Furto nella teca del santo,
anello e crocifisso non hanno valore

MACERATA - In seguito agli accertamenti sul colpo messo a segno in duomo, è emerso che si trattava di oggetti realizzati negli anni Cinquanta e solamente ricoperti di una doratura
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Il crocifisso stava sul petto mentre l'anello era all'anulare della mano destra

Il crocifisso stava sul petto mentre l’anello era all’anulare della mano destra

Furto al duomo, l’anello e la croce di san Vincenzo Strambi portati via dai ladri non hanno valore. In base agli accertamenti si tratterebbe di oggetti, realizzati negli anni Cinquanta e che hanno solamente una doratura. Sul furto, che è stato compiuto nella cattedrale di Macerata probabilmente tra le 19 di mercoledì e le prime ore di ieri mattina (leggi l’articolo), l’ipotesi degli inquirenti è che qualcuno si sia introdotto in duomo e abbia preso gli oggetti custoditi nella teca del santo – che si trova al principio della navata sinistra della basilica – per poi rivenderli per qualche euro. A compiere il furto sono state certamente più persone, perché il coperchio di cristallo della teca è particolarmente pesante. Il furto è stato scoperto ieri da una fedele che si era accorta che il crocifisso che era legato ad una collana di tessuto e poggiato sul petto del santo e l’anello all’anulare della mano destra, erano spariti. La donna aveva avvertito della cosa il sacrestano, Araldo Lapis, che a sua volta aveva segnalato l’accaduto al parroco, Enzo Buschi. In seguito agli accertamenti è emerso che si trattava di oggetti che non hanno valore. Delle indagini si stanno occupando i carabinieri. Don Strambi era stato vescovo di Macerata e Tolentino tra il 1801 e il 1823. In seguito ad alcuni miracoli, l’11 giugno del 1950 era stato canonizzato.

(Gian. Gin.)



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