Le “voci” dello Sferisterio
Fabiani: “Altri manager mi seguano”
La Regione “Eccellenza da tutelare”

MACERATA OPERA FESTIVAL - Per il main sponsor il futuro sono i privati, mentre il titolare di Eurosuole, Germano Ercoli, è preoccupato: "Non so quanto si potrà risanare la situazione". Intanto l'assessore regionale alla Cultura Moreno Pieroni garantisce che si lavora per ripianare le perdite del 2015 e l'impegno per il 2016. La presidente di Fondazione Carima: "Mi auguro maggiore partecipazione della città". Bruno Mandrelli, assessore alla Cultura ai tempi d'oro della lirica cittadina: "Ho fatto molte battaglie che sono morte in Provincia. La struttura è un cadavere che cammina"
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Da sinistra, in senso orario: Germano Ercoli, Giovanni Fabiani, Rosaria Del Balzo Ruiti e Moreno Pieroni

L'imprenditore Giovanni Fabiani, main sponsor dello Sferisterio

L’imprenditore Giovanni Fabiani, main sponsor dello Sferisterio

 

di Maria Stefania Gelsomini

Quale futuro per lo Sferisterio? Il dibattito lanciato da Cronache Maceratesi (leggi l’articolo) ormai è aperto. La situazione non è delle più rosee: i fondi pubblici si assottigliano, le sponsorizzazioni private da sole, per ora, non bastano, i maceratesi per lo più si mostrano indifferenti. Il rischio chiusura per la prossima stagione non è così remoto, il disinteresse di una buona parte della città al riguardo è evidente e preoccupante. Come ha intenzione di muoversi la politica locale per scongiurare il pericolo? Ora che gli enti pubblici hanno prosciugato le casse, gli sponsor privati sono chiamati a sostenere sforzi maggiori rispetto al passato. Non potevano mancare in questo dibattito le voci di due imprenditori che negli ultimi anni hanno creduto e investito molto nello Sferisterio: il calzaturiero fermano Giovanni Fabiani e il civitanovese Germano Ercoli (da notare: entrambi non maceratesi, come la maggior parte degli sponsor privati dello Sferisterio). Fabiani, main sponsor della stagione lirica 2015, pur in vacanza non si sottrae alle domande e si mostra piuttosto ottimista sul futuro della stagione lirica: «Non vedo un grave pericolo. Lo Sferisterio rappresenta l’identità delle Marche e dell’opera italiana, e una comunità non rinuncia alla propria identità, soprattutto in momenti di successo come questi anni di Micheli. Tra l’altro mi dicono che il ministro Franceschini potrebbe rivedere i criteri del Fondo unico per lo spettacolo (Fus) per il 2016». E per il prossimo anno? «Ho ancora un anno di contratto, ma ho del tempo per poter decidere se posizionarmi come principale sponsor della manifestazione». La ricetta per salvare lo Sferisterio? Semplice, per Fabiani è in mano ai privati: «che altri imprenditori mi seguano come sponsor».

L'imprenditore civitanovese Germano Ercoli

L’imprenditore civitanovese Germano Ercoli

Più preoccupato invece il patron di Eurosuole Germano Ercoli, che partecipa alle attività dello Sferisterio come charity partner a sostegno delle campagne sociali (nel 2014 con ActionAid e quest’anno con la Lega del Filo d’Oro): «Quando taglia il ministero e tagliano gli enti pubblici, si deve sempre provvedere a livello del territorio con l’aumento delle tasse. Alla fine le istituzioni locali, le imprese, il commercio e gli artigiani sul territorio sono quelli che ne pagano le conseguenze. Non so quanto si potrà riuscire a risanare la situazione, e mi auguro anche che gli sforzi di ripresa che ci sono stati non vengano nuovamente mortificati dall’attuale crisi cinese». Pensa positivo Moreno Pieroni, neo assessore regionale con delega allo Spettacolo, al Turismo, alla Promozione e organizzazione delle attività culturali: «dobbiamo far fronte al momento a due situazioni critiche, la prima è l’immediato, dobbiamo cioè reperire i fondi per rimpinguare i grandi eventi come il Rossini opera festival e il Macerata opera festival per il 2015.

Moreno Pieroni

L’assessore regionale alla Cultura, Moreno Pieroni

Quindi siamo impegnati a garantire quei fondi intanto nell’assestamento di bilancio, e questo è fondamentale rispetto all’erogazione di finanziamenti del Fus». Il che significa: più fondi eroga la Regione, più fondi erogherà il Fus. E la conferma del possibile recupero in bilancio di 2 milioni di euro destinati alla cultura è venuta anche dal presidente Ceriscioli in un recente incontro con gli amministratori locali a Civitanova. E per il 2016? «Faremo un bilancio di previsione, con un dibattito in giunta e in commissione, e poi anche un giusto confronto con gli enti locali, ma con la convinzione che queste strutture di eccellenza devono essere tutelate e garantite. Il nostro impegno va in questa direzione». Intanto si sa per certo che anche il prossimo anno mancherà il sostegno della Fondazione Carima. La presidente Rosaria Del Balzo Ruiti ha le idee chiare e forse le mani legate: “la Fondazione per il 2016 seguirà la delibera adottata dalla precedente presidenza e dal precedente CdA, i fondi si sono ridotti e sono stati potenziati per aiuti sul territorio ad altri settori non meno importanti. Oggi quella tipologia di finanziamenti del passato non è più pensabile. Sono convinta però che vadano percorse tutte le strade possibili, perché lo Sferisterio è una ricchezza e un patrimonio culturale che non possiamo disperdere. Auspico una maggiore partecipazione di tutta la città, perché ho visto quest’anno un coinvolgimento in forma anestetizzata, molti turisti ma pochi maceratesi. E poi riguardo alla Notte dell’Opera, è triste sentire la Donna è mobile cantata nella splendida cornice della Loggia dei Mercanti in una piazza che pensava solo a mangiare e chiacchierare ma non ad ascoltare».

 L'avvocato Bruno Mandrelli, assessore alla Cultura durante i tempi d'oro dello Sferisterio

L’avvocato Bruno Mandrelli, assessore alla Cultura durante i tempi d’oro dello Sferisterio

Dal Kenya, dove si trova in vacanza, anche l’avvocato Bruno Mandrelli, consigliere comunale Pd ed ex assessore alla Cultura del comune di Macerata ai tempi d’oro dello Sferisterio, pone l’accento sul menefreghismo di buona parte dei maceratesi e sulla necessità di un cambiamento statutario: «In questo momento nessuno parla perché a una parte, anzi a molti, non gliene frega niente. E per quanto riguarda l’altra parte ho fatto più di una battaglia in tempi non sospetti per cambiare la forma associativa, non una battaglia fine a se stessa ma proprio per cercare di prevenire un fenomeno più che prevedibile di esaurimento dei contributi pubblici e per cercare un sistema per coinvolgere i privati. Battaglie morte, affrontate con tiepidità in Consiglio comunale e poi bloccate definitivamente in Provincia. Oggi credo che se lo Sferisterio non produce è un danno forte per la città, che tutti dovrebbero capire. Se la Regione incentivasse la defiscalizzazione dei contributi dei privati sarebbe già un gran passo avanti. Perché così come la conosciamo la struttura è solo un cadavere che cammina».

 



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