Sferisterio, Micozzi a Micheli:
“No alle ombre sul passato,
servono nuove idee”

MACERATA - Il consigliere e segretario del Pd interviene dopo le critiche del direttore artistico alle gestioni delle trascorse stagioni liriche: "Lasciano intravedere risvolti di rilievo penale e comunque moralmente inaccettabili". Luigino Craia, ex membro del direttivo dell'associazione: "Dica subito alla i nomi, i fatti e le circostanze che lo hanno indotto a gravissime ed allarmanti dichiarazioni"
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Micozzi_Foto LB

Il consigliere comunale e segretario del Pd Paolo Micozzi

Il consigliere comunale del Pd Paolo Micozzi interviene sulle dichiarazioni del direttore artistico dello Sferisterio Francesco Micheli  che ieri in occasione della chiusura della festival dell’Opera aveva criticato le produzioni fuori budget delle passate stagioni liriche (leggi l’articolo).

«Ho avuto il piacere di conoscere il Maestro Micheli e gli riconosco, come del resto tantissimi cittadini maceratesi, il merito di aver saputo integrare lo Sferisterio con la città di Macerata – si legge nella nota di Micozzi – Del resto lo stesso acronimo MOF credo vada letto in questo senso. Ha portato un entusiasmo e una voglia di fare contagiosi e di questo va dato atto. Si è trovato a fare i conti con difficoltà finanziarie sempre crescenti, da ultimo il decreto con il quale il Governo ha introdotto criteri iniqui nella assegnazione del Fus (peraltro validi anche per la stagione ormai conclusa) per la che non tengono conto della qualità delle produzioni e della ininterrotta tradizione di stagioni liriche che si sono svolte nel nostro teatro, sempre apprezzate a livello nazionale ed internazionale.

conferenza di fine stagione opera lirica sferisterio pettinari micheli carancini foto ap 8

Francesco Micheli alla conferenza finale della 51esima stagione lirica con il presidente e il vicepresidente dello Sferisterio Romano Carancini e Antonio Pettinari

«Non condivido però i riferimenti alle precedenti gestioni che lascerebbero intravedere risvolti di   rilievo penale e comunque moralmente inaccettabili.  Non lo condivido per due ordini di motivi: il primo metodologico. Per mia formazione culturale non sono abituato a sminuire il lavoro svolto da chi mi ha preceduto nello svolgimento di un incarico assunto. Certo faccio di tutto per portare un mio contributo, ma per caratterizzarmi senza dover ricorrere a confronti con gli altri. Il secondo di natura sostanziale. I termini usati e virgolettati assumono, come già detto, rilevanza di natura penale e sono inaccettabili se non circostanziati. Non è sufficiente dire che non ci si riferisce allo Sferisterio ma “al sistema italiano degli anni ’90”. Ricordo che all’inizio degli anni Duemila fu costituita una commissione paritetica comunale e provinciale della quale facevo parte in quanto consigliere provinciale. Ebbene il lavoro svolto fu analitico e di grande spessore. Furono analizzati i bilanci e le singole voci di spesa con la relativa documentazione. Il lavoro si concluse con una relazione finale dalla quale non emergevano profili di responsabilità di nessun genere. E’ per questo che ritengo che gettare ombre inquietanti, seppur sfumate, sulle produzioni artistiche del passato che hanno ottenuto riconoscimenti di assoluto valore (una per tutte la famosa Traviata degli specchi) sia inopportuno. Tutti abbiamo a cuore le sorti dello Sferisterio (nel senso di produzioni artistiche) e credo che per conseguire questo obiettivo comune sia necessario lavorare in sinergia. Personalmente ritengo sia giunto il momento di rivedere il suo assetto istituzionale. I contributi statali e di altri soggetti pubblici sono destinati a diminuire sempre più; è necessario elaborare nuove idee che permettano al mondo dell’economia locale di poter contribuire ad un progetto che oltre ad avere uno spessore culturale di assoluto rilievo possa costituire un volano per l’intera collettività».

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luigino craia

Luigino Craia

Sulle frasi di Micheli dice la sua anche Luigino Craia, ex assessore comunale e già membro del  direttivo dell’associazione Arena Sferisterio a metà degli anni ’90: 

«Durante l’intervista resa durante gli Aperitivi Culturali, il direttore artistico Francesco Micheli ha fatto affermazioni molto gravi perché ha fatto capire di essere a conoscenza di fatti aventi rilevanza penale riconducibili anche a personaggi con ruoli apicali nella gestione politico-amministrativa delle passate stagioni liriche. Data l’importanza del suo ruolo, Micheli dica subito alla città i nomi, i fatti e le circostanze che lo hanno indotto a tali gravissime ed allarmanti dichiarazioni. Se davvero, come sostiene, c’e’ stato malaffare durante le vecchie gestioni, i maceratesi hanno il diritto di conoscere i dettagli di questa inquietante storia. Sarebbe per altro auspicabile che i partiti sia di maggioranza (che hanno sempre gestito lo sferisterio) sia di minoranza (che non hanno mai gestito questo teatro) in consiglio comunale addivengano ad un approfondito chiarimento politico sulle gravissime affermazioni dell’illuminato direttore artistico. Comunque i cittadini maceratesi ritengono oltremodo offensiva la frase “rimpiangete gli anni di tangenti e di furti ? “Ed è inaccettabile la sua lezione di moralità».



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