertura dell’85 per cento e scaricando le perdite su noi azionisti e obbligazionisti». L’investitore se la prende anche con il presidente della Regione Luca Ceriscioli (leggi l’articolo): «Stanno cercando di spostare l’attenzione sul fatto che chi acquista obbligazioni lo fa in un’ottica speculativa. Parlano insomma di un fattore di rischio ma non è assolutamente così». Filippo propone anche un’azione di ristoro verso i 43mila che ci hanno rimesso i loro risparmi: «Mi piacerebbe che la banca adottasse un’azione di ristoro, che è possibile e permessa dalla legge, con un rimborso commisurato al prezzo d’acquisto per tutti».

Francesco, investitore privato, ci ha contattato da Pavia per sollevare un’altra questione: «Il governo, nel varare il decreto in fretta e furia, non ha tenuto conto del fatto che non può avere effetto retroattivo su contratti stipulati in precedenza. Quanto fatto si basa  su criteri di incostituzionalità».

L'incontro Adiconsum su Banca Marche

L’incontro Adiconsum su Banca Marche

ADICONSUM: “I RISPARMIATORI SONO STATI GLI UNICI A PAGARE” – E’ troppo alto, secondo l’Adiconsum, il prezzo pagato dai 43mila piccoli azionisti e possessori di subordinate, oggi gli unici a pagare, per evitare il fallimento di Banca Marche. «Inconsapevolmente  – scrive l’associazione che tutela i consumatori – i primi si sono visti azzerare azioni e gli altri fino alla fine hanno riposto le loro speranze in un’azione di salvataggio che tutelasse i propri risparmi. Un risparmio, che unitamente a quello delle Fondazioni si aggira a circa un miliardo e mezzo. Si tratta per una parte del risparmio delle famiglie, della liquidazione di tanti, degli investimenti delle imprese per la loro attività: denaro improvvisamente sfumato con gravissimo danno non solo a livello personale ma per il valore economico del nostro territorio. Persone che hanno investito e creduto in questi anni in Banca Marche, anche a fronte di un aumento di capitale del 2012 truffaldino e per il quale la Consob ha sanzionato gli ex vertici della Banca in quanto venivano nascoste “informazioni che avrebbero potuto dissuadere dall’aderire all’offerta”. Infatti gli azionisti se avessero saputo la verità avrebbero potuto non aderire all’aumento di capitale e vendere le proprie azioni». L’Adiconsum addita i  silenzi dei commissari e della stessa Banca d’Italia e un commissariamento infinito che non ha prodotto nessuna soluzione e fa sapere che proseguirà il percorso giudiziario a sostegno dei risparmiatori
«Stiamo anche  valutando – prosegue –  la possibilità di trovare meccanismi per la conversione delle azioni e delle obbligazioni subordinate, fra l’altro i rischi di quest’ultime sono assolutamente sconosciute ai risparmiatori inesperti, al fine di evitare la perdita totale del risparmio».

 



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