Sferisterio, incognita fondi regionali
“Deciderà il bilancio di previsione”

MACERATA - I principali attori del mondo dello spettacolo marchigiano si sono confrontati al convegno organizzato da Amat, Consorzio Marche Spettacolo e Form Lauro Rossi. Il sindaco Carancini incalza l'assessore Pieroni per conoscere il destino dei 200 mila euro finora destinati dalla Provincia alla stagione di opera

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Lo Sferisterio gremito

Lo Sferisterio gremito

di Maria Stefania Gelsomini

L’intervento più atteso era quello dell’assessore regionale alla cultura Moreno Pieroni. E la sua risposta più attesa era quella a una domanda precisa: ma questi benedetti 200mila euro che la quasi defunta Provincia di Macerata destinava allo Sferisterio e che d’ora in poi verranno gestiti dalla Regione, che fine faranno? Torneranno a casa, o come si teme finiranno in un indistinto calderone generale? Questa è la domanda delle domande che anche il sindaco di Macerata Romano Carancini ha rivolto direttamente all’assessore dal palco del teatro Lauro Rossi, durante il convegno svoltosi oggi pomeriggio intitolato “Il Fus nelle Marche. Storia e prospettive di un decreto”, organizzato da Amat, Consorzio Marche Spettacolo e Form. Ma per la risposta dobbiamo ancora aspettare, si saprà solo dopo il 1° dicembre, dopo cioè che verrà definito il bilancio di previsione 2016 che in ogni caso, assicura Pieroni, dovrà rappresentare un punto di svolta. L’assessore per ora se la cava così: la situazione della Provincia di Macerata, socio e gestore diretto dell’Associazione Sferisterio, era un unicum in regione, e occorre perciò trovare un punto di equilibrio e di prospettiva, intanto per il 2015.

Il sindacoRomanoCarancini

Il sindacoRomanoCarancini

Parole che suonano doverosamente rassicuranti, ma vaghe, come quando afferma che “la Regione non farà mancare il suo impegno forte per la cultura e per il turismo, inscindibili anche per lo Sferisterio”, quando accenna alla necessità dello sfruttamento dei fondi europei, e quando sollecita la collaborazione dei privati e delle fondazioni bancarie marchigiane. Il politichese non cancella la preoccupazione.
All’incontro hanno preso parte anche l’assessore alla cultura del Comune di Macerata Stefania Monteverde, il direttore dell’Amat e del Consorzio Marche Spettacolo Gilberto Santini, il direttore artistico della Form Fabio Tiberi, il presidente dell’Amat Gino Troli, il presidente del Consorzio Marche Spettacolo Carlo Pesaresi, il vice sindaco di Pesaro Daniele Vimini e il sindaco di Jesi Massimo Bacci. Quella di stasera è stata una prima occasione di riflessione dopo le attribuzioni di contributi del Fus, di confronto fra i vari attori della politica culturale e di interrogazione sul sistema culturale marchigiano.
Tra dati, numeri, fondi persi e buone intenzioni per il futuro, le parole più usate sono quelle (abusate) che si sentono pronunciare ormai da anni: sinergia, rete e collaborazione. I campanilismi a quanto pare ci sono ancora, seppur in minima parte, ma la crisi economica spinge all’unione per la sopravvivenza. In questa quasi totale assenza di polemiche e in un rinnovato spirito di gruppo, si è fatto sentire il sindaco di Jesi Bacci, in qualità di presidente della Fondazione Pergolesi Spontini la quale, riuscendo ad attrarre risorse per circa 3 milioni di euro, vuole veder riconosciuti gli sforzi fatti e riappropriarsi del ruolo che le compete. Bacci chiede a Pieroni una scelta di campo forte e chiede che la sua Fondazione rientri nel circuito della lirica ordinaria da cui è stata esclusa.

Moreno Pieroni

Moreno Pieroni

Infine qualche cifra: nel 2015 il contributo FUS per le Marche è stato di 5.893.500 di euro (con 24 soggetti che hanno avuto accesso ai contributi per il triennio 2015-2017), con un +19% rispetto al 2014, ma in percentuale, rispetto al totale nazionale erogato dal FUS, è solo l’1,45%. All’ambito musica è stato destinato il 68,95%, pari a 4.063.682 di euro, con 17 soggetti riconosciuti, fra cui due teatri di produzione: l’Associazione sferisterio e la Fondazione Pergolesi Spontini. Spicca invece fra le mancate ammissioni al contributo ministeriale una realtà importante radicata nel territorio ma visibile a livello nazionale come Musicultura, per vent’anni finanziata dal FUS sebbene con somme piuttosto basse, tra i 15 e i 40mila euro (30mila nel 2014).
Mentre Troli ribadisce che una sinergia fra le poche istituzioni rimaste è fondamentale per il funzionamento dello spettacolo nelle Marche e che la Regione può essere “l’unico punto di riferimento per ricostruire una sopravvivenza interessante per il futuro”, per cui ci si aspetta da essa un sostegno adeguato alla cultura, le parole conclusive di Carancini sono in controtendenza. Secondo il sindaco di Macerata il decreto ministeriale sul FUS costituisce comunque un elemento positivo, di movimento, un tentativo di dare valore ad altri criteri che ha offerto l’opportunità di discussione e di confronto “anche se siamo stati abbastanza bastonati, la riduzione di almeno il 10% dei contributi è stata traumatizzante, ma la sfida parte adesso. La rete lirica ordinaria e il sistema dei teatri di tradizione che lavorano insieme non è affatto scontato, ed è vincente”. E il “volemose bene” parte anche all’indirizzo di Bacci, che si era lamentato poco prima dell’esclusione della Fondazione da lui presieduta: “nessuno li ha tenuti fuori, magari se ci avessero detto prima che volevano stare con noi…”. Il messaggio finale di Carancini è per Moreno Pieroni, sempre lui: “assessore ci fidiamo di lei, perché quei 200mila euro della Provincia erano risorse che contribuivano all’equilibrio della stagione lirica maceratese”. Ma Pieroni per ora ha dato una sola certezza: l’imminente inaugurazione, nel palazzo del consiglio regionale ad Ancona, della cittadella della cultura della regione Marche, uno spazio riservato alle varie associazioni ed enti che potranno così risparmiare risorse e lavorare fianco a fianco.


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