Autista licenziato ingiustamente,
azienda condannata a ridargli il posto

POTENZA PICENA - Il giudice del lavoro ha dato ragione ad un 55enne di Civitanova dipendente della Sap che aveva fatto ricorso dopo essere stato mandato via insieme ad un collega. Il sindacalista Salvatore Zizzi: "Una vittoria della giustizia"

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Salvatore Zizzi

Salvatore Zizzi

Autisti licenziati da una ditta di autotrasporti (leggi l’articolo), il giudice del lavoro condanna l’azienda a reintegrare uno di loro (che aveva presentato ricorso). La vicenda risale ad alcuni mesi fa quando la ditta di trasporto Sap di Potenza Picena aveva licenziato due suoi autisti «che erano colpevoli di aver leso l’immagine dell’azienda diffondendo notizie aziendali a organi esterni – spiega Salvatore Zizzi del sindacato Ugl –. In realtà, i due dipendenti si erano lamentati con l’azienda in quanto non riuscivano più a tenere i ritmi di lavoro imposti dal titolare e responsabilmente i due lavoratori non ritenevano più accettabili anche per la sicurezza dei trasportati. In un paese civile dovrebbe essere lecito lamentarsi, sopratutto quando è da tutelare la sicurezza degli utenti. Ebbene, in conseguenza di ciò, sono stati licenziati per delle motivazioni assolutamente infondate e pretestuose». Dopo il licenziamento c’è stato il ricorso al giudice del lavoro di uno dei dipendenti, un 55enne di Civitanova, assistito dall’avvocato Barbara Arzilli. Ieri il giudice Germana Russo del tribunale di Macerata ha dato ragione al dipendente condannando la Sap a ridargli il lavoro e al pagamento di un risarcimento. «Una vittoria della giustizia contro quei datori di lavoro che pretendono il sangue dai propri dipendenti – commenta Salvatore Zizzi – a discapito anche di chi usufruisce del servizio di trasporto specialmente le gite scolastiche a lunga percorrenza, ricordo che la stessa ditta è stata sanzionata con maxi sanzioni da parte della direzione del lavoro in quanto 31 dipendenti sul totale di 33 non rispettavano le regole sui tempi di guida, tempi di riposo, riposo del settimo giorno e superamento delle ore di impegno consentite dalle normative del codice della strada».


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