Grande festa per i 50 anni di sacerdozio
di don Vittorio Fratini
TREIA - Domenica scorsa è stata celebrata dal vescovo Nazzareno Marconi un’omelia solenne e gioiosa. Al termine della liturgia, in piazza Marconi, è stato imbandito un rinfresco per festeggiare questo “compleanno“ insieme alla famiglia, parenti, amici, parrocchiani e autorità
Concattedrale di Treia gremita di fedeli per festeggiare liturgicamente il 50° anniversario di sacerdozio di don Vittorio Fratini già vicario pastorale e parroco della stessa concattedrale che i treiesi chiamano il “Duomo”. La funzione è stata celebrata domenica scorsa dal vescovo Nazzareno Marconi alla presenza di tutti i sacerdoti della stessa vicaria e dei frati del convento ss. Crocifisso di Treia: un’omelia solenne e gioiosa; toccanti le parole del vescovo e del giovane parroco don Gabriele Crucianelli. Anche la collettività laica ha voluto esprimere il proprio ringraziamento a don Vittorio attraverso le parole del sindaco Franco Capponi. Al termine della liturgia, in piazza Marconi, la piazza antistante il Palazzo Vescovile, è stato imbandito un semplice rinfresco per festeggiare questo “compleanno“ insieme alla famiglia, parenti, amici, parrocchiani e autorità.
Don Vittorio è prete/parroco ma soprattutto è un amico che ha saputo, in questi 50 anni, coniugare la vita ecclesiastica con i momenti laici in una collettività semplice ma laboriosa e attiva come è quella di Treia. Per questa occasione è stato realizzato da alcuni amici un opuscolo che ha ripercorso le tappe del suo impegno per la comunità treiese. La pubblicazione ha voluto iniziare con l’incipit “Dici Don Vittorio e pensi Don Sandro e… viceversa!” a ricordo che la vita sacerdotale di don Vittorio è stata altresì coadiuvata dal fratello don Sandro deceduto, purtroppo, nel 2005. Don Vittorio, nel suo commosso intervento di ringraziamento, ha voluto ricordare che la sua famiglia ha dato alla comunità cristiana tre sacerdoti: lui, don Sandro e il cugino Don Euro Giustozzi: un augurio per sostenere nuove vocazioni.
Don Vittorio è diventato prete per l’imposizione delle mani e con l’unzione sacra di s.e. mons. Ferdinando Longinotti, vescovo di San Severino e amministratore apostolico di Treia, il 29 giugno 1965: da allora un giovane prete assegnato alla comunità treiese ed accolto da giovani dell’epoca con entusiasmo e tanto affetto. La Caritas, i capiscuola, la Schola Cantorum della cattedrale di Treia, il giornalino locale “Orizzonti Treiesi”, l’oratorio prima, il circolo “Giovanni XXIII” dopo, la piccola emittente locale “Radio Montecchio”, la passione per la fotografia e la sua partecipazione al Fotocineclub “Il Mulino”, il calcio, il tamburello, la pallavolo e tante altre sono le iniziative a lui legate. Le mani di don Vittorio, oltre che essere quelle di un esperto organista, sono state altresì preziose mani di artista. Chi non ricorda i disegni dei personaggi del “Vittorioso” realizzati da don Vittò nell’oratorio dell’ex seminario treiese ubicato sotto il glorioso cinema Don Bosco.
E’ d’obbligo, in particolare ricordare la Schola Cantorum della cattedrale di Treia: la musica coltivata e prodotta da don Vittorio al seminario regionale di Fano continuava anche a Treia. Schola-cantorum, vivacità nelle celebrazioni liturgiche ed eventi ricreativi erano cesellati dal gusto artistico/musicale dei Fratini. Il Coro della cattedrale di Treia esisteva a Treia già nel 1943 ed era un coro di sole voci virili diretto da don Giovanni Meloni. Successivamente, con l’arrivo dei frati Conventuali, l’organista padre Giuseppe Morelli avvicinò i bambini della zona di san Francesco per istituire un coro di voci bianche che avrebbe reso più solenni le funzioni religiose. Questi due cori si unirono e furono seguiti dallo stesso padre Morelli; eseguivano principalmente le musiche del M° Lorenzo Perosi tanto che la nuova corale fu chiamata “Schola Cantorum Perosiana”. Dal 1959 il coro fu diretto da padre Stipa e successivamente dal giovane sacerdote don Vittorio Fratini che inserì le voci femminili proponendo un repertorio polifonico. La corale si è esibita in diversi concerti e rassegne, ha collaborato, in varie occasioni, con le bande musicali di Treia, Appignano, San Severino e con altri gruppi musicali.
Anche la pallavolo treiese è nata proprio per opera di don Vittorio, anzi don Vittò, che insieme a don Sandro sono da considerarsi assoluti pionieri. Chi sa se pensavano che quel modesto sport allora sconosciuto a Treia si elevasse sino alla serie A con tre scudetti nazionali. Difatti la prima società di pallavolo che ha disputato attività federaleè nata nell’oratorio don Bosco di Treia e, contestualmente, è vissuta per qualche anno anche con il Circolo Cittadino. Correvano gli anni 1969/1970 e nell’oratorio il gruppo del volley era giovanissimo: la squadra dei giochi della gioventù era quella che, in seguito, parteciperà all’attività federale. Ci si allenava all’aperto e, per i campionati, si giocava sotto il mercato coperto. I fratelli Fratini (don Vittorio e don Sandro) erano i primi allenatori; don Sandro sarà anche giocatore in un’epoca in cui le società affiliate nella provincia erano non più di sette. Anche don Giuseppe Branchesi era fra i dirigenti più attivi. La storia della don Bosco si esaurì dopo un quinquennio, così come prima si era esaurita quella del Circolo Cittadino che, invece, annoverava atleti non più giovanissimi, fra questi Flavio Sarnari, prima giocatore, poi arbitro ed infine allenatore della stessa società treiese.
A concludere i festeggiamenti la comunità treiese vuole associarsi alle parole scritte da don Gabriele Crucianelli, oggi vicario pastorale e parroco della s.s. Annunziata, concattedrale di Treia, all’interno dell’opuscolo pubblicato per questo evento: «Ti ringrazio della dedizione e della cura pastorale che hai sempre profuso con saggezza verso questa comunità. Ti ringrazio del sostegno quotidiano e discreto che mi doni e continui a donare a tutti noi. Grazie caro fratello e padre!»







