Banca Marche, Ceriscioli insiste:
“Salvataggio ok, risultato importante”

SPECIALE/5 - Il governatore ha difeso l'operazione in Consiglio regionale: "Tutela i risparmiatori, preserva i rapporti di lavoro e non utilizza denaro pubblico". Il presidente è intervenuto rispondendo ad un'interrogazione del consigliere Carloni: "C'e' il rischio di una speculazione fatta ai danni dei marchigiani"
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Il presidente Ceriscioli e sullo sfondo il presidente dell'assemblea Mastrovincenzo

Il governatore Luca Ceriscioli

Banca Marche, la bufera sul salvataggio finisce in Consiglio regionale, il governatore Luca Ceriscioli difende l’operazione: «Tutela i risparmiatori, preserva i rapporti di lavoro e non utilizza denaro pubblico». Lo ha detto questa mattina rispondendo all’interrogazione del capogruppo di Area Popolare Mirco Carloni che lo ha sollecitato ad intervenire sulla vicenda che sta facendo discutere in tutta Italia.

Botta e risposta oggi in Consiglio regionale sulla vicenda di Banca Marche tra il governatore Ceriscioli e il consigliere Carloni. Al centro della vivace discussione il salvataggio dell’istituto di credito jesino. Ceriscioli ha difeso l’operazione a 360 gradi insistendo sulla linea già da lui adottata ieri e dal Pd (leggi l’articolo): «Portiamo a casa un risultato importante e atteso per il nostro territorio», ha detto ripercorrendo gli ultimi passaggi della vicenda dopo la bocciatura da parte della Ue del primo piano di salvataggio proposto. Il presidente ha ricordato come Banca Marche sia un’impresa e come le sue azioni e le sue obbligazioni subordinate siano inevitabilmente esposte al rischio d’impresa. Parole che hanno suscitato la reazione di Carloni che ha sottolineato le “anomalie della vicenda”: «Si parla di salvataggio, ma non vedo i salvatori. Territorio e risparmiatori ne escono impoveriti».

Il consigliere Mirco Carloni

Il consigliere di Area Popolare Mirco Carloni

In una nota Carloni ha rincarato la dose: «Chi sta facendo questa operazione probabilmente non metterà niente del proprio e non vorrei che ci fosse in mente lo stesso esito avuto con il Banco di Napoli, quando i salvatori si sono presi con 4 spiccioli una banca che è stata poi patrimonializzata oltre la normalità. C’e’ il rischio di una speculazione fatta ai danni dei marchigiani. Ci sono in ballo 500 milioni di euro delle fondazioni, 400 milioni di obbligazioni subordinate e 400 milioni di piccoli azionisti. E’ vero che la banca è un’impresa, però e’ anche vero che, in questo caso, ci sono i soldi dei cittadini e delle fondazioni marchigiane che verranno sottratti nel tempo alle erogazioni sulla cultura e sul sociale». 

Redazione CM

 

 

 



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